Juan Pablo Montoya: Formula 1, che schifo!

Juan Pablo Montoya, ex pilota di Williams e McLaren Mercedes ammette l'interessamento di alcune squadre di Formula 1 per un ritorno nella massima serie ma spiega di aver rifiutato poiché preferisce restare negli USA in Nascar

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    “Non tornerei in Formula 1 neanche se mi chiamasse la Ferrari!”. Juan Pablo Montoya ammette l’interessamento di alcuni team nei suoi confronti per un ritorno nella massima competizione ma spiega di aver rifiutato ogni offerta senza tentennamenti. Il suo unico amore è ora la Nascar Series a stelle e striscie.

    OFFERTE DALLA F1. Pare che i team interessati al colombiano siano stati Toro Rosso, Toyota e Force India. Lui, però, non ha voluto neanche ascoltare la proposta:“Ho respinto tutte le offerte. Quando hanno detto che volevano il mio numero di telefono per parlarmi ho detto di non disturbarmi perche’ non mi interessa tornare in F1. Sono molto felice nella Nascar. Io e la mia famiglia stiamo bene negli Stati Uniti e ad essere onesti non mi e’ mai venuto in mente di tornare in F1″.

    INDIFFERENZA. Se schifato è troppo, indifferente è il minimo. A differenza di qualcuno (vedi Barrichello) che sputa nel piatto dove ha mangiato, Montoya è coerente. Il suo rapporto con la Formula 1 non è mai stato idilliaco ed il carismatico colombiano, come documentano le cronache dell’epoca, non l’ha mai mandata a dire. Dopo una felice esperienza in Williams ed una ben più opaca alla McLaren, quindi, Juan Pablo ha fatto le valigie, esausto certamente, ed è tornato in un mondo a lui più congeniale: gli Stati Uniti d’America.

    NASCAR. Da eroe della Indy a personaggio controverso della F1, la sua terza giovinezza si chiama Nascar. “Mi aspettavo qualcosa di piu’. Dopo un inizio accettabile abbiamo avuto parecchi problemi oltre a un po’ di sfortuna che ci ha fatto perdere delle gare in cui eravamo primi – ha spiegato il colombiano che con il team dell’amico Chip Ganassi ha concluso la sua seconda stagione con i bolidi a ruote coperte - Dobbiamo essere pazienti. Possiamo lottare con i top team e credo che nel giro di tre anni arriveranno buoni risultati”