Kimi Raikkonen? Beve solo al momento giusto

Kimi Raikkonen

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    Kimi Raikkonen? Beve solo sul podio

    Kimi Raikkonen. Siamo adesso pronti a celebrarlo. A prenderci le nostre rivincite dopo che lo abbiamo difeso e senza timori. Si sapeva che se alla Ferrari un campione c’era, era lui. Ora ne abbiamo la conferma e, allora, via alle danze.

    Questo pilota muto e serio esalta quando è primo. Quando primo ci diventa compiendo una gara in rimonta, poi, apre il cuore dei Ferraristi come pochi altri prima di lui sono riusciti a fare. Fa uscire dalle gole un urlo che viene voglia di assaporare con la speranza che diventi presto un’abitudine.

    E’ capace di sbagliare e poi dire “mi dispiace”. Lo fa con regolarità, alla faccia di chi lo dipinge uno freddo che non commette errori. Freddo sì, ma nei modi. Alla faccia della buona educazione che serve, per essere benvoluti, evidentemente, solo fino ad un certo punto.

    Come un ragazzo da capire, come un figlio da coccolare, c’è da chiedersi il perché di tutto questo ed accontentarsi del non saper trovare una risposta. Irrazionale come l’amore che il giovanotto venuto dalla finlandia sta cominciando a far sbocciare tra la sua nuova gente. Esattamente come aveva già fatto in casa dei rivali argentati fino allo scorso anno. Lo scorso anno, appunto, a Monza Schumacher era sul podio, salutava tutti e aveva tutti, milioni di tifosi alla tv, migliaia lì ai suoi piedi. C’era anche Raikkonen su quel podio e Schumi gli disse “tra un anno tutto questo sarà tuo”.

    Tre settimane fa negli Stati Uniti ad Indianapolis tallona fino al traguardo Felipe Massa pur senza superarlo. Si capisce che qualcosa sta cambiando. Una settimana fa in Francia vince, batte Massa di forza e scopre le sue carte. Questa domenica mette in riga prima un Hamilton codardo che preferisce vincere al sabato, spararsi 24 ore di copertine sicure, anziché rischiare di fare un weekend da comprimario. Poi tiene dietro Fernando Alonso: uno che corre con la bava alla bocca, che ha motivazioni alle stelle e un talento che gli è pari se non superiore. Nonostante ciò Raikkonen vince, anche stavolta. E da brutto anatroccolo ritorna definitivamente il principe di questa favola Rossa che ha un finale ancora da scrivere e molti altri colpi di scena da svelare.

    Non dimentichiamoci, infatti, che il distacco è enorme. Con questi punteggi è impossibile recuperare a meno che la Ferrari non ingaggi un cecchino con il preciso compito di sparare alle ruote di Hamilton.

    Per il momento, però, a Maranello nessuno sembra pensarci. Tanta è la gioia per aver ritrovato un campione. Tanta è la voglia di coccolarlo come e più di prima. Come sono lontane le polemiche del tipo “beve troppo”, “parla poco”, “s’impegna per niente”, “non sa collaudare la macchina”.

    Calcolatrice alla mano. Senza il SUO errore a Monaco e senza il ritiro della SUA Ferrari in Spagna, i 18 punti che lo separano da Hamilton sarebbero potuti tranquillamente non esistere.

    La storia non si fa con i “se”, ma queste evidenze sono un motivo in più per crederci. Per credere in lui e per credere che questo Gran Premio appena concluso sarà ricordato da tutti i Ferraristi e non solo.

    Come Monza nel 1996, si ha l’impressone che qui a Silverstone 2007 si sia vissuto l’inizio di un’altra storia. Un’altra storia da far concludere, tra lacrime e commozioni, il più tardi possibile.