I rivali storici di Valentino Rossi: da Max Biaggi a Marc Marquez [FOTO]

MotoGP 2016: Valentino Rossi correrà la 21ma stagione nel motomondiale. Ecco quali sono stati i rivali storici del campione di Tavullia.

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    Valentino Rossi su Casey Stoner

    A pochi giorni dall’inizio del Motomondiale 2016 abbiamo deciso di rinfrescare la memoria a tutti gli appassionati delle due ruote in onore del pilota che quest’anno spegnerà 21 candeline. Non stiam parlando di un giovane di belle speranze, bensì di Valentino Rossi che dal suo esordio nel lontano 1996 ha convissuto e appassionato con grandi lotte in pista il pubblico di tutto il mondo. Il pilota di Tavullia, durante la sua lunga carriera, ha avuto diversi contrasti e bagarre con molti altri piloti. Sfogliate le pagine per leggere le rivalità più significative che hanno segnato la carriera del pilota italiano in questo ventennale di motociclismo.

    6. MAX BIAGGI, 2001

    Oramai gli animi sono sbolliti (non troppo in realtà, basta fare un giro su Facebook per rendersene conto), ma il popolo italiano motoristico di una quindicina d’anni fa era spezzato in due: da un lato i Rossisti, in netta maggioranza, e dall’altro i Biaggisti, forti però di una tenacia irriducibile. Le frecciatine sui giornali sfociarono nel GP di Suzuka del 2001, al primo appuntamento della stagione, quando i due campioni furono protagonisti di un pericoloso quanto inutile misfatto. Pur essendo più lento rispetto a Rossi, Biaggi spinse il pilota di Tavullia sull’erba all’uscita dell’ultima esse per impedire il sorpasso, sorpasso che avvenne poco dopo e che vien ricordato per il dito medio esibito da Rossi stesso una volta terminata la manovra. Dopo un’estenuante battaglia in pista e sui quotidiani durata una stagione intera fu Rossi ad avere la meglio sul pilota romano, vincendo il titolo in anticipo a Philip Island battendo in volata proprio Max Biaggi: gli appassionati più impeccabili ricorderanno il sorpasso al tornantino durante l’ultimo giro e l’arrivo al fotofinish dei due campionissimi.

    5. SETE GIBERNAU, 2003-2005

    Dopo un 2002 corso praticamente senza rivali, anche grazie alla supremazia della sua Honda Repsol, il 2003 si presento’ ricco di nuovo stimoli per il pilota di Tavullia. Esaltato da una competitiva Honda Gresini e profondamente mutato dopo la tragica scomparsa del compagno Kato, lo spagnolo Sete Gibernau disputò una stagione di tutto rilievo, costringendo Rossi ad un impegno mentale tutt’altro che facile. Nonostante avesse perso matematicamente il titolo al penultimo GP, Gibernau tentò di fare uno sgambetto sportivo a Rossi vincendo l’ultimo GP di Valencia davanti ai propri fans, ma nel finale nulla poté contro la fuga dell’alfiere Repsol. Lo spagnolo si rivelò avversario per l’iride anche nel 2004 quando sfrutto’ il cambio di casacca di Rossi e una Yamaha tutt’altro che stratosferica per fronteggiarlo per la prima volta anche in classifica. Archiviato il 2004, il pesarese ebbe vita relativamente facile nel 2005 vincendo la bellezza di 11 gran premi, tra cui quello di Jerez dove si rese autore di un sorpasso all’ ultimo giro ai danni proprio di Gibernau. Una manovra tuttora discussa e controversa, che vede contrapposte la voglia di lottare fino all’ultima spallata alla convinzione di Sete che i contatti debbano essere evitati e, eventualmente, sanzionati. Il passaggio alla Ducati nel 2006 tolse allo spagnolo la straordinaria competitività dei tre anni precedenti che gli avevano restituito quasi una seconda giovinezza.

    4. Max Biaggi 2004-2005

    Ancora lui. Dopo un inverno fatto di studio reciproco e duro lavoro la stagione 2004 si presentò a colori invertiti rispetto a quanto accaduto tre anni prima, con Rossi chiamato a mettere a tacere tutte le malelingue e Biaggi a dimostrare che i suoi mancati successi degli anni precedenti erano imputabili esclusivamente alla straripante supremazia Honda, la stessa Honda gialla che si trovò tra le mani a Welkom, il primo appuntamento stagionale. Quell’appuntamento storico rappresentava un bivio per le carriere di entrambi i piloti, che quasi per destino si ritrovarono a essere i protagonisti assoluti di quella lunga cavalcata che rese gli altri venti in pista delle semplici comparse. Ad un Biaggi forte della cavalleria della sua Honda si contrappose un Rossi combattivo come mai,in grado di aggrapparsi ad ogni sbavatura del romano per rimettergli le ruote davanti e infine concludere la gara con una sensazionale vittoria. Pressochè non pervenuto per il resto del 2004 ma promosso a pilota ufficiale nel 2005, Biaggi potè finalmente fregiarsi di quella tuta Repsol che tante volte lo aveva messo in secondo piano,e si presentò agguerrito al GP d’Italia quando, ancora una volta, fu l’unico in grado di sfidare Rossi per la vittoria, rendendosi tra l’altro protagonista di un bellissimo sorpasso alla Casanova-Savelli, concluso il quale si voltò in piena accelerazione come per guardare in volto uno sbigottito Valentino. Ci piace ricordare anche la terza e la quarta posizione spartite dopo un bel duello tra Capirossi e Melandri, in uno dei weekend motociclistici più dolci in assoluto per gli appassionati italiani.

