Jenson Button: le mani sul mondiale

Jenson Button vince il Gran Premio di Turchia e si conferma l'unico candidato al titolo mondiale di Formula 1 2009

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    O si chiude o si riapre. Aspettavamo il Gran Premio di Turchia come tappa decisiva per la stagione 2009 di Formula 1. I pretendenti al ruolo di rompiscatole erano molti. Alla fine, però, Jenson Button vince sempre mentre l’allegra comitiva colorata non fa altro che togliersi punti a vicenda. Quindi: il mondiale si chiude! Qui, adesso.

    GRAN PREMIO EMBLEMATICO. Anziché sovvertire l’ordine prestabilito, la corsa turca è stata l’emblema della stagione 2009 che si è vista fino ad oggi. Vale a dire una (ed una sola) Brawn GP nettamente superiore alla concorrenza con un pilota (uno ed uno solo) Jenson Button che riesce a far volgere a suo favore ogni situazione. Lui è bravo, fortunato, preciso, impeccabile. Dietro, il caos: errori, sfortune, ritiri, prestazioni altalenanti. Tutta roba che riguarda gli altri. E solo un idiota potrebbe pensare che si tratti di casualità.

    JENSON BUTTON. “Siamo stati sempre veloci ma oggi era la macchina era incredibile e devo ringraziare proprio tutti. Il quadro continua a migliorare, non so se il circuito si è adattato alla nostra mattina, ma è andato tutto bene”. Le parole di Jenson Button sintetizzano e fotografano alla perfezione la condizione nelle quale si muove la Brawn GP. Partita a razzo, la vettura made in Brackley regge il passo della più agguerrita concorrenza e continua a mantenere un decisivo margine di vantaggio che, sommato al momento di grazia vissuto dal suo pilota, forma una coppia letteralmente imbattibile in qualunque pista venga messa. Dall’allagata Malesia all’anacronistica Monaco fino alla difficile Turchia.

    MONDIALE CHIUSO. Impossibile supporre che qualcuno che non risponda al nome di Jenson Button possa vincere il titolo mondiale 2009. Come detto, l’inglese ha una competitività impareggiabile, un vantaggio in classifica di enorme spessore e, soprattutto, non ha avversari. Si dice che il compagno di squadra sia il primo nemico, non è il caso di Barrichello che è clamorosamente innocuo e che, l’unica volta che ha provato ad alzare la cresta (vedi Barcellona) è stato magicamente rimesso al suo posto. Dietro. Dobbiamo allora chiamare in causa Vettel o Webber ma i due ragazzi della Red Bull continuano a togliersi punti a vicenda ed a lottare solo per la piazza d’onore. Inutile, decisamente, scendere ancora più indietro perché né Ferrari, né Renault, né Toyota, né BMW possono far altro che sperare di vincere una gara da qui al GP di Abu Dhabi. Mondiale chiuso, dicevamo. Mondiale blindato. Per chi c’ha creduto sin dall’inizio ed ha messo dei soldi sul biondo, è già il momento di passare alla cassa.