Incidente mortale per Norifumi Abe

Norifumi Abe perde la vita in un incidente stradale motociclistico

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    Se ne va per una tragica fatalità a soli 32 anni Norifumi Abe, pilota giapponese che ha corso nel motomondiale a cavallo dell’era 500-MotoGp ed è stato sino all’anno scorso tra i piloti della Superbike.

    Aveva partecipato di recente alla “8 ore” di Suzuka vinta dalla coppia Kagayama/Akiyoshi

    Famoso anche perchè idolo di Valentino Rossi, Abe, detto Norick, è stato coinvolto in un incidente stradale in moto mentre era nei pressi della città giapponese di Kawasaki.

    Abe ha vinto il gran premio del Giappone dell’allora classe 500 nel 1996 e nel 2000 e quello del Brasile nel 1999.

    L’incidente è avvenuto domenica nel pomeriggio a Kawasaki, grande centro in prossimità di Tokyo, il pilota è stato trasportato d’urgenza all’ospedale, ma è deceduto a causa delle gravi ferite riportate. Il campione giapponese si è scontrato con un autocarro che ha compiuto una inversione ad U dove non era permesso. Il conducente del mezzo ha affermato alla polizia di essersi accorto di aver imboccato erroneamente una strada in senso vietato e di aver tentato di invertire il proprio senso di marcia.

    Norifumi, il nome di battesimo di Abe, ha ispirato Valentino Rossi per la scelta del proprio soprannome “Rossifumi” quando il campione di Tavullia disputava la sua prima stagione in 125.

    Abe è stato pilota Yamaha dal 1999 al 2004 e quest’anno era impegnato nel campionato Giapponese Superbike.

    Norik Abe è nato il 7 Settembre 1975 a Tokyo. Il padre, Mitshuo Abe, è stato pilota di auto è ha iniziato il figlio sin da giovanissimo alle due ruote.

    A 11 anni le prime corse con le minimoto e a 15 il battesimo della pista.

    Giunge secondo nella classe 250 nazionale e l’anno seguente vince la categoria 500 diventandone il più giovane vincitore.

    Nel 1994 gli si presenta la grande occasione di correre il gran premio del Giappone nel motomondiale, invitato come “wild card”. Norifumi coglie l’oppurtunità al volo e lotta per la vittoria sino ad una caduta avvenuta a soli tre giri dal termine. La strepitosa performance gli garantisce un interessamento da parte della Yamaha ed il Team di Kenny Roberts gli offre una sella per altri due appuntamenti del motomondiale.

    Due piazziamenti nella top ten gli portano un contratto per la stagione successiva.

    Nel 1996 conquista il primo podio e la prima vittoria e conclude il campionato con un ottimo quinto posto nella classifica generale.

    Nel biennio ’97-’98 non ci sono particolari acuti, ma Abe è costantemente nella zona punti e conquista quattro podi.

    Il 1999 segna il suo passaggio al Team Yamaha Dantin, vince la gara di Rio e l’anno successivo trionfa nuovamente a Suzuka. Resta nel motomondiale sino al 2002 e sebbene non disponga di un mezzo molto competitivo resta sempre nella top ten dei piloti.

    L’ingresso nell’era MotoGp sembra metterlo in crisi, chiude la stagione al sesto posto, lascia il Team Dantin e comincia a svolgere il ruolo di collaudatore per Yamaha.

    Tenta di rientrare nel “giro che conta” nel 2003 accettando un offerta del Team Tech3, ma la scelta si rivela infelice.

    Comincia a questo punto la parentesi Superbike dove Abe corre per due stagioni sempre in sella ad una moto della casa dei tre diapason.

    Quest’anno stava disputando il campionato Superbike Giapponese.

    Ci piace ricordarlo per il suo stile di guida con l’inconfondibile busto eretto in piena piega come a voler affrontare di petto la vita e gli avversari.

    Porgiamo le più sentite condoglianze alla famiglia del grande pilota giapponese.