Italia WSBK 2010: Biaggi domina Monza e prenota il Mondiale!

Fantastica doppietta di Max Biaggi e della sua Aprilia RSV4 Alitalia che domina Monza ed agguanta praticamente Haslam in vetta alla classifica Mondiale (solo 3 punti li separano adesso)

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    Biaggi domina Monza

    Il quinto splendido episodio di questa incredibile e bellissima Saga WSBK 2010, andato in onda qui dal classico e glorioso circuito di Monza, ha visto il trionfale, schiacciante doppio successo di Max Biaggi che, forte della Superpole strappata sabato al solito Crutchlow, sulla sua magnifica Freccia Tricolore ha letteralmente dominato entrambe le Gare dal primo giro fino al traguardo, siglando la seconda clamorosa double win della stagione (nonchè della carriera) dopo quella di Portimao e quasi raggiungendo in classifica Haslam, oggi come sempre in buona luce finendo quarto e secondo nelle due frazioni.

    Allo stesso tempo, mentre la coppia anglo-italiana forte dei risultati di cui sopra prendeva ulteriormente il largo in graduatoria, i suoi diretti concorrenti in questa straordinaria giornata monzese hanno subito un’ulteriore battuta d’arresto, con il derelitto Rea – fresco doppio vincitore di Assen – che incasella un clamoroso doppio zero cadendo due volte, e Checa ugualmente incappato nella sua più brutta giornata dell’anno, col solo redivivo Toseland, letteralmente risorto negli ultimi due Gp, a tenere parzialmente il passo dei due battistrada, forte di un ottimo secondo posto in Gara1, mentre è sfortunatamente uscito subito nella seconda frazione.

     

    The Emperor si è nuovamente scatenato, imponendo ancora la sua inarrivabile Classe e prenotando fin d’ora il Titolo Mondiale: i suoi concorrenti sono avvertiti.

     

    Come avevo previsto, il Migliore sulla piazza, ovvero il Quadruplice Iridato Massimiliano “Max” Biaggi, quest’anno non teme confronto alcuno ed il Mondiale WSBK, già sfiorato nel 2007, suo anno di esordio in questa Classe – quando arrivò a soli 18 punti dall’iride centrando tre vittorie e ben 17 podi – appare sempre più alla sua portata, non solo per le quattro Vittorie stagionali (mentre i migliori avversari ne hanno al massimo conquistato un paio ciascuno, cioè Rea ed Haslam, con Checa e Haga a spartirsi le ultime due) ed i sei podi già in carniere in appena dieci gare, ma soprattutto per questa devastante, esplosiva combinazione tutta italiana, il potenziale enorme dell’insieme formato da un Max al massimo della forma ed una Aprilia RSV4 che dal brutto passo falso iniziale di Phillip Island in poi non ha più perso un colpo rivelandosi quale macchina velocissima e spesso vincente, sempre nelle migliori 4 della stagione.

     

    Questo formidabile pacchetto vincente pilota/macchina, dopo i perentori trionfi di Portimao e questo odierno di Monza, Tempio italico della Velocità per eccellenza, appare sicuramente destinato ad altri simili schiaccianti doppi successi ora che altre piste favorevoli al Campione Romano stanno per arrivare.

    Un simile perfetto week end, assolutamente da incorniciare, e superbamente coniugato davanti ad un pubblico festante e numerosissimo, potrebbe dunque essere presto replicato, visto che i prossimi appuntamenti in calendario prevedono, dopo l’insidiosa ed incerta trasferta sudafricana a Kyalami, da sempre regno delle Ducati (ma con ogni probabilità, questo sarà l’ultimo anno della WSBK in questo ormai datato e non perfettamente sicuro impianto), l’appuntamento statunitense a Miller Park, un bellissimo e moderno tracciato che il Corsaro ha recentemente dichiarato di gradire, e dove l’anno scorso giunse rispettivamente sesto (molto danneggiato dalla ripartenza) e quarto nelle due frazioni dominate da un devastante Spies, che fece di questo splendido doppio successo casalingo la chiave di volta della sua storica, incredibile e vincente rimonta su un Haga che pareva ormai lontanissimo in classifica!

