Incidente Bianchi, indagine della Fia: velocità eccessiva ed errore del FailSafe

La Commissione d'inchiesta sull'incidente occorso a Jules Bianchi nel Gran premio del Giappone ha comunicato le conclusioni dell'indagine e le cause che hanno portato all'incidente

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    Jules Bianchi versa ancora in condizioni critiche, nell’ospedale di Nizza, dove è stato trasportato dopo quasi 2 mesi trascorsi a Yokkaichi, in Giappone. L’incidente di Suzuka ne ha spezzato la carriera e messo in serio pericolo la vita. Quali sono stati i motivi che hanno portato all’impatto con la ruspa nella via di fuga nel corso del giro 43 del Gran premio del Giappone? La commissione d’inchiesta voluta dalla Fia ha concluso il suo lavoro e i risultati sono stati annunciati in occasione dell’incontro a Doha, nel corso del quale sono state ratificate le modifiche al regolamento sportivo e tecnico in vista del 2015.

    L’esame delle prove è stato svolto da 10 soggetti, tra cui Ross Brawn, Emerson Fittipaldi, Stefano Domenicali, Alex Wurz e Gerard Saillant, a vario titolo coinvolti. Hanno prodotto un report di 396 pagine, giungendo a conclusioni e suggerendo delle migliorie da apportare in futuro, che verranno sottoposte al Consiglio mondiale della Fia.

    Tra i fattori che hanno contribuito all’incidente, sebbene la commissione sottolinei come, presi singolarmente, nessuno abbia causato lo stesso, viene indicata la traiettoria parzialmente asciutta in curva 7, ridotta dall’afflusso d’acqua proveniente dalla zona in discesa accanto alla pista;

    2. Una ruspa stava rimuovendo la macchina di Sutil mentre Bianchi arrivava nei settori 7 e 8, che comprende la curva 7: tali settori erano sotto doppie bandiere gialle.

    3. Bianchi non ha rallentato sufficientemente per evitare di perdere il controllo nello stesso punto di pista di Sutil.

    4. Se i piloti rispettano le prescrizioni imposte dalle doppie bandiere gialle, né i piloti né i commissari dovrebbero trovarsi in pericolo immediato o fisico.

    5. Le procedure adottate in seguito all’incidente di Sutil sono state in linea con le norme e la loro interpretazione a seguito di 384 incidenti negli 8 anni precedenti. Senza il senno di poi, non c’erano ragioni apparenti per le quali sarebbe dovuta uscire la safety car prima o dopo l’incidente di Sutil.

    6. Bianchi ha controllato il sovrasterzo, che l’ha portato a uscire di pista prima di Sutil e impattare contro un punto a monte delle barriere. Sfortunatamente il mezzo di recupero era davanti a questa parte delle barriere e Bianchi l’ha colpito finendo nella sotto la parte posteriore ad alta velocità.

    7. Nei 2 secondi in cui la macchina di Bianchi stava uscendo di pista e attraversando la via di fuga, il pilota ha premuto sia acceleratore che freno insieme. L’algoritmo FailSafe è progettato per tagliare il motore, ma è stato impedito dal gestore di coppia, che controlla il sistema del brake-by-wire posteriore: la Marussia ha un sistema unico di brake-by-wire, che si è dimostrato incompatibile con le impostazioni del FailSafe.

    8. Il fatto che il FailSafe non abbia annullato la richiesta di coppia al motore può aver influenzato la rapidità dell’impatto, non è stato possibile quantificare con affidabilità il valore. Comunque, può essere che Bianchi sia stato distratto da quanto stava accadendo e il bloccaggio della ruota anteriore ha reso impossibile girare la macchina per evitare la ruspa.

    9. Il casco di Bianchi ha colpito la parte inclinata sotto la ruspa. L’ampiezza del colpo e la sua natura ha provocato un’enorme decelerazione alla testa e accelerazione laterale, portando alle gravi lesioni.

    10. Tutte le operazioni mediche e di recupero sono state rispettate e hanno contribuito significativamente a salvare la vita di Bianchi.

    11. Non è fattibile attenuare le lesioni sofferte da Bianchi né con un cockpit chiuso, né installando delle paratie sulla ruspa. Non sono praticabili a causa delle forze molto importanti coinvolte nell’incidente tra i 700 kg della monoposto e i 6500 kg della ruspa, a una velocità di 126 km/h. Semplicemente non c’è una sufficiente di impatto sufficiente su una monoposto per assorbire l’energia di un tale urto senza distruggere la cellula di sopravvivenza o causare decelerazioni alle quali non si potrebbe sopravvivere.