    3. CASEY STONER, 2008

    Una competizione tra i due che iniziò in realtà nel GP inaugurale del 2007 in Qatar, ricordato per la vittoria di un giovane talento appena sbarcato a Borgo Panigale quasi da perfetto sconosciuto. Lo spaventoso motore della Desmosedici abbinato ad un manico finissimo fecero di quella stagione terreno di conquista dell’australiano, che non parve mai a rischio di perdere il titolo come può testimoniare la seconda posizione in classifica finale di Dani Pedrosa. Nel 2008 invece la musica fu ben diversa dato che Rossi, già ai tempi dato per finito, era chiamato a tornare protagonista in quel campionato che aveva dominato fino a tre anni prima: dopo tre vittorie consecutive, l’australiano rispose con altrettanti centri riavvicinandosi pericolosamente alla leadership del pesarese in vista del GP di Laguna Seca che l’anno precedente aveva visto un’imbarazzante supremazia di Stoner sul resto della concorrenza. Fino al warmup pareva che il copione sarebbe stato lo stesso, ma in gara Rossi diede prova di una cattiveria agonistica impressionante con l’unico scopo di tenere le proprie ruote davanti a quelle del Canguro per evitare che scappasse via. Il momento più intenso di quella gara e probabilmente della stagione intera fu il mitico sorpasso al Cavatappi, una curva cieca in discesa che il pilota di Tavullia si trovò a d affrontare sulla ghiaia nel tentativo,peraltro riuscito, di sorpassare il rivale. Da lì in poi il campionato cambiò piega e Casey accusò terribilmente il colpo, commettendo altri errori e lasciando a Rossi la possibilità di dilagare in classifica e andare a vincere l’ ottavo titolo mondiale.

    2. JORGE LORENZO, 2009-2010

    Dopo un 2008 passato tra apprendistato e infortuni, fu proprio dal box accanto al proprio che Rossi vide sbucare uno dei suoi avversari più tosti: il giovane spagnolo scalpitava per mettersi in mostra, e cercò l’impresa di volare in cima alla classifica mondiale già al GP di Barcellona sul circuito del Montmelò che quel giorno si tinse di bianco e blu Yamaha. Dopo aver seminato il gruppo, i due compagni di team diedero spettacolo avvicendandosi in testa negli ultimi tre giri, finchè all’ultimo giro Rossi scelse il modo più crudele per togliere al rivale il gusto della vittoria casalinga: dopo un intero giro passato nella vana ricerca di mettersi dietro Jorge, lo infilò all’ultima curva sfruttando un varco che, per ammissione dello stesso Lorenzo, non era pensabile per un sorpasso. Dopo vicende alterne culminate nel GP di Indianapolis, Rossi come avvenuto durante la stagione precedente riuscì a dare un netto cambio di piega al proprio campionato a partire dal GP di Misano, che lo lanciò verso il nono titolo iridato. Nel 2010 la stagione iniziò esattamente come era finita, con un duello tutto italo-spagnolo che vedeva però un Lorenzo molto più preparato psicologicamente e tecnicamente; purtroppo per tutti lo spettacolo si interruppe il sabato mattina del weekend del Mugello in cui Rossi si ruppe tibia e perone e fu costretto a saltare un mese e mezzo di gran premi, tagliandosi ovviamente fuori dalla lotta. Anche a causa dei postumi di un infortunio alla spalla, il Dottore che pure tornò in pista battagliando con nientemeno che Casey Stoner apparve molto più appannato rispetto alle sfavillanti stagioni passate e non più prima scelta della Yamaha che, messa al bivio dallo stesso pesarese, scelse di puntare sull’ormai campione Jorge per il futuro.

    1. JORGE LORENZO, 2014-2015

    Stesso team e stessi protagonisti, ma contesto profondamente mutato. Ritrovatisi ormai a spartire soltanto le briciole lasciate dal cannibale Marquez, si sono resi partecipi di una seguitissima battaglia per aggiudicarsi il titolo degli umani,ovvero quello di vicecampione del mondo. Dopo qualche scintilla al GP di Indianapolis, i due hanno dato vero spettacolo nei primi giri del GP di Misano quando si sono avvicendati alla testa della corsa per 5 volte in 3 curve. La stagione 2015 si è chiusa come peggio non si poteva per Valentino Rossi. Il pilota di Tavullia domina dalla prima gara, fino a metà stagione e non cede la leadership del mondiale proprio fino all’ultima gara, che vede trionfare invece il suo ormai acerrimo rivale Jorge Lorenzo, che coalizzatosi con Marc Marquez, riesce a concludere il gran premio di Valencia al primo posto, mentre Valentino partito dall’ultima piazza fa un recupero fino alla quarta, ma non basta perché il margine di punti di vantaggio dell’italiano è ormai stato recuperato e superato dal maiorchino. Riavvolgendo un attimo il nastro del mondiale, non possiamo non citare la fatale gara della Malesia, nella quale Rossi cede alle provocazioni di Marc Marquez e dopo una collisione fra i due lo spagnolo finisce nella polvere. Rossi riceve una penalizzazione ed è obbligato a partire dall’ultima fila nel GP conclusivo della stagione. In questo momento si raggiunge il livello massimo di rivalità con Lorenzo e con un nuovo nemico, Marc Marquez che si schiera senza indugio col connazionale, infiocchettando un finale di stagione da brivido per Rossi, che si vede sfumare il decimo titolo mondiale sul filo di lana. Il 2016 si prospetta come un anno duro, in cui Valentino vorrà vendicarsi, e una stagione nella quale non ci sarà solo una rivalità con Jorge ma anche e soprattutto con Marquez.