Le 10 gare finali del mondiale di Formula 1 più belle della storia

Riviviamo le 10 gare finali del mondiale di Formula 1 più avvincenti e appassionanti di sempre. I campionati decisi all'ultima gara sono tanti, qual è il più emozionante?

da , il

    Lo scandalo di Abu Dhabi è tutto nella scelta folle di aver pensato un doppio punteggio. Di mondiali di Formula 1 assegnati all’ultima gara ne è piena la storia, ben 26 i titoli che si sono decisi sotto la bandiera scacchi dell’ultimo gran premio stagionale, e in 10 occasioni si è assistito al sorpasso di chi inseguiva. Se lo augura Rosberg, 17 punti alle spalle di Hamilton e con un bisogno assurdo che si inserisca qualcuno tra lui e l’inglese perché il suo sogno di diventare campione del mondo si materializzi. Ce la farà? Realisticamente è difficile immaginarlo, ma tutto può accadere, non sarebbe la prima volta. Vediamo quali sono le 10 gare finali del mondiale più belle della storia, quelli che hanno ribaltato le sorti del campionato o comunque hanno tenuto i tifosi col fiato sospeso fino all’ultimo.

    1981, la prima di Piquet

    Si corre a Las Vegas e in lizza per il titolo ci sono Nelson Piquet, Carlos Reutemann e Jacques Lafitte. Alla vigilia Reutemann ha un punto di vantaggio su Piquet e quattro punti di vantaggio Lafitte. Ma l’argentino pur scattando dalla pole position fa una gara disastrosa, perdendo immediatamente posizioni e chiudendo addirittura fuori dai punti. Nelson Piquet, invece, riesce ad agguantare la quinta posizione, che significa: titolo mondiale. Alle sue spalle si piazza Lafitte, il brasiliano diventa per la prima volta campione, il secondo brasiliano dopo Emerson Fittipaldi a riuscirci.

    1983: Ancora Piquet

    E’ lo specialista dei titoli all’ultima gara, Piquet. Come due anni prima a Las Vegas, a Kyalami in Sudafrica Nelson riesce a ribaltare la situazione in classifica, che lo vedeva secondo a due punti di distacco da Alain Prost. Il francese però soffre la crisi tecnica della Renault e nelle ultime gare non è riuscito a tener testa alla rimonta di del brasiliano. Nelson va in testa al gran premio e guida autorevolmente, Prost invece controlla dalla quarta posizione con una macchina che non riesce a impensierire le Brabham davanti. Alla sosta ai box, Prost è costretto a ritirarsi per problemi al turbo lasciando via libera a Piquet che si invola verso il titolo. Il brasiliano gestirà la gara, lasciando passare Patrese e De Cesaris, chiudendo così al terzo posto e festeggiando il mondiale.

    2003: Schumacher, che rischio!

    Lo scenario in cui si assegna il mondiale quell’anno è ancora Suzuka, il gran premio del Giappone. In lizza per il campionato ci sono Schumacher, al comando, Raikkonen attardato di nove punti, Montoya di 10. Le qualifiche vanno malissimo per la Ferrari del tedesco, che deve accontentarsi della 14ª posizione. La pole va a Barrichello, che alla domenica però si fa passare da Montoya in partenza. Il colombiano ha problemi tecnici e si dovrà ritirare, Rubens andrà invece a vincere la gara davanti a Raikkonen, e Schumacher ottiene il sesto titolo della carriera strappando un punticino appena arrivando ottavo dopo una gara ricca di pathos, con tanti contatti. È forse il titolo che ha regalato minori emozioni alla popolo ferrarista tra quelli conquistati da Schumacher.

    1999: Hakkinen su Irvine

    All’ultima gara non sono Hakkinen e Schumacher a giocarsi il mondiale. Il tedesco ha saltato molte gare della stagione a seguito dell’incidente di Silverstone e al suo posto c’è di Irvine, arrivato quasi miracolosamente all’ultima gara con quattro punti di vantaggio su Hakkinen. L’irlandese deve arrivare davanti al pilota McLaren, ma la qualifica non è delle migliori si classifica solamente quinto. Al via riesce a rimontare alcune posizioni e deve fare affidamento su Schumacher, che scatta dalla pole ma viene passato da Hakkinen allo spegnimento dei semafori. Il finlandese vincerà gara e titolo davanti allo storico rivale tedesco, per Irvine solamente il terzo posto sul podio che non è sufficiente ad agguantare il campionato: finirà con due punti di ritardo da Mika.

    1961: Dramma Von Trips

    E’ un epilogo drammatico quello della stagione 1961 a Monza. A giocarsi il titolo ci sono i due ferraristi, l’americano Phil Hill e il tedesco Wolfgang Von Trips. Quest’ultimo ottiene la pole al sabato, ma al secondo giro di gara finisce fuori pista poco prima della Parabolica. La Ferrari attraversa il terrapieno, va verso gli spettatori ne falcia 13: tutti morti. Non ci sarà nulla da fare neanche per il pilota, in uno degli incidenti più tragici della storia della Formula 1. La gara non verrà sospesa e Phil Hill agguanterà la vittoria e con essa anche il titolo mondiale.

