Intervista a Luca Scassa da Imola

Avrebbe sperato di finire in modo diverso il weekend di Imola dopo il secondo posto delle qualfiche, ma la rottura del motore ha privato Luca Scassa di un podio alla portata

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    Avrebbe sperato di finire in modo diverso il weekend di Imola dopo il secondo posto delle qualfiche, ma la rottura del motore ha privato Luca Scassa di un podio alla portata. Anche il compagno del team Yamaha Parkin go, Chaz Davies ha patito lo stesso problema riaprendo di fatto la classifica mondiale. Noi l’abbiamo incontrato prima della gara all’interno dell’Hospitality Yamaha grazie ad Eurosport, network con cui collabora Scassa, coadiuvando le telecronache di Rampi e Toti.

    Luca non si è sottratto alle nostre domande, svelando le sue abitudini prima della gara:”Giornata tipo? Sveglia 7 e 30 poi si gira. Alle 11 pranzo leggero, pasta in bianco e zucchine. La corsa alle 13 e 30. A volte uno arriva tardi col traffico del paddock e si ritrova a 200 all’ora in pochi secondi“. L’appuntamento col circuito Enzo e Dino Ferrari è uno dei più atteso per il centauro aretino: “E’ bello essere a Imola, la pista più bella d’Italia senza dubbio. È complicata soprattutto per i saliscendi che creano tante curve cieche. La stagione è stata finora positiva per me. Ho iniziato bene poi ho avuto diversi problemi tra cui la squalifica di Misano, però sono fiducioso. Per la prossima stagione non ho ancora un’idea previsa di dove correrò. Sono contento dei risultati perché questa non è la mia classe. Io sono molto alto (un metro e ottantacinque, ndr) e una 600 fatica molto con me sopra“.

    Di conseguenza l’aspetto bilancio è da tenere sempre sott’occhio: “Dieta ferrea. Pochissimi grassi, ma è complicato perdere peso perché metti su massa magra con l’allenamento. L’inverno mi dedico alla palestra, ma niente pesi solo lavoro aerobico proprio per non mettere su i muscoli. E poi ora ho scoperto la mountain bike che mi permette di lavora fuori e l’estate si fa preferire. Non ci vogliono muscoli per guidare la moto. Bisogna essere molto delicati nei movimenti in sella. Chi guida di forza significa che non sa guidare. Ci sono degli automatismi che si creano e che vanno ricercati con la concentrazione. Ci sono cose a cui non puoi pensare mentre guidi. Un aspetto importantissimo da curare è la sopportazione della fatica e dello stress. Devi sforzati di pensare mentre stai faticando perché aiuta a mantenere la concentrazione e ad evitare di trovarti nei finali di gara senza sapere cosa stai facendo“.