Jenson Button: qualcosa che non con…vince

Jenson Button sarà il campione del mondo di Formula 1 2009

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    Jenson Button risorge a Monza. Nel Gran Premio d’Italia incassa 8 punti d’oro che tirano giù i rivali della Red Bull e ne perde appena 2 dal più ostico compagno di squadra Rubens Barrichello. Ma perché questo pilota, come campione del mondo, non convince a pieno? Guai a parlare d’invidia…

    Ne abbiamo sentite di tutti i colori. La più comica sarebbe quella che i giornalisti ce l’hanno a morte con Jenson Button poiché… bello.

    Siamo seri, please. Sono due le cose che non convincono di Jenson Button. La prima riguarda tutti quelli che vincono perché hanno un mezzo nettamente superiore come lo è stata la Brawn GP di inizio stagione. Vedere qualcuno che vince facile, lascia sempre aperta la porta al dubbio che il merito sia SOLO della macchina e non e del pilota che la guida.

    A conferma, basti dire che persino Michael Schumacher, campione indiscutibile, si è beccato delle critiche quando dominava i mondiali del 2002 e del 2004.

    Detto ciò, entriamo nel secondo argomento. In passato abbiamo visto vincere dei titoli grazie alla macchina più che alle proprie doti. Senza andare troppo indietro nel tempo, citiamo l’anno 1996 con Damon Hill. Quella Williams era imbattibile ed il pilota inglese vinse a mani basse pur rischiando ad un certo punto il ritorno del debuttante Jacques Villeneuve.

    In molti accettarono a malincuore che un buon pilota come Hill, non un campione, potesse fregiarsi del titolo di campione del mondo. Alcuni, per placare la contraddizione, si accontentarono di vedere quel riconoscimento come una sorta di premio alla carriera per lo sfortunato britannico uscito con le ossa rotte già nel 1994 e nel 1995 dal confronto con Michael Schumacher.

    Nel caso di Jenson Button, la faccenda è ancora più complessa. Non solo l’inglese ha ottenuto buona parte dei punti in classifica grazie alla macchina migliore di inizio stagione e si è poi eclissato alle prime difficoltà, ma non ha neanche un curriculum da “piani alti” come poteva essere per Hill. Né ha dimostrato nell’arco della stagione di poter surclassare il proprio compagno di squadra come altri prima di lui avevano fatto (vedi Schumacher con lo stesso Barrichello o Hakkinen con Coulthard o Alonso con Fisichella…).

    Benissimo. Il materiale per poter sostenere una tesi facendo leva su elementi razionali c’è. Poi ognuno continui a pensarla pure come meglio crede. Compreso ricordare che la stagione non è ancora finita e che, essendo rimasti in corsa solo i due piloti della Brawn GP, Ross potrebbe persino dare il via libera ad una vera battaglia. Mah…