Jules Bianchi, anniversario morte: carriera dalla Formula Renault alla Ferrari FDA

L'esordio nel 2004, l'approdo in Ferrari nel 2009, poi la Marussia in Formula 1 fino al tragico incidente nel Gran Premio di Suzuka del 2014. La carriera del giovane pilota. La carriera dello sfortunato francese.

da , il

    Jules Bianchi, anniversario morte: carriera dalla Formula Renault alla Ferrari FDA

    Oggi, 17 Luglio 2017, a due anni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordare Jules Bianchi. La sua è stata una carriera troppo breve e sarebbe potuta essere decisamente migliore se non avesse avuto quel tragico incidente nel GP di Suzuka in Giappone. Il talento francese avrebbe avuto la chance di passare in Ferrari, se solo il 5 ottobre 2014 il destino non l’avesse messo di fronte a una ruspa, immobile, nella via di fuga del circuito di Suzuka. E pensare che Bianchi era riuscito a fare miracoli con la poco competitiva della Marussia. Il primo sedile vero, da titolare, agguantato nel 2013 e maturato in due exploit che restano a memoria di quali fossero le capacità di guida del 25enne francese. Oggi vogliamo ripercorre la sua carriera per ricordarlo.

    La carriera di Jules Bianchi

    A punti nel GP di Monaco 2014 con un ottavo posto, retrocesso nono per una penalizzazione di 5″, ma cosa importa, il suo gran premio l’aveva in qualche modo vinto, Jules. Poi il Gran Premio di Gran Bretagna, le qualifiche di Silverstone che lo videro ai margini della Q3, 12mo con una macchina da ultima fila. Con il senno di poi, guardando all’evoluzione ferrarista, l’addio di Alonso, chissà che non ci fosse pronta una chance sulla rossa. Il destino ha deciso diversamente.

    Inizia a correre nel 2004, in Formula Renault, finendo in seconda posizione nel campionato francese e in quello europeo. Salta poi sui kart, per due stagioni, nelle quali vince a ripetizione: campione di Francia, campione Asia-Pacifico, campione nellla 125cc Super ICC. E i piazzamenti: secondo nella coppa del mondo a Suzuka, secondo nella Winter Cup, terzo nel campionato italiano Masters.

    L’approdo in Formula3 e la Ferrari Driver Academy

    Nel 2007 torna alla Formula Renault, aggiudicandosi il campionato nazionale in Francia e partecipando a tre gare nell’Eurocup, con il lusso di staccare anche una pole. Un altro passettino in avanti arriva nel 2008, quando c’è la Formula 3 ad attenderlo, il ruolino di marcia nell’Euroseries dice 2 pole position, 2 vittorie e 7 podi, oltre alla vittoria del Masters a Zolder. E’ una stagione tutta con la ART Grand Prix, preludio all’arrivo in GP2. E’ il 2009, ma i risultati migliori arriveranno nel 2011: nelle due gare della GP2 Asia arriva in scia a Grosjean, poi disputerà il campionato canonico, chiudendo quarto nella generale, con una vittoria, cinque podi e una pole. Nel frattempo, però, entra nell’orbita della Ferrari Driver Academy, l’osservatorio privilegiato di Maranello sui potenziali campioni del futuro. A fine 2009 guida la Ferrari F60 nei test ad Abu Dhabi e non resterà l’unica esperienza.

    Il passaggio in Marussia

    La Force India gli offre un sedile come terzo pilota nel 2012 e le apparizioni nei week end di gara sono limitate alle prove libere 1. La soddisfazione più importante di quell’anno, però, è la giornata di test con la Ferrari a Magny Cours, dove chiude davanti a tutti. Si arriva al 2013 e la Marussia lo ingaggia come pilota titolare, dopo l’addio di Razia, senza più supporto economico. Inizia un lungo processo di crescita, che culminerà nell’arrivo a punti – i primi e unici per il team – di Monaco. I risultati di Silverstone, il test sulla F14-T che ne seguirà, sono purtroppo le ultime perle di una carriera destinata ad avere ben altri splendori, troncata però in una giornata da dimenticare.