Kazuki Nakajima, raccomandato ufficiale

Kazuki Nakajima, raccomandato ufficiale dalla toyota alla williams

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    Kazuki Nakajima, raccomandato ufficiale

    L’ingaggio di Kazuki Nakajima da parte della Williams motorizzata Toyota ha fatto storcere il naso a più di uno sportivo. Figlio di papà, giapponese e proveniente dal vivaio della stessa casa giapponese che fornisce i propulsori alla scuderie di Grove, sembra proprio che sia stato messo lì per raccomandazione più che per veri meriti.

    Il problema se l’è posto pure lui. Ed ha così risposto ai giornalisti:“La Toyota mi ha sempre seguito ma se sono arrivato dove sono è per via dei miei risultati. Con la williams ho svolto molti test, ho coperto migliaia di chilometri e penso di aver fatto vedere delle cose positive al mio primo GP in Brasile. Penso che sia qui il motivo della mia conferma. Toyota e Williams sono team seri e non sono stati certi i loro rapporti ha condizionare la scelta di Patrick Head”

    Un punto da chiarire c’è. Probabilmente Nakajima è veramente un raccomandato. A differenza di quello che si intende in Italia con quel termine, nel resto del mondo, spesso pur se non sempre, essere raccomandato è sinonimo di pregio. Essere raccomandato vuol dire aver dimostrato a qualcuno al di sopra di te che sei una persona in gamba e per questo meriti di far carriera.

    Nel Bel Paese la storia è un’altra ma questo non può impedirci di vedere la realtà in modo obiettivo.

    Questo ragazzo è sempre andato forte. E’ arrivato come debuttante in GP2 ed ha sfornato prestazioni eccellenti meritandosi anche l’appellativo di “rookie of the year”. Al suo primo Gran Premio in F1 ha steso un paio di meccanici ed ha dato subito spettacolo. Ha fatto una qualifica alla Wurz (un’altro pilota non da buttare) ed in gara si è saputo difendere alla grande. Insomma, le premesse ci sono tutte per aver trovato un nuovo talento.

    I fatti poi dimostreranno che si tratta solo di un bravo pilota, in ogni caso la mia opinione è che Kazuki diventerà il giapponese più veloce che la F1 abbia mai avuto.

    Il confronto con Nico Rosberg, in questo senso, sembra già un primo esame niente male.