Kubica operato a Verona, prima dell’intervento ha provato al simulatore una F1

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    robert kubica ferrari formula 1 2012

    Dopo tanto, troppo tempo, tornano a circolare notizie attendibili su Robert Kubica. Il campione polacco si è sottoposto a un nuovo intervento chirurgico a Peschiera del Garda, presso la Casa di cura “Pederzoli”. L’intervento è riuscito alla perfezione e ha visto la sostituzione di parte del gomito, dove sono state applicate due protesi. Il primario Ruggero Testoni spiega perché Kubica si è dovuto sottoporre all’operazione. «In questo modo – ha spiegato Testoni – il pilota potrà gestire in pieno il volante, mentre in precedenza era incapace di ruotare il palmo verso il basso, ed era costretto a staccare la mano dal volante per affrontare le curve a sinistra».

    Fin qui la parte “medica”. Ma c’è un retroscena che svela Testoni, nelle dichiarazioni riportate dall’Ansa. «L’intervento è stato preceduto da una serie test al simulatore di una vettura di Formula 1». Chi ha messo a disposizione il simulatore? La sua ex squadra, la Lotus? Difficile, visto che Gerard Lopez recentemente ha dichiarato che sono pressoché inesistenti i contatti con Kubica. Un’altra scuderia? Mistero.

    Lo stesso mistero che avvolge da tempo le prospettive di rientro di Robert, con le voci che ciclicamente si rincorrono. Prima immortalato mentre ci dà dentro con una macchina da rally, poi, giornali dalla Svizzera che – senza riportare alcuna fonte ufficiale – sentenziano l’abbandono definitivo di ogni speranza di un rientro in Formula 1. Anche Alguersuari, attualmente commentatore tecnico in tv, ha detto che il pilota di Cracovia non tornerà a sedersi in un abitacolo.

    Saremo inguaribili ottimisti, sarà perché perdere un manico come il polacco sarebbe un peccato, sarà perché quando leggi certe dichiarazioni ti vien da pensare con quali mezzi si è messo in mostra Kubica, ma nel ritorno di Robert ci piace poter sperare.

    A guardare come crescono le presunte nuove leve della Formula 1 di domani – con bambini portati avanti già dai kart e trattati come fossero star assolute -, ripercorrere le tappe della carriera di Kubica, che faceva anche da meccanico dopo aver corso le sue gare, segna la differenza tra chi si è costruito da sé, con velocità innata e chi, invece, ha avuto una strada privilegiata e con i migliori mezzi a disposizione.

    La passionaccia per i rally gli è costata cara, con l’incidente in Liguria nel febbraio 2011 che ne ha messo a rischio il futuro sportivo (e non solo). Poi, all’inizio di quest’anno, una nuova tegola si è abbattuta su Robert, scivolato sul ghiaccio: risultato, frattura alla gamba.

    Domenica si andrà in Canada per correre il gran premio vinto dal polacco nel 2008, là dove ebbe un drammatico incidente l’anno prima dal quale uscì miracolosamente vivo. Ci piace immaginare un pilota che riprende la funzionalità necessaria per guidare una monoposto e magari rivederlo in griglia il prossimo anno, per guidare finalmente una macchina all’altezza delle sue doti. In fondo, dopo tanta sfortuna, è l’ora che la dea bendata si accorga di Kubica e gli dia una mano.