La Storia del Motociclismo. Renzo Pasolini, una Sfida vinta e poi soffiata via [parte II]

La Storia del Motociclismo

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    La Storia del Motociclismo. Renzo Pasolini, una Sfida vinta e poi soffiata via [parte II]

    Continua la Storia di Renzo Pasolini, scomparso in un tristissimo giorno di maggio del 1973.

    Il debutto di Renzo avviene subito: in sella alla moto pesarese, in sostituzione del centauro Provini infortunatosi al Tourist Trophy, Renzo trionfa proprio con la vittoria in una gara di campionato italiano della 500; nella prima gara della stagione successiva Pasolini replica, piegando a Modena il “mitico Agostini”.

    Un’ onta.

    Da allora, il grande Ago e il Paso daranno vita a grandissimi duelli e battaglie, una sana rivalità sportiva coronata da una profonda amicizia tra i due piloti, una competizione che infiammeràgli animi dei tifosi e di tutti gli appassionati di motociclismo.

    Generalmente, sugli stradali è “Paso” a prevalere, mentre in circuito la bilancia pende dalla parte di “Ago”.

    Il romagnolo comunque si difende come un leone, con coraggio e generosità, e nel 1968 è secondo nel mondiale 350. Sorte peggiore nella stagione successiva, che lo vede infortunarsi e lasciare il posto a Carruthers: tornato in sella vince in Olanda, Germania Orientale e Cecoslovacchia, ma cade nuovamente in Finlandia ed il titolo della 250 va al suo compagno di squadra.

    Renzo Pasolini resta alla Benelli un anno ancora, ma alla fine del 1970 lascia la Casa pesarese per tornare alla Aermacchi, che ora si chiama Aermacchi-Harley Davidson.

    Il debutto avviene nella primavera del 1971 con una 250 derivata dalla 125 Ala D’Oro ed i primi risultati sono entusiasmanti, tanto da spronare la squadra a sviluppare la moto ed a costruirne una versione 350.

    Nel 1972 il pilota riminese vince tre GP e perde il mondiale della 250 per un solo punto, finendo terzo nella 350. Il titolo è ormai più che alla sua portata, il generosissimo “Paso” è atteso ai traguardi ancora più grandi di quelli già raggiunti; invece per una tragica fatalità, nel 1973, il giorno del debutto in pista della HD 350 raffreddata ad acqua coincide anche con quello della morte del suo pilota, nella terribile e tragica ammucchiata del GP delle Nazioni a Monza.

    Ancora una volta una tragica fineper uno dei piloti che ribaltarono, stimolarono, amarono e fecero amare il mondo delle due ruote. Un Talento fuori dalle righe, una passione vivace e uno spirito da centauro che pochi altri furono in grado di eguagliare.

    E tante altre emozioni Renzo avrebbe saputo regalare se qualcosa non lo avesse strappato via dalla Vita troppo, troppo presto.

    Lamps, Renzo.