Kimi Raikkonen colpevole ma innocente

stefano domenicali analizza il gran premio di europa 2008 e parla del momento di kimi raikkonen difendendolo sia sul piano delle prestazioni che per l'incidente con il meccanico al pit stop

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    Stefano Domenicali, capito il difficile momento di Kimi Raikkonen, non esita a mettere in campo tutto il suo carisma e la sua pacatezza per difendere il campione del mondo. Colpevole sì, per aver pasticciato al pit stop, ma innocente per lo zero in classifica con cui la Ferrari numero 1 ha salutato il circuito di Valencia.

    NO LOLLYPOP, Sì SEMAFORO. In molti si sono chiesti se valesse la pena tornare alla classica paletta a forma di leccalecca per gestire le soste durante la gara ma Domenicali tiene a precisare che il problema al pit stop non è da attribuirsi ad un sistema troppo complesso nella gestione delle procedure. Anzi:“Usiamo questo metodo dallo scorso anno e non ci sono mai stati problemi. E’ semplice: quando c’e’ la luce rossa, equivale alla paletta abbassata. Il sistema ha funzionato bene anche stavolta ma Kimi è partito troppo presto” spiega il responsabile della scuderia. In pratica il sistema funziona così: durante il rifornimento c’è una luce rossa; quando l’operazione sta per terminare c’è una seconda luce che inizia a lampeggare per avvertire il pilota di prepararsi a ripartire; al momento dell’estrazione della pompa la luce diventa verde; nel caso in cui sopraggiunga un altro pilota, infine, la luce può essere attivata manualmente dal responsabile del pit stop per regolare il corretto transito nel box.

    SQUADRA UNITA. “Siamo orgogliosi dei ragazzi che lavorano in Ferrari – prosegue Domenicali – Raikkonen si è preoccupato subito delle condizioni di salute del meccanico e lui, a sua volta, era felicissimo che avessimo vinto la gara. Fortunatamente ha solo un dito del piede fratturato. Questo genere di situazioni fanno capire il genere di atmosfera che si vive nel team”

    SECONDO MOTORE KO. Sostituirsi da dietro ad una scrivania ai pluri-qualificati tecnici di Maranello è arduo. Ma, visto il problema alla partita di bielle annunciato nelle settimane scorse, era facilmente prevedibile che il motore di Raikkonen avrebbe fotocopiato quello di Massa e così è stato. A differenza del brasiliano, il finlandese ha alzato bandiera bianca a -12 giri anziché a -3 ma va detto che nel sabato valenciano erano stati fatti molti più chilometri che in quello ungherese. Per cui, semplicemente, andava preso atto che quel V8 ha un’autonomia inferiore al richiesto. Nonostante quest’analisi non faccia una grinza e sia confermata dalle evidenze, Domenicali è di un altro avviso e parla di incredibile fatalità:“Anche stavolta una brutta rottura ci ha rovinato un bellissimo weekend. Dobbiamo analizzare le cause perché la fumata è avvenuta in modo del tutto inatteso. Smonteremo il motore e ne capiremo le cause. Adesso, però, è fondamentale mantenere la calma e non preoccuparsi”.

    RAIKKONEN INNOCENTE. Paradossalmente la rottura ha tolto un po’ di imbarazzi a Raikkonen che adesso si sente meno in dovere di giustificare l’ennesimo weekend opaco, infarcito di scena comico-tragica al pit stop. Per il direttore della Gestione Sportiva, però, il campione del mondo non è in crisi e presto tornerà sui suoi livelli di sempre:“E’ assurdo dire che non è più quello di prima. Semplicemente non si sono verificate le condizioni affinché si esprimesse al meglio. Noi crediamo in lui e continueremo a supportarlo al 100%. Anche sul fronte della prima guida non faremo scelte perché tutto può ancora succedere. Certe decisioni saranno prese al momento giusto. Non adesso”.