I giochi si riaprono?

Il mondiale è riaperto? Pare proprio di si a giudicare dagli ultimi risultati ottenuti sul circuito di Donington Park dai protagonisti di una stagione pià scoppiettante che mai e ricchissima di colpi di scena

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    E’ ancora tutto aperto“. Ci tiene a puntualizzare il concetto, Valentino Rossi, ad ogni intervista in cui gli si chieda cosa ne pensi del suo gap di punteggio dal primo in classifica, quell’americano del Kentucky, catapultato in Europa e messo alla guida della miglior moto in questo momento in circolazione sulle piste di MotoGP.

    La gara di oggi sul circuito di Donington Park, seconda patria di Rossi da quando ha rinunciato a vivere in Italia “perchè non potevo fare 2 metri di continuo per strada chè tutti mi fermavano per chiedermi l’autografo, mentre a Londra non mi conosce nessuno!” ha messo alla luce le caratteristiche dei piloti definendole perfettamente e nettamente e probabilmente dando una piccola scossa alla classifica del MotoMondiale che vede ancora Hayden saldamente al comando, ma tallonato sempre più da vicino da Pedrosa e da Rossi e Melandri che cercano di rosicchiare punti qua e là per non staccarsi troppo dalla cima.

    Hayden, per colpa anche della sua squadra che lo ha fatto correre, almeno nelle prove, con un nuovo telaio completamente riprogettato, ma che non si è rivelato all’altezza delle aspettative (infatti il pilota americano ha chiesto di poter correre la gara con il vecchio telaio) non si è rivelato il campionissimo che dovrebbe essere a giudicare dalla sua posizione in classifica. Già una settimana fa, sulla pista di Assen, aveva fatto vedere di essere bravissimo e impeccabile quando qualcun altro gli faccia vedere dove mettere la moto, ma che al comando non sia in grado di accumulare vantaggio, nè tantomeno di gestirlo (la scorsa settimana ha superato Edwards, ma poi, in meno di un giro il pilota Yamaha erà già francobollato di nuovo alle gomme di Nicky).

    Pedrosa ha dimostrato, invece di essere più che un “torero camomillo, matador tranquillo” come ama definirlo Meda, semplicemente un piccolo robottino supercalcolatore e dal manico pesante a cui si addice meglio il soprannome Iceman.

    Freddo, impassibile, macina chilometri e avversari noncurante di tutto il resto, calcola, si ferma e si accontenta quando vede che chi è davanti a lui è nettamente superiore, mentre stuzzica, sorpassa e stacca freddamente il povero malcapitato che gli si trovi davanti e gli dia l’impressione di avercene di meno. Ci prova quando può, si accontenta quando non può provarci, una maturità rarissima nei ragazzi della sua età.

    Uno che invece è l’esatto opposto è quel folle di Tavullia di nome Valentino Rossi. Una saracinesca, dopo che sale in moto (dopo i vari rituali scaramantici che sono ormai il suo segno distintivo sulla griglia di partenza) non si ferma neanche a spararlo. Finchè non vede la bandiera a scacchi, per lui c’è sempre da dare tutto il possibile e giocarsela fino all’ultimo metro inventandosi la traiettoria più azzardata o il sorpasso più inaspettato per portare a casa qualche punto in più e tanto orgoglio. Inarrestabile perchè sembra che sia il divertimento a guidarlo in queste imprese più che l’indubbio talento.

    Melandri è una via di mezzo tra Pedrosa e Rossi. Più pacato del secondo, più fantasioso dello spagnolo, ha bisogno di input per brillare. Nulla di negativo. Come oggi per esempio. Parte a razzo galvanizzato dalla sua posizione in griglia di partenza (era terzo), poi si addormenta per un pò, forse stanco e dolorante, si fa passare da Pedrosa e lo lascia andare. Poi, quando sente il rombo della moto di Valentino Rossi dietro i suoi scarichi, improvvisamente si ringalluzzisce e sputa sangue per tenere dietro di sè Valentino. Eccolo lì lo spunto che gli serviva. Sbaglia un pò troppe volte, ma probabilmente questo è dovuto all’incidente che ancora non gli ha permesso di sfruttare al massimo le sue potenzialità. Come dimenticare le ultime due gare della scorsa stagione?

    Le scommesse si sprecano. E’ veramente riaperto il MotoMondiale? Apparentemente sembrerebbe di si, a vedere il modo di guidare dei protagonisti di oggi, ma Rosssi, alla fine, è riuscito a rosicchiare solo pochi punti al capoclassifica Hayden, aiutato oggi dalle tante defezioni in pista. Melandri viaggia di pari passo con Rossi, merito del pilota ravennate, della moto e della sfortuna di Rossi, che se non avesse fatto 2 o 3 zeri di troppo in questa prima metà di stagione, dovuti a defaillance tecniche della moto o delle gomme, probabilmente non avrebbe toccato il fondo a -42 punti.

    Il campionato mondiale è quindi riaperto? Chi sono veramente i pretendenti al titolo? Pedrosa fa veramente così paura tanto da poter vincere al primo anno di MotoGP il Mondiale, impresa che non è riuscita neppure a Rossi? Non si sta considerando però che Daniel ha un grosso handicap, quello di correre sul bagnato, quindi al piccolo pilota di Sabadell non resta che pregare in tutte le lingue che conosce che da qui alla fine del mondiale non cada neppure una goccia di pioggia.

    Oppure il gap che Hayden ha costruito è grande si, ma non è grandissimo, però resta difficile da insediare perchè i contendenti al titolo sono tanti e quindi la distribuzione dei punti a fine gara sarà quanto più frazionata che mai?

    E Melandri? Potrebbe rispettare il noto detto “tra i 2 (o 3, o 4 o…) litiganti, il terzo gode” e portare a casa il titolo per una manciata di punti a fine campionato.

    Il tutto senza considerare la variabile-Rossi, la mina impazzita che può fare il bello e il cattivo tempo più o meno a suo piacimento, anche se la strada in questo momento è tutta in salita.

    Il mondiale costruttori, a quanto pare, sarà ampiamente vinto dalla Honda, quello a squadre dall’HRC a meno di grandi sconvolgimenti, quello piloti è veramente aperto come Rossi dice?