    2007: Raikkonen beffa i due McLaren

    In Brasile si presentano in tre con chance di vittoria: Hamilton è in testa con quattro punti di vantaggio su Alonso e ben sette su Kimi Raikkonen. Il giovane inglese della McLaren vive un gran premio che è un incubo: parte male dalla seconda posizione, ne perde subito due a vantaggio di Raikkonen e Alonso, nella foga di recuperare va lungo e sprofonda a centro gruppo. Come se non bastasse, problemi tecnici al cambio lo rallentano ulteriormente costringendolo all’ultima posizione. Saprà risalire fino alla settima posizione sul traguardo, ma non è sufficiente, perché Felipe Massa lascerà la vittoria a Raikkonen consentendo al finlandese di agguantare il suo primo titolo mondiale. Con il terzo posto Alonso non riesce a scalzare il compagno di squadra e chiude a tre punti dalla pilota Ferrari. I due favoriti, compagni di squadra, vengono beffati dal “nuovo arrivato” in Ferrari.

    1994: Schumacher e l’incidente con Hill

    E’ l’anno della tragedia di Senna a Imola, e a giocarsi il titolo mondiale all’ultima gara sono Schumacher e Damon Hill. La classifica vede i due separati da un punto, con Schumacher in vantaggio. In partenza guadagna subito la prima posizione il tedesco e la mantiene agevolmente, ma Hill è attaccato, fino a quando si arriva al 36º giro, Schumacher sbaglia e nel tornare in pista si trova Damon Hill che tenta il sorpasso. Il tedesco chiude la porta, i due si toccano e la Benetton quasi si capotta. Finirà finirà lì la gara di Schumacher, ma anche quella di Damon Hill, per la rottura del braccetto della sospensione anteriore sinistra. Le polemiche che seguirono furono veementi, con l’accusa rivolta Schumacher di aver intenzionalmente cercato il contatto.

    1997: Villeneuve su Schumacher

    La costante dei finali di campionato all’ultima gara è la presenza di Michael Schumacher. A Jerez de la Frontera, al sabato sono in tre a ottenere lo stesso identico tempo al millesimo. Schumacher ha un vantaggio di un punto su Jacques Villeneuve. Sembra riuscire a controllare la gara il ferrarista e involarsi verso la vittoria, ma la rimonta della canadese, insieme alla decadimento delle prestazioni della Ferrari, portano i due a incrociare le armi. Villeneuve prova l’attacco, in fondo al rettilineo azzarda la manovra e Schumacher cade nella trappola: chiude la traiettoria come aveva già fatto tre anni prima con Damon Hill, ma questa volta la sua Ferrari rimbalza contro la fiancata sinistra della Williams di Villeneuve e finisce nella ghiaia. Non riuscirà più a ripartire il tedesco, mentre Villeneuve andrà a vincere il titolo mondiale con tre punti di vantaggio sul tedesco. La vittoria, la prima in carriera, andrà alla McLaren di Mika Hakkinen, mentre Schumacher verrà squalificato dalla classifica iridata di quell’anno, perdendo il secondo posto ma conservando le vittorie maturate.

    1976: il duello Hunt-Lauda

    E’ uno dei finali di stagione più esaltanti e avvincenti che la Formula 1 abbia mai vissuto. È la stagione del duello tra Niki Lauda e James Hunt. Si arriva al gran premio del Giappone al Fuji con l’austriaco della Ferrari che ha tre punti di vantaggio sul pilota McLaren. I retroscena su quella gara sono infiniti, a partire da un presunto accordo tra piloti per interrompere la gara. Le condizioni di visibilità erano pessime e la partenza venne ritardata di un’ora e mezza. Al via Lauda si trova in 10ª posizione ma già al secondo giro rientra ai box per ritirarsi, a causa delle condizioni climatiche pericolose, a suo dire. Hunt, per diventare campione del mondo, basta che arrivi quinto. Il meteo evolve è la gara si conclude sui 73 giri originariamente previsti, vincerà Mario Andretti e James Hunt chiuderà terzo sul podio.

    2010: tra Alonso e Webber, festeggia Vettel

    I contendenti per il titolo sono tre, ma sembrano Alonso e Webber i due favoriti, perché il giovane Vettel si ritrova con 15 punti di ritardo dal pilota Ferrari e sette punti di distacco dal suo compagno di squadra. La gara parte bene per Alonso, che imposta il proprio ritmo su Weber; nelle battute iniziali di gara va largo, tocca un muretto ed è costretto a rientrare anticipatamente ai box. L’errore strategico della Ferrari si compie in quell’istante. Non considerano Vettel tra i rivali per il mondiale, seguono Webber e anticipano la sosta ai box del pilota spagnolo. Rientreranno, sia Alonso che Werder, nel traffico su su un circuito dove il sorpasso è difficile. Vettel prosegue indisturbato e conquista la testa della gara, mentre la rimonta di Alonso si bloccherà davanti al muro della Renault di Vitali Petrov. Settimo posto per il ferrarista, Webber ottavo: l’unico a sorridere ad Abu Dhabi è Sebastian Vettel, che beffa entrambi è si assicura il primo titolo mondiale della sua carriera.