La Formula 1 secondo Flavio Briatore? Una noia mortale, chi cambia canale fa bene!

La Formula 1 secondo Flavio Briatore è uno sport divenuto troppo noioso ed è normale che la gente da casa alla fien cambi canale

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    La Formula 1 secondo Flavio Briatore

    Ci vuole più spettacolo in Formula 1. E’ questo uno dei cavalli di battaglia di Flavio Briatore che, se si candidasse alle elezioni per diventare presidente della FIA, avrebbe già trovato il suo slogan elettorale: più spettacolo per tutti!

    Tuona il manager della Renault attaccando gli attuali regolamenti:“Non si può portare in giro per il mondo uno spettacolo e venderlo come tale a milioni e milioni di persone quando poi lo spettacolo non esiste”.

    “Per avere del divertimento si deve sperare che piova e questo non è ammissibile”. “Siccome ci sono degli esempi che funzionano – ha proseguito il piemontese ai microfoni della trasmissione radiofonica “la politica nel pallone” – dobbiamo prendere spunto da quelli. Quando abbiamo inventato la GP2 non avevamo limiti e ci abbiamo messo dentro il meglio: il risultato è eccellente e gli spettatori si divertono più a vedere loro che la Formula 1. Lì c’è spettacolo sempre e si possono mettere in luce i piloti”.

    I due punti forti di Briatore sono noti: gare più brevi e griglia invertita. “Le gare sono troppo lunghe. Nella seconda metà di un Gran Premio normalmente non succede mai niente e la gente si annoia. Per questo sarebbe normale mettere due manche ma non si capisce come mai qualcuno sia contrario”.

    “Un altro problema è quello di mettere i piloti più veloci davanti: così facendo il più bravo va via e vince da solo. Per mettere più pathos i migliori dovrebbero essere in fondo al gruppo in modo da trovarsi costretti a sorpassare e a dare spettacolo”.

    A chi gli chiede, infine, un pronostico sulla gara di Melbourne, Briatore risponde secco:“Sarà Ferrari. Ma attenzione agli altri: i distacchi sono più piccoli di quello che sembra e potrebbero esserci delle sorprese sia in testa quanto in cosa” Il riferimento, però, non è alla sua Renault che “correrà in difesa le prime gare fuori dall’Europa” ma casomai alla Williams che “ha lavorato bene”.