Verso Interlagos: motori, strategie opposte

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    Ferrari a Suzuka

    Dopo tante illazioni pubblicate dai giornali in questi giorni, sembra che sia stata trovata la vera causa della rottura del V8 di Schumacher in Giappone.

    E, mentre per l’ultima gara in Brasile ad Interlagos la Ferrari azzarda con un supermotore, la Renault si difende con un’unità più conservativa.

    Partiamo dalle cause della rottura. Non è un fuorigiri e non è neanche un surriscaldamente avvenuto durante il secondo pit-stop. Si tratta, invece, di un cedimento ad una valvola di aspirazione determinato da un banale difetto di fabbricazione.

    Come sappiamo la conseguenza di questa rottura è la perdita quasi matematica del mondiale piloti e la “mission impossible” per quanto riguarda quello costruttori.

    Per questo motivo la Ferrari ha deciso di giocarsi il tutto per tutto in Brasile, equipaggiando la F248F1 con un V8 molto più spinto del normale e in grado di reggere solo un Gran Premio. In questo modo i piloti della Rossa potranno beneficiare di un sensibile vantaggio, nella speranza di cogliere una doppietta che possa consolare la squadra con il mondiale costruttori.

    Dal canto suo la Renault, per evitarsi ogni spiacevole sorpresa, si sta cautelando in modo diametralmente opposto. Messa in soffitta la specifica più estrema che doveva consentire ad Alonso di battagliare alla pari con Schumi in caso di arrivo a pari punti, è stata preparata una versione molto conservativa del propulsore:”Ovviamente il nostro approccio tecnico sarà diverso dal solito” – ha ammesso Denis Chevrier, responsabile dei motori – “Non cercheremo l’ultimo decimo di secondo a Interlagos ma la Renault non tornerà indietro ad un V8 di vecchia specifica provato e testato che comprometterebbe però la nostra competitività. Invece, lavoreremo cercando di rendere il nostro motore attuale pienamente efficiente.”