I record più strani della storia della Formula 1

I record più strani della storia della Formula 1

    Gran Premio 1997

    Consci del fatto che con il Gran Premio di Abu Dhabi disputatosi pochi giorni fa è ufficialmente iniziato il periodo più noioso dell’anno, ovvero quello senza gare, ci facciam carico del compito di rallegrarvi e sfruttare questa pausa per guardare ad un passato altrimenti poco considerato. Sulla scia di quanto fatto qualche tempo fa, abbiamo raccolto e analizzato alcuni tra i record più curiosi nella storia della Formula 1. Dati curiosi che sono diventati indelebili nell’albo d’oro delle statistiche della top class. Sfogliate le pagine per scoprire quali sono i record più strani ella storia della Formula 1.

    Vettel BMW 2006

    Il pilota attualmente in forza alla Ferrari ha disintegrato una marea di record, dal più giovane vincitore del campionato al maggior numero di vittorie consecutive; c’è però un record di cui difficilmente andrà fiero, e risale proprio al suo debutto. Durante le prime prove libere del Gran Premio della Turchia del 2006, la BMW decise di dargli l’ opportunità di scendere in pista in un evento ufficiale: Seb si calò nell’abitacolo, uscì dai box e superò il limite di velocità consentito in pit lane, il che gli garantì un record (e una multa) dopo soli sei secondi dal suo ingresso in Formula 1.

    Monza 2003

    Non c’è da stupirsi quando si scopre che un record di rapidità è stato realizzato sul circuito brianzolo. La gara in questione è quella che si disputò il 14 settembre 2003 e che venne vinta da Michael Schumacher, passato sotto la bandiera a scacchi dopo solo 1h 14′ 19″ dallo spegnimento dei semafori. Giusto per dare un numero, venne percorsa ad una velocità media di 247,585 km/h, restando tuttora la gara (non interrotta da bandiera rossa) più rapida nella storia della Formula 1.

    Monza 1971

    Spesso ci troviamo a guardare gran premi vinti da chi sfila per primo alla prima curva o con margini dell’ ordine dei 10 secondi sul più diretto inseguitore; non si può certo dire altrettanto della gara disputatasi a Monza nel 1971, quando l’arrivo in volata vide ben cinque contendenti separati, è proprio il caso di dire, da un soffio. Vinse Peter Gethin su Ronnie Peterson per soli 0.01 secondi, mentre François Cevert pagò soli 80 millesimi dallo svedese; a seguire, per così dire, Mike Hailwood e Howden Ganley , quest’ultimo a soli 0.61 secondi dal vincitore. Inutile dirlo: un record.

    Juan Pablo Montoya

    Sempre lui, sempre a Monza. Non contento di aver segnato il giro più veloce della storia del circuito italiano, si ripresentò nel 2005 con l’aggressività giusta per conquistare un altro record,stavolta ufficiale, di velocità: lo speed trap alla fine del rettifilo principale lo immortalò a 372,6 km/h, ad oggi la più alta velocità mai raggiunta da una vettura di Formula 1.

    1997 Jerez

    Il Gran Premio d’Europa del 1997 vien principalmente ricordato per il tentativo, peraltro fallito, da parte di Schumacher di mettere KO il contendente al titolo Jacques Villeneuve. Ma i più attenti ricorderanno anche l’incredibile evento del sabato pomeriggio in cui, durante le qualifiche, tre piloti segnarono il loro giro veloce eguagliandosi al millesimo. Quel giorno a Jerez prima Villeneuve, poi Schumacher e infine Frentzen fermarono il cronometro sul tempo di 1’21.072’’. Sebbene in Formula 1, a differenza delle IndyCar, la visualizzazione del tempo si arresti alla terza cifra decimale questo record rimarrebbe valido addirittura al decimillesimo di secondo.

    Apicella Monza 1993

    La storia della Formula 1 è purtroppo ricca di un’infinità di meteore, ma ce n’è una che le batte tutte: Apicella. Notato nel 1993 dal patron Eddie Jordan, ricevette da quest’ultimo la grande occasione di disputare un Gran Premio ufficiale, per di più sul circuito di casa. Sfortuna volle che venisse coinvolto nell’immancabile incidente del primo giro alla prima variante, terminando la propria carriera dopo soli 800 metri di attività.

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