Incidente Moto2: Tomizawa vita spezzata e polemiche

Incidente Moto2: Tomizawa vita spezzata e polemiche

Tragedia a Misano durante la gara di Moto2, Shoya Tomizawa perde la vita dopo aver perso il controllo della moto ed esser stato centrato in pieno petto e addome da De Angelis e Reading che accorevano da dietro

da in Moto2
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    Il giorno dopo la tragica morte di Shoya Tomizawa, il mondo della moto è coinvolto in una serie di polemiche che sono destinate ad animare il triste dibattito scatenatosi nel momento in cui, durante la gara della MotoGP, il giovane nipponico si è spento dopo le premurose cure dei medici. L’intero Motomondiale si prende un momento di riflessione e il dottor Claudio Costa, l’angelo custode dei piloti, prova a difendere l’operato dei soccorsi che non hanno potuto salvare il ragazzo. Sarebbe stato semplicemente decoroso e onesto fermare le gare e riflettere sull’accaduto.

    Il giapponese Shoya Tomizawa si spegne alle 14:19 del 5 settembre dopo uno dei più cruenti incidenti visti negli ultimi anni. Il mondo delle due ruote è letteralmente invesitito da una marea di polemiche.

    Solo la settimana scorsa, infatti, si apprendeva la notizia del ragazzo tredicenne tristemente deceduto a Indianapolis e adesso ci ritroviamo a piangere la scomparsa del nipponico della Moto2.

    Purtroppo nel mondo delle moto non si può non considerare il rischio di cadere e farsi male durante una gara, ma ad animare l’accesa discussione sono soprattutto le modalità nelle quali sono stati apportati i primi soccorsi.

    Il Dottor Costa, ideatore della Clinica Mobile, prova a difendere l’operato dei medici che hanno dovuto prendere decisioni difficili in quei particolari e concitati attimi dopo lo schianto: “la bandiera rossa è un gesto di protezione. Tutto si ferma per vedere di salvare un ragazzo di 20 anni, ma quando in pista sfrecciano altri piloti a velocità vertiginosa si può decidere di spostare il soccorso in una zona protetta”.

    Nella disgrazia di vedere una vita spezzarsi in modo così brusco e prematuro non c’è nessuna consolazione e polemica. Bisognerebbe restare in silenzio e pensare a Scott Reading e Alex De Angelis, miracolosamente salvi dopo la catapulta mortale che è costata la vita a Shoya.

    La gara doveva fermarsi all’istante perchè dalla dinamica dell’incidente si capiva fin da subito che eravamo davanti al preludio di una tragedia. Non solo la gara della Moto2 prosegue ma diventa un macabro antipasto al triste teatro della MotoGP. Lo spettacolo deve continuare? Cosa c’è da festeggiare sul podio quando un ventenne muore in questo modo?

    “Sono delle scelte che i medici che sono a bordo pista possono fare – ha aggiunto il papà della Clinica Mobile – . In questo caso non entro più nel merito di questa situazione perché la cosa che mi ha affranto è che un ragazzo che espandeva profumo ha perso la vita a 20 anni. Tutti hanno lavorato con grande impegno a Misano e a Riccione, con tanto amore. Quando alle 14.19 Shoya ci ha lasciati sul lettino, gli sono stati tolti i macchinari, i tappi alle orecchie e qualcuno lo ha baciato in fronte sembrava che quel corpo sorridesse ancora. Nel paddock anche se non sarà più presente fisicamente, resterà il suo sorriso. Come reagiscono i piloti? C’e’ il dolore, ma loro sanno che giocano a scacchi col rischio e pericolo della morte e proprio per questo per me sono speciali. Loro inconsciamente con questa signora vestita di nero parlano”.

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