Kimi Raikkonen già pensa alla F2008. E di lui Ross Brawn dice:”Mi ricorda Schumacher”

Kimi Raikkonen già pensa alla F2008

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    Kimi Raikkonen già pensa alla F2008. E Ross Brawn ammette:"Mi ricorda Schumacher"

    Kimi Raikkonen continua a pensare molto al sodo e poco al resto. Anche nella conferenza stampa di ieri alle Finali Mondiali della Ferrari al Mugello, si è dilungato il minimo indispensabile sui suoi festeggiamenti ed ha preferito parlare del futuro, vale a dire le sue speranze sulla Ferrari 2008 e le sue opinioni sulla novità del prossimo anno: l’assenza del traction control.

    Indubbiamente le aspettative sono alte, sia perché la Ferrari è sempre la Ferrari e sia perché il finale di stagione è stato decisamente in crescita per lui e per la macchina. “Non nascondo di avere grossa curiosità per sapere come sarà la vettura 2008 . ha spiegato il campione del mondo – Sono molto fiducioso perché con questa vettura ho trovato un buon feeling e vorrei che la cosa si ripetesse anche il prossimo anno. Si vedrà!”

    “Quanto alla grande novità dell’assenza del traction control - ha proseguito il finlandese con il suo solito pragmatismo – non penso che sarà un problema per me. Ho esordito in F1 senza questo aiuto e me la sono sempre cavata. Soprattutto spero che in questo modo possano venir fuori maggiormente le doti dei piloti e che ciò si tramuti in maggiori possibilità di sorpasso e sfide più avvincenti”.

    Segnaliamo, inoltre, che sul conto del finlandese è intervenuta anche una vecchia conoscenza della precedente “era Ferrari”. Ross Brawn, intervistato da Autosport, ha avuto parole di elogio per Raikkonen, paragonando il suo approccio a quello di Michael Schumacher:“Per quello che ho visto quest’anno di Raikkonen - ha ammesso il tecnico inglese – devo dire che mi ha ricordato Schumacher. Entrambi si sono messi al servizio della squadra, hanno sempre lavorato sodo e non hanno mai fatto una polemica o detto una parola fuori luogo. In questo senso li vedo molto simili: sono due gran lavoratori che sanno dialogare con la squadra e arrivano subito al cuore del problema”.