Incidente Alonso: ecco le 3 teorie cospirazioniste più verosimili

Formula 1 2015: ecco le tre teorie cospirazioniste più credibili sull'incidente di Fernando Alonso con la McLaren durante i test invernali di Barcellona

da , il

    Di materiale per cospirazionisti ce n’è a bizzeffe in merito all’incidente di Fernando Alonso durante i test invernali della stagione 2015 di Formula 1. Basti dire che i primi complottisti sembrano proprio quelli della McLaren-Honda. Ricordiamo che la teoria ufficiale parla di colpo di vento che ha fatto sbandare la monoposto di Alonso contro il muretto della curva 3 del circuito di Barcellona. Molti addetti ai lavori si sono fatti grasse risate per l’inverosimile ricostruzione dell’accaduto. In attesa che la FIA concluda l’indagine ed abbia il coraggio di portare conclusioni credibili e corroborate da prove, abbiamo di fronte un solo fatto incontestabile: il pilota si è fatto 3 giorni di ospedale e, nonostante saranno passate 3 settimane dal botto, il prossimo 13 marzo non sarà al via del campionato.

    Alonso vittima di shock elettrico?

    L’idea di una scossa elettrica subita da Fernando Alonso durante la guida è stata una delle prime ipotesi. Sbeffeggiata da chi vuole tenere i piedi per terra e si fida delle versioni “ufficiali”, ha trovato nuova linfa dopo l’uscita dell’ex-pilota di F1 Fabrizio Barbazza. Avendo un rapporto di vecchia data con Gian Carlo Minardi, viene facile capire quale possa essere la fonte privilegiata che gli ha dato l’imbeccata per scrivere un post sul suo profilo facebook nel quale parla della “verità nascosta di Alonso”. Una scarica elettrica di 600 watt avrebbe portato lo spagnolo ad avere “difficoltà di messa a fuoco e ostruzione momentanea delle vene. Quanto basta per perdere il controllo della vettura e causare l’incidente”. Nota curiosa, la Bild conferma che i primi soccorritori hanno trovato Alonso in stato confusionale: parlava italiano e credeva di guidare ancora per la Ferrari. Barbazza non è il solo a pensarla così. Anche alcuni giornalisti tedeschi danno questa ipotesi come la più probabile.

    Alonso ha avuto un malore?

    Avete mai sentito parlare di TIA? Trattasi di attacco ischemico transitorio (dall’inglese transient ischemic attack) causato da un disturbo temporaneo di irrorazione sanguigna localizzato in una parte limitata del cervello. La conseguenza è un deficit neurologico di durata non superiore alle 24 ore che, però, non lascia segni visibili dal punto di vista diagnostico. Se questa fosse la realtà, si capisce il motivo per cui non solo la McLaren, ma tutto l’ambiente della F1, si impegna a non divulgare ufficialmente la notizia. E si capisce come mai, in attesa di ulteriori accertamenti, Alonso debba stare a riposo. Qualcuno, tra i cospiratori più estremi, sostiene persino che sarebbe a rischio tutto il prosieguo della carriera.

    Ruggini tra Dennis e Alonso

    L’ultima delle teorie cospirazioniste che ci sentiamo di prendere in carico è la seguente: è bastato vedere quanto la McLaren-Honda sia in ritardo rispetto ai piani di lavoro per far riaffiorare antiche ruggini tra Ron Dennis e Fernando Alonso. Difficile stabilire i contorni della manovra ma l’incidente potrebbe essere stato “pilotato” dal boss della McLaren per fare a meno dello spagnolo (se non addirittura in accordo con il diretto interessato!). Messa così, l’affermazione appare un’offesa all’intelligenza di chi legge. Ma come mai, ben prima di sapere che Alonso sarebbe stato escluso dal GP d’Australia, la McLaren ha scelto di far disputare a Magnussen una giornata di test? C’era lì a Barcellona ancora l’altro pilota titolare Jenson Button che poteva tranquillamente proseguire nel lavoro anche in considerazione del fatto che, causa problemi tecnici, non aveva comunque concluso il suo programma di lavoro. Evidentemente, ipotizzano alcuni, era già stato deciso con largo anticipo che Magnussen avrebbe corso a Melbourne e si è voluto dargli l’opportunità di conoscere, seppur sommariamente, la MP4-30. Se questo scenario fosse vero, l’asso di Oviedo ritarderà il suo ritorno in pista nell’attesa di sganciarsi immediatamente da Woking. Ricordiamo che, nel frattempo, Hamilton non ha ancora firmato il rinnovo con Mercedes e sta sparando richieste alquanto esose. Il mastino delle Asturie, invece, quella freccia d’argento se la guiderebbe anche gratis. Dal 2016 s’intende…