Incidente a Kovalainen, le foto

Foto dell'incidente di Heikki Kovalainen che con la McLaren Mercedes subisce un cedimento alla ruota anteriore sinistra e sbatte violentemente contro le barriere

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    E’ tornata la paura in Formula 1. L’incidente di Kovalainen ci ha tenuti col fiato sospeso per una decina abbondante di minuti, fino a quando il pilota ha tirato su il braccino dalla barella, scongiurando il peggio.

    Secondo alcuni la dinamica è la stessa dell’incidente capitato ad Hamilton al Nurburgring nel 2007. L’effetto visivo è stato sicuramente simile con la ruota che esplode e la vettura incontrollabile che finisce la sua corsa dentro alla gomme di protezione. Alla McLaren parlano di fatalità, di un sassolino e di un probabile sbalzo di pressione dello pneumatico che l’avrebbe portato allo scoppio. Le migliaia di chilometri percorsi sul quel circuito non possono far pensare seriamente ad un difetto strutturale.

    In attesa che vengano accertate le cause, resta il fatto che Heikki Kovalainen ha fatto correre un brivido inaspettato a tutti gli appassionati. La vettura va dritta per dritta contro le barriere e ci si infila sotto. Tra i tanti episodi drammatici che tornano alla mente, ce ne sono almeno un paio letteralmente identici: Michael Schumacher a Silverstone nel 1999 e Olivier Panis a Montreal qualche anno prima. In entrambi i casi i piloti rimediarono delle brutte fratture alle gambe.

    A quasi dieci anni di distanza la sicurezza in Formula 1 ha continuato a fare passi da gigante ma un frontale di quel tipo, con la vettura incastrata e inghiottita dalle gomme è stato uno spettacolo che nessuno di noi avrebbe mai voluto vedere. Ad impressionare è stata soprattutto l’impotenza dei non troppo organizzati commissari i quali devono attendere per qualche minuto prima che un trattore estragga il pilota dal cumulo di gomme nel quale si era infilato. Da lì in poi il copione è sempre lo stesso: le telecamere e la regia giocano a nascondere il fattaccio con l’idea che, forse, è meglio non impressionare chi sta a casa. Se, però, dietro ai teli blu c’è un pilota cosciente che non ha riportato gravi traumi, allora varrebbe la pena non indugiare. Amici e parenti avrebbero gradito sicuramente.

    Sono ancora in corso gli accertamenti. Passato lo spavento, a poche ore dal crash, sembra che il buon Heikki se la sia cavata con un bel mal di testa e qualche contusione…