La McLaren studia per lo sprint finale

la mclaren si prepara all'assalto al titolo mondiale dopo un digiuno di otto anni e vuole aiutare lewis hamilton a non commettere errori cercando di arrivare in fondo a tutte le gare senza rischiare nulla, per la ferrari quindi sarà difficile batterla

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    Memore dello sciagurato finale di stagione 2007, la McLaren sta già preparando un’offensiva al titolo che riduca al minimo il margine di errore per Lewis Hamilton e possa finalmente riportare l’alloro iridato dalle parti di Woking dopo un digiuno durato 8 lunghi anni

    NESSUN RISCHIO. La parola d’ordine è: non rischiare. Ron Dennis lo dice apertamente ed ammette che probabilmente è stata l’inesperienza di Lewis Hamilton a giocare un ruolo decisivo nella sconfitta del 2007:“Lewis aveva un desiderio di vincere ogni gara che l’ha portato ad osare troppo ed alla fine ha perso 17 punti in due gare. Vista la giovane età crediamo sia un peccato perdonabile ma noi dovevamo controllarlo di più per cui quest’anno faremo andare le cose in modo ben diverso”. Il terzo posto di Singapore, in quest’ottica, sembra già un segnale incoraggiante. Preoccupante per gli avversari. In quella gara, infatti, l’Hamilton combattivo ha lasciato spazio al ragioniere e dopo la bandiera a scacchi si è trovato a +7 da Felipe Massa. Avesse fatto altrettanto a Spa-Francorchamps, il divario sarebbe stato persino più ampio.

    GARE BAGNATE. Un altro elemento che potrebbe sorridere agli uomini McLaren è il maltempo. In condizioni estreme la loro vettura è molto più competitiva della Ferrari che, in linea teorica, se il tempo volgesse al bello, potrebbe confezionare le già minacciosamente dichiarate 3 doppiette che renderebbero vano ogni calcolo del box di Woking. “Ci sono 3 gare da disputare e secondo le nostre previsioni almeno una di queste sarà bagnata - ha ammesso speranzoso Ron Dennis – questo significa che potremmo sfruttare il nostro vantaggio e sperare di rafforzare entrambi i nostri primati”

    AMBIENTE FAVOREVOLE. Un ultimo elemento da considerare evade dalla pura pista e prende sfere politiche, affaristiche e di immagine. Nel mondo anglosassone sembrerebbe vista di buon occhio la vittoria di una vettura inglese con al volante un pilota inglese. A spingere forte sul personaggio Hamilton, inoltre, c’è l’onnipotente Bernie Ecclestone. Basterebbe questo per considerare nato sotto un’ottima stella lo sprint finale dell’anglocaraibico. In un mondo che conta molta più Inghilterra che Italia, quindi, la Ferrari sembra stretta in una morsa letale. A giudicare dal comportamento tenuto da David Coulthard in pista a Singapore, però, nel suo cammino verso il primo iride Lewis Hamilton potrebbe avere meno amici del previsto. Proprio al termine della gara asiatica, il pilota McLaren avrebbe riferito ai giornalisti:“Speravo che un mio collega e connazionale mi aiutasse” salvo poi correggere il immediatamente tiro “ma David era in buona posizione ed ha pensato a fare la sua gara”.