     

    Dopo gli Usa, sarà poi la volta del Gp sanmarinese di Misano, altra pista nostrana – ancorchè ormai irrimediabilmente rovinata dall’invero assurda ed incompensibile inversione del senso originario di rotazione – che Max ben conosce, e poi di Brno, altro straordinario Tempio Mitteleuropeo della Velocità, da sempre regno di Biaggi, dove ha spesso trionfato – Gara1 dell’anno scorso ovviamente compresa – nel corso della sua prestigiosa carriera in tutte le cilindrate.

     

    Certo Haslam, Rea, ed in seconda battuta Checa e l’emergente Toseland, sono avversari veloci, implacabili e sicuramente temibili, e particolarmente il primo dispone, oltre che di eccelsa Classe, anche di quella GSXR risultata la macchina complessivamente più performante in campo, con prestazioni altissime ed omogeneamente superbe in tutte le piste fin’ora incontrate, a differenza della ancora capricciosa Aprilia spesso ancora a corto di esperienza nei confronti delle più blasonate avversarie in campo, pluriennali veterane della WSBK.

     

    Il clamoroso trionfo della Casa Veneta è stato poi completato dal superbo comportamento complessivo del giovane leone inglese Camier, che dopo il primo podio della Carriera nella Classe (più un altro praticamente certo sfumato appena al penultimo giro!) ad Assen, ha sfoderato altre due corse splendide, andando a conquistare rispettivamente una quinta ed una quarta piazza che regalano all’Aprilia altri punti pesanti ed il primato provvisorio nella Classifica Costruttori, guidandola ora di tre punti sulla Suzuki, che prima dell’appuntamento italiano dominava lo standing.

     

    A proposito di primi podi della carriera in WSBK, spicca oggi il tanto lungamente atteso terzo posto in Gara2 della BMW del veterano Corser (solo discreto peraltro nella prima corsa, dove è giunto ottavo), che non aveva MAI fatto meglio fin’ora del quarto posto e che da ben un anno e mezzo aspettava questo importantissimo giorno, finalmente raggiunto significativamente sotto la guida di quel Tardozzi – certo umanamente discutibile ma sicuramente ottimo tecnico – che adesso qualcuno nel Team Ducati ufficiale comincia amaramente a rimpiangere. Non male anche il sesto posto in Gara1 di Xaus, prima di oggi sempre piuttosto negativo, e tarpato da numerosissime cadute specie in prova.

    Ben meglio, ovviamente, la Casa bavarese sta facendo nella World Superstock 1000, con un en plein di ben quattro vittorie consecutive conquistate dalla potentissima S1000RR di Ayrton Badovini!

     

    Lupus in fabula, le derelitte Ducati Xerox ormai in cronica crisi nera oggi non hanno certo fatto molto meglio dei disastri precedenti, con Fabrizio settimo in Gara1 ma ingloriosamente per le terre nella seconda frazione, ed Haga decente sesto in Gara2 ma appena undicesimo nella prima corsa.

     

    Il terzo – o meglio, forse ormai quarto, visto che il suo posto viene ormai insidiato apertamente dal Pianista inglese e da Rea – incomodo Checa, sempre competitivo fin’ora a parte la battuta a vuoto dovuta alla caduta di Gara1 a Valencia, malgrado cavalchi un’umile Ducati Althea privata, è come detto incappato in un Gp per lui totalmente negativo, giungendo nelle due frazioni rispettivamente quattordicesimo ed undicesimo, e raccogliendo pochissimi punti, appena quei 7 sufficienti a raggiungere Rea – oggi completamente fermo in graduatoria, in quanto vittima di due sfortunate cadute – mentre il team mate Byrne per una volta ha fatto meglio di lui, giungendo al tredicesimo posto in Gara 1, ma discreto nono nella seconda corsa.

     

    Ancor peggio, come appena accennato, è capitato alla prima guida del Team Ten Kate, fresco doppio vincitore nella pista casalinga di Assen, home track della Squadra Olandese, il fortemente discontinuo nordirlandese Rea che con l’amarissimo doppio zero odierno ha vanificato l’impresa di appena due settimane fa, mentre il compagno di squadra Neuchirchner, oggi duplice dodicesimo, stenta ancora moltissimo, apparendo via via sempre più chiaramente quale pallida ombra di se stesso.

