Incidente mortale di Jules Bianchi: l’impatto con la ruspa è stato di 254G

L'impatto della Marussia è stato il triplo rispetto a quanto si pensasse e fu la causa della sua morte. Il pilota francese restò in coma per nove mesi prima della prematura scomparsa.

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    Oggi, 17 Luglio 2017, la Formula 1 ricorda lo sfortunato Jules Bianchi. Il pilota francese della Marussia deceduto dopo 9 mesi di coma a seguito dell’incidente avvenuto durante il Gran Premio di Suzuka del 2014. La FIA, dopo quel tremendo incidente nel quale la Marussia finì addosso ad una ruspa intenta a rimuovere la vettura di Sutil, aveva aperto un’inchiesta per capire meglio la dinamica dell’incidente e la forza d’impatto della vettura contro il mezzo di soccorso. Il risultato parla di 254 volte la forza di gravità ovvero quasi il triplo rispetto ai 92G che si ritenevano fino a quel momento. I dati riguardanti l’inchiesta della FIA sono stati pubblicati dal periodico tedesco “Auto Motor und Sport” e mostrano la gravità dell’impatto.

    Secondo i dati pubblicati in Germania, Bianchi ha perso il controllo dell’auto mentre percorreva il tracciato a 213 chilometri orari e l’impatto del suo cranio contro la gru è avvenuto a 126 km/h esattamente 2,61 secondi più tardi. Una decellerazione importante che non è servita a salvare il pilota in quanto la monoposto è finita a contatto con la gru con un angolo di 55 gradi. La potenza dello scontro sarebbe stata ulteriormente aggravata dalla spinta verso il basso che ha subito la Marussia essendo finita col muso sotto al pesante mezzo di soccorso. Tempo fa era stato stabilito che la forza d’impatto di Bianchi contro la gru era calcolabile in 92G, mentre successivamente si è arrivato fino a 254G, questo perchè i calcoli si erano basati sui dati ricavati dai tappi per le orecchie che indossava il francese. Dall’ultima indagine della FIA sembra che i tappi si siano staccati molto prima dell’impatto e quindi i 92G in realtà sarebbero tre volte superiori a quelli calcolati sul momento. Sicuramente questa inchiesta e questi dati non riporteranno in vita il povero pilota francese, ma sono serviti alla FIA e al Circus per aumentare ulteriormente la sicurezza in pista. Da quel fatale incidente del 5 Ottobre 2014 sono già state apportate delle importanti novità e ci auguriamo che la FIA sfrutti questi nuovi dati per evitare nuovi incindenti mortali come quello capitato allo sfortunatissimo Jules Bianchi.