Jeremy Burgess a Indianapolis – Quando vince la strategia

Jeremy Burgess, Capo Meccanico del team Fiat Yamaha di Valentino, racconta la strategia di gara che ha portato la vittoria americana sul circuito di Indy

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    La gara con cui Valentino Rossi, domenica scorsa, ha ipotecato il Titolo è stata un capolavoro del pesarese, ma non solo.

    A parlare è Jeremy Burgess, Capo Meccanico del team Fiat Yamaha Bridgestone e “papà” della M1 di Valentino.

    Sentiamo perchè…

    La domenica di Indy è stata indimenticabile. La vittoria di Valentino sotto la pioggia e il vento, un Titolo che inzia ad essere sempre più vicino complice il brusco crollo mentale e fisico di Casey Stoner, una Yamaha M1 che finalmente è diventata più affidabile e un pilota che le prova tutte per stare davanti: sono questi gli ingredienti che hanno consentito a Valentino e alla Yamaha di vedere riavvicinarsi un sogno perso per due anni di fila.

    Tra le persone più felici e più obiettive del team di Valentino c’è di sicuro Jeremy Burgess, finto-sornione australiano che quotidianamente prova a fondere perfettamente strategia, divertimento e tecnologia per soddisfare le richieste di Valentino e andare in pista con una Yamaha quasi perfetta.

    E’ fantastico essere qui a Indy, in questo posto meraviglioso. La pole, il record sul giro, la vittoria in gara, tutto perfetto. Nonostante non si siano corsi tutti i 28 giri, è stato comunque un grande spettacolo – confida Jeremy Burgess, che aggiunge – La tattica per la gara è più o meno quella che adottiamo in ogni gara bagnata. Normalmente è meglio avere la pista pulita e cercare di stare davanti. [...] Valentino è andato in pista per divertirsi e credo ci sia riuscito in gara dove ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era ripromesso. Era abbastanza chiaro da come stava correndo che voleva vincere, è stato magnifico“.

    Fantastico.

    Super Fantastico.

    Soprattutto adesso che Stoner è quasi fuori combattimento e che la Polaroid del Titolo inizia a farsi sempre più nitida…