    Decisamente comica è risultata la scena di Johnnie che, esterrefatto e furioso, cercava di capire dove diavolo fosse finita la sua moto dopo il precoce volo di Gara1, in realtà atterrata oltre la barriera delle gomme……….:)

     

    Complessivamente molto buono, ancorchè parecchio sfortunato, oggi è risultato invece il comportamento globale del risvegliato Team Yamaha ufficiale, che, orfano del formidabile Spies, aveva stentato non poco all’avvio del Campionato, nonostante le tante Superpoles di Crutchlow – appunto Texas Terror style – cui però nelle prime tre gare NON sono seguite prestazioni in gara all’altezza, coi due soli terzi posti di Cal in Gara2 a Portimao e di Toseland nella prima frazione di Valencia.

     

    Invece, l’esperto Pianista si è magnificamente riscattato ad Assen, centrando due podi, in seconda e terza posizione, e replicando la prima parte del risultato Olandese pure qui a Monza, giungendo ancora velocissimo secondo nella prima corsa, ma purtroppo cadendo nel concitato avvio della successiva, mentre Crutchlow è arrivato ottimo terzo nella prima gara, completando un duplice podio semplicemente impressionante per la Casa di Iwata, e stava addirittura per concludere secondo dietro all’imprendibile Biaggi nella frazione successiva, quando è anch’egli inopinatamente caduto, vittima dell’olio perso dalla sua stessa moto che aveva imbrattato irrimediabilmente la ruota posteriore!

    Una simile perdita di lubrificante dal carter Cal l’aveva già sofferta in Gara1, fortunatamente lieve e senza conseguenze, e dunque sembra davvero stranissimo che un Team esperto come questo non sia riuscito ad evitare l’inconveniente una seconda volta.

     

    La splendida R1 a scoppi irregolari, iridata la scorsa stagione col geniale Spies, sta comunque facendo estremamente bene – anche se è ancora alla ricerca della prima Vittoria stagionale, che in ogni caso appare veramente prossima – risultando velocissima ed estremamente competitiva, ed a Monza era forse la moto che in velocità pura potesse meglio tenere il passo della RSV4 in rettilineo, come dimostrato ad esempio da Crutchlow in Gara2, sempre incollatissimo a Biaggi fino al momento della sua sfortunata caduta.

    Visto il formidabile mezzo a loro disposizione, appena James e Cal (ricordo ancora le 4 Superpoles su 5, cioè tutte tranne questa di Monza, strappate fin’ora da quest’ultimo) impareranno ad essere più continui, saranno davvero dolori per tutti.

     

    Splendido è risultato il sorprendentissimo quinto posto di Sykes in Gara2 (ma autore anche di un buon nono nella prima frazione) siglando di gran lunga il miglior risultato dell’anno per la Kawasaki Ninja, fin’ora sempre in ombra per le opacissime prestazioni dei suoi due riders e specialmente della prima guida Vermeulen, che non sembra assolutamente adattarsi alla verdona (e neppure, pare, al ritorno in WSBK tout court), del resto in piena crisi da moltissimi anni.

    Da commiserare invece lo sfortunato esordio della romantica Suzuki GSXR Yoshimura, che, orfana di Kagayama infortunato – ma degnamente sostituito, come ben si è visto, dal prode kamikaze Sakai – è finita ingloriosamente a pezzi uscendo di strada in Gara1……….:)

    Quest’anno, nonostante le numerose cadute specie in Gara 2, queste non sono mai sembrate come dovute alle rinnovate chicanes di rallentamento dell’altrimenti troppo veloce circuito lombardo, e ciò va registrato come un evento sicuramente positivo, specie dopo i disastri annunciati del recente passato dovuti a scelte assurde ed irragionevoli, aka le famigerate, strettissime chicanes killer che parevano fatte apposta per far cadere i piloti, specie la prima di un anno (e più) fa, autentica trappola mortale per i riders lanciati in gruppo subito dopo lo start!

