Kimi Raikkonen campione del mondo 2007, quando la retorica ha ragione. Ma che ansia!

Kimi Raikkonen campione del mondo 2007, quando la retorica ha ragione

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    Kimi Raikkonen campione del mondo 2007, quando la retorica ha ragione... fino all'ultimo giro tutto era ancora in bilico

    Lasciamo da parte le polemiche e riparliamo di cose che ci piaccono di più: LE CORSE!

    Fino all’ultima curva dell’ultimo giro dell’ultima gara continueremo a crederci. Così parlavano quelli della Ferrari e così hanno fatto. Spesso questo, però, è solo il motto degli sconfitti, è la facile retorica di quelli che tentano di tenere in vita una speranza insperabile.

    Ad Interlagos, però, il miracolo c’è stato.

    Non è stata facile, roba da infarto. In ordine sparso, infatti, si sono verificati o si sarebbero potuti verificare degli eventi tali che tutto si sarebbe cancellato in un momento.

    Durante la gara, un primo pericolo per Raikkonen era dato dall’entrata di una safety car. Se il gruppo si fosse ricompattato, Hamilton avrebbe avuto vita facile contro Heidfeld, Kubica e Rosberg sui quali recuperava costantemente. E con un quinto posto, sarebbe stato lui il nuovo re. David Cooulthard c’ha persino provato a mettersi in mezzo in un contatto con una Spyker, ma non c’è riuscito.

    Altra situazione delicata era legata alla rimonta di Hamilton. Non si sapeva esattamente cosa avrebbero fatto quelli davanti, quanto sarebbero andati forte, se si sarebbero ostacolati o se fossero incappati in qualche problema di affidabilità.

    Viste le esperienza precedenti e considerato che la Ferrari era in Brasile con una versione più “estrema” della sua vettura (per tentare il tutto per tutto), non stava scritto da nessuna parte neanche che entrambe le F2007 vedessero la bandiera a scacchi. Fernando Alonso, terzo al traguardo, è stato lì come un avvoltoio fino all’ultimo giro, in vana attesa di potersi cibare di una carcassa rossa.

    I brividi, infine, hanno percorso la schiena dei tifosi nel duello finale tra Rosberg e Kubica. Giovani e scalmanati, senza nulla da perdere, potevano tranquillamente farsi del male e far ripiombare Raikkonen all’inferno in un solo attimo.

    Dopo la corsa, poi, altri sorsi di veleno. Lunghissime verifiche da parte dei commissari, irregolarità ma nessuna penalità.

    Come in ogni ilm dell’orrore che si rispetti, però, il cattivo non muore mai: eccoci in attesa del ricorso.

    Non aver mai sognato è un conto. Ma doversi svegliare sul più bello, sarebbe un’ennesima mazzata per la Ferrari in una stagione con più dolori che gioie. Risvegliarsi dall’incubo, invece, ha dipinto di rosa anche le delusioni che quest’anno non sono mancata affatto. Tanto dentro, quanto fuori dalla pista.