Kimi Raikkonen salva la Ferrari dal naufragio: guai ad invocare il fantasma di Ross Brawn

dopo il gran premio di gran bretagna 2008 a silverstone inizia il processo alla ferrari per gli errori fatti nelle strategie

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    Ferrari: squadra da salvare o squadra da buttare? D’accordo che, nel dubbio, stavolta ci pensa Kimi Raikkonen a tenere a galla l’armata Rossa in quel di Silverstone. Dal canto nostro, però, riteniamo urga una difesa obiettiva per evitare un ingiusto quanto emotivo gioco al massacro.

    DOMENICALI O BRAWN? Lo smacco subito nel GP di Gran Bretagna è doppio. Da una parte c’è Stefano Domenicali. Il direttore ha pubblicamente ammesso proprio pochi giorni fa che la scuderia ha commesso troppi errori e che non ha capitalizzato il vantaggio della F2008 sugli avversari. Dall’altra c’è Ross Brawn. L’assente che ha sempre ragione prende una Honda e un Barrichello e li porta sul podio. Davanti a Raikkonen. Poi sventola una banana in ricordo dei tempi che furono. E il popolino muore di nostalgia e di rimpianti.

    CONDIZIONI AVVERSE. Tra le cose che i ferraristi possono e debbono fare, non c’è niente di più sbagliato che rimpiangere Brawn. Va detto adesso, quando è facile pensare il contrario. Va detto, innanzitutto, che Domenicali già c’era quando Brawn furoreggiava. Va fatto notare, soprattutto, che la Ferrari quest’anno si sta presentando ad ogni appuntamento come scuderia da battere, cioè come team che ha tutto da perdere. Va preso come dato di fatto, infine, che le condizioni anomale nel 2008 sono state altamente al di sopra della media. Va ricordato, quindi, che pure Brawn ha nel suo palmares un bel po’ di erroracci, di gomme sparite e di calcoli fatti male. Non ci si può, infatti, ricordare solo le magie. Sarebbe ingiusto. Troppo.

    LA DIFFICOLTA’ DI ESSERE I PIU’ FORTI. Va data fiducia agli uomini del Cavallino perché se la meritano ancora. Stando nel generale, va ribadito che ci può stare non vincere la lotteria se la gara è un terno al lotto. Andando nello specifico della gara di Silverstone, va detto che i conti fatto erano precisi. Erano i dati di partenza semmai sbagliati. Ma su quelli, da Domenicali in giù, non ci poteva far niente nessuno. Prendendo poi il gigante Hamilton, va detto che ha cambiato le gomme anche per necessità più che per opportunità. Va detto che anche lui si è beccato un bel po’ di zeri nelle precedeti uscite quando le condizioni sono diventate imprevedibili e va ricordato che anche a Montecarlo, altro luogo di debacle rossa, lui ha vinto solo per delle fortunate coincidenze.

    QUINDI? AVANTI COSI’. Più sei grande, più fai un gran frastuon oquando cadi: solo così si spiega il rumore che sta facendo l’errore commesso dalla Ferrari. Non c’è nessun processo da fare, nessun capro epiatorio da ricercare. Lo dice anche Almondo che esce allo scoperto nel momento giusto:“Abbiamo commesso degli errori ma lo abbiamo fatto perché avevamo dei dati che ci dicevamo di fare in un certo modo. Non è la prima volta che ci succede e pensavamo di aver risolto il problema. Non dobbiamo però colpevolizzare nessuno. Siamo una squadra nei momenti vincenti ed in quelli difficili per cui reagiremo assieme. E’ questa la forza del nostro gruppo”.