    Sorvegliata speciale era appunto la prima esse appena dopo il rettilineo d’avvio, quest’anno resa più dolce e scorrevole, e pertanto apparsa decisamente più valida delle precedenti.

     

    Lasciatemi ora accennare al formidabile successo TUTTO ITALIANO di oggi, con Biaggi che ha dominato sulla pista storicamente più gloriosa ed illustre del Paese, cavalcando una suberba e velocissima macchina italiana calzata da gomme altrettanto nostrane, il tutto sponsorizzato dall’Alitalia e dall’Eni/Agip……….:)

    Insomma, un vero tripudio italico e tricolore, che certo non verrà dimenticato tanto facilmente!

     

    Dando uno sguardo alla classifica parziale, vediamo che Max, volato (grazie all’Alitalia………:) a quota 178 punti – e potremmo ben domandarci DOVE sarebbe adesso SE la Aprilia fosse stata pronta all’esordio australiano, fallito invece miseramente – con i 50 conquistati col perentorio doppio trionfo odierno ha praticamente agguantato Haslam sempre primo con 181.

    Dietro i due fuggitivi ormai lontani in vetta, troviamo la strana coppia formata da Checa e Rea entrambi a quota 110 lunghezze. Quinto risulta l’emergente Toseland con 106 punti, tallonato da Haga con 100 e Corser a quota 92, mentre il bravo Camier si conferma in ottava posizione con 72 lunghezze.

     

    Come interessantissimo paragone, la scorsa stagione, dopo la quinta prova del Mondiale WSBK (sempre in scena a Monza), la situazione in classifica vedeva Haga nettamente primo con 200 punti, mentre Spies ne aveva, grazie ad una colossale sfortuna nera, appena 146, con Max solo settimo a quota 81.

    Come si vede, quest’anno, allo stesso punto, il Corsaro vanta quasi CENTO lunghezze in più rispetto al 2009!

    Come già accennato sopra, ora la scena si sposta – molto probabilmente per l’ultima volta – velocissimamente, già questo stesso fine settimana in Sudafrica per il sesto appuntamento in calendario, in scena nel vetusto tracciato di Kyalami, a mio avviso ancora bello, vario ma sicuramente ormai invecchiato, pericoloso ed ormai ritenuto non più molto adatto ad ospitare le attuali velocissime SBK.

     

    Storicamente questo è sempre stato un circuito particolarmente favorevole alle bicilindriche, ed infatti l’anno scorso le Ducati Ufficiali vi colsero due facili vittorie con Fabrizio ed Haga (che qui vinse anche in Gara2 nel 2000), bissando il doppio successo di Bayliss nel 2002 – anno in cui l’australiano perse il Titolo solo all’ultimissima Gara2 dell’estremo, ormai leggendario appuntamento di Imola per opera di Texas Tornado Edwards e la sua mitica Honda bicilindrica VTR2, iridata pure nel 2000 – ultima data in cui vi corse la WSBK prima del ritorno nel 2009.

    In tutto, a parte lo scorso anno, la WSBK storicamente corse qui nel quinquennio 1998-2002.

     

    Biaggi la scorsa stagione si comportò complessivamente bene su questo storico circuito aggiudicandosi due dignitosi quinti posti dopo avere promesso ancora di più in prova con il terzo tempo e conseguente prima fila in griglia.

    A proposito, l’Aprilia avrebbe annunciato la presenza del nuovo motore con distribuzione a cascata di ingranaggi a Kyalami, ma non si vede, regolamento alla mano, come lo si possa utilizzare in gara, visto che la produzione di serie prevede per ora solo quello a catena.

    Sempre parlando della Casa Veneta, in Sudafrica si avrà una terza RSV4 ufficiale in pista – anche se non con i colori Alitalia – affidata all’idolo locale Sheridan Morais in gara come wild card.

     

    Quindi ragazzi, non prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento certo, sacro ed assolutamente improcrastinabile in Terra d’Africa per la nuova adrenalinica puntata di questo bellissimo, fantastico e sempre imprevedibile Circo SWBK 2010!

     

     

    DONOVAN

     

     

    Foto: Motoblog.it