    I suggerimenti

    Tra i suggerimenti proposti dalla Commissione, riportiamo la proposta di adottare una limitazione della velocità nei tratti con doppie bandiere gialle esposte, le modifiche alle linee guida in tema di drenaggio dei circuiti, comprendendo anche le vie d’accesso alla pista e la proposta di far partire i gran premi a non meno di 4 ore dal tramonto, salvo gare notturne.

    Fabiano Polimeni

    Le prime conclusioni a Sochi

    A Sochi ruba la scena ai tempi, alle prove libere, ancora la vicenda Bianchi. A quattro giorni dall’incidente di Suzuka è Charlie Whiting, delegato alla sicurezza della Fia, nonché direttore di gara, a mettere a fuoco alcuni risvolti del crash nel quale è stato coinvolto il pilota della Marussia, così come ad anticipare le future mosse per evitare che accada nuovamente una simile fattispecie.

    Anzitutto, secondo Whiting, l’orario di partenza a pomeriggio inoltrato, quindi il protrarsi della gara con poca luce in pista, non è un fatto rilevante. Contraddice quanto detto da altri piloti, Massa e Sutil in particolare, per poi approfondire la dinamica dell’incidente.

    Il video proiettato a Sochi, ripreso dalle telecamere del circuito, svela come la Marussia prima sia partita al posteriore, poi Bianchi abbia corretto per recuperarla, ma con un effetto pendolo è andata per la tangente, prima sulla via di fuga (sulla quale ha perso pochissima velocità), poi contro il trattore.

    Sul punto relativo alla diminuzione di velocità nei tratti con bandiere gialle, Whiting spiega che Bianchi ha, di fatto, alzato il piede, ma innesta un fattore ulteriore: il controllo della velocità da mantenere in queste condizioni. Nel prossimo futuro, non sarà più relegata ai piloti la scelta di quanto diminuire la velocità. Prepariamoci, insomma, all’efficiente sistema adottato a Le Mans, con le Yellow Zones, tratti di bandiere gialle nei quali i piloti devono attivare il limitatore di velocità, riprendendo la corsa solo dal settore successivo con bandiera verde.

    E’ un sistema effettivamente in grado di rallentare le monoposto, evitando a ogni minimo incidente l’ingresso della safety car, di fatto procedura svilente: si può recuperare in sicurezza una macchina anche senza ricorrere alla safety, le slow down zones sono un modo per farlo.

    Non sarà implementato però nulla già da questo gran premio di Russia. Domani, Whiting avrà un incontro con team e piloti per esaminare le possibilità sul tavolo, relativamente al controllo della velocità nei settori con bandiera esposta.

    | ABITACOLO CHIUSO: LE REAZIONI DEI PILOTI |

    Restano ancora alcuni punti, finiti nell’occhio del ciclone dopo Suzuka. Il trattore in pista, cosa ci faceva? Facile come abbiamo già scritto, fare i geni e i moralisti: i trattori si usano da decenni, va resa più sicura la procedura e lo stesso Whiting ha escluso il mancato ricorso futuro agli stessi. Al proposito, conferma quell’ipotesi che avevamo avanzato proprio da queste pagine come una possibile messa in sicurezza dei mezzi: si studierà una copertura che renda uniformi i lati del mezzo, evitando che una monoposto si possa infilare sotto.

    Il direttore di corsa è stato aspramente criticato anche per non aver mandato la safety car in pista dopo l’incidente di Sutil. La risposta è nella distanza che la Sauber aveva dal bordo della pista, effettivamente essendo appaiata alle barriere esterne, costituiva solo un potenziale pericolo, ma non immediato. Insomma, si è adottata la procedura standard, che oggi “magicamente”, tutti scopriamo essere rischiosa. Sono le corse.

    Infine, un ultimo particolare, sull’elicottero. Era in grado di volare, ma non di atterrare sull’ospedale più vicino: sono stati necessari 32 minuti per il trasporto in ambulanza, che per il capo dell’equipe medica non rappresentano un fattore determinante in quelle che sono le attuali situazioni di salute di Bianchi.