Kubica, incidente al Gran Premio del Canada 2007 sul circuito di Montreal: dimenticato!

ad un anno di distanza dall'incidente del quale riproponiamo 3 video due dei quali inediti, robert kubica torna sul circuito di montreal per disputare il gran premio del canada di formula 1 e si dice molto tranquillo nonostante quello che gli è successo

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    Nessuno ha mai dubitato che Robert Kubica abbia superato alla grande l’incidente avuto a Montreal durante il GP del Canada del 2007. Basti dire che, al di là dei risultati eccellenti degli ultimi tempi, già allora il pilota avrebbe voluto immediatamente tornare a correre nel successivo GP di Indianapolis.

    VIDEO INEDITI. In alto proponiamo una ricostruzione 3D dell’impatto mentre sotto, oltre alle immagini della diretta Tv, riportiamo un’inedita visuale dell’impatto scovata su youtube.

    MIRACOLO DELLA TECNICA. Ad un anno di distanza stupisce ancora come Kubica sia uscito praticamente illeso dopo aver impattato il muro di cemento a circa 280 km/h ed essere poi ruzzolato, carambolato e rimbalzato qua e là tra asfalto e protezioni in metallo. Al di là dell’angolo di impatto, a salvare il pilota polacco sono stati gli enormi progressi fatti in termini di sicurezza dalle vetture di F1 con crash test ormai severissimi, voluti proprio dal tanto criticato Max Mosley.

    NESSUNA PAURA. Detto della facilità con la quale Kubica si è rimesso a suo tempo in pista, il suo ultimo tabù da sfatare è quello di tornare a correre proprio sul luogo del fattaccio.“Non ci sarà niente di diverso quest’anno in Canada rispetto ad un anno fa o rispetto a qualunque altra vigilia di Gran Premio che ho affrontato fino ad ora. Anzi, questa è una delle mie pista preferite - spiega a tal proposito il driver BMW Sauber chiudendo definitivamente la questione – Ovviamente tutti vogliono sapere le mie impressioni dopo quello che è successo nel 2007 ma è ormai da molto che ho ripreso a correre per cui non mi crea nessun problema ripensare a questa faccenda. Sappiamo che nello sport dei motori ci sono alti rischi, ma questa considerazione vale allo stesso modo in tutti i tracciati in cui vado a correre”.