Le migliori 10 qualifiche della storia della Formula 1

Formula 1: Le 10 qualifiche più strane e particolari della storia della Formula 1. Ecco quali sono state le 10 pole position storiche della categoria.

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    Le qualifiche sono un momento imperdibile del weekend di gara di Formula 1. Anche per questo il loro format è stato modificato innumerevoli occasioni a partire dal 1996, quando per la prima volta la griglia di partenza fu decisa da una singola ora di prove. E ciascuno dei format provati nel corso degli anni, prima di approdare a quello attuale ad eliminazione in tre parti, produsse momenti memorabili, entrati nella storia della categoria. Sfogliate le pagine per scoprire quelle che si possono classificare come le qualifiche storiche della classe regina delle quattro ruote. Ecco le migliori dieci qualifiche della storia della Formula 1.

    10. Gran Premio d’Europa 1997

    Forse la sessione di qualifica dal risultato più incredibile di sempre. La pole position andò a Jacques Villeneuve, che fermò i cronometri su 1:21.072. Il suo rivale in campionato Michael Schumacher, poco dopo, incredibilmente uguagliò il tempo di Villeneuve al millesimo (pur avendo incontrato le bandiere gialle per il testacoda della Jordan del fratello Ralf). E, se non bastsse, Heinz-Harald Frentzen incredibilmente staccò lo stesso tempo del suo compagno di squadra e di Schumacher. Il regolamento prevede che l’ordine di partenza sia stabilito premiando chi ottiene per primo il miglior tempo, perciò fu Villeneuve a scattare davanti a Schumacher e a Frentzen.

    9. Gran Premio di Francia 1999

    La griglia di partenza a Magny Cours, in quell’occasione, fu stabilita più dagli esperti meteo che dai piloti. Rubens Barrichello, Jean Alesi e Olivier Panis, i primi a staccare i propri tempi, si ritrovarono in testa sulla griglia (a bordo di tre vetture, Stewart, Sauber e Prost, che non erano mai state in pole position). Poi la pioggia peggiorò e i rivali furono costretti a restare ai box. Il risultato fu che i duellanti per il titolo, Mika Hakkinen ed Eddie Irvine, si ritrovarono addirittura al 14° e al 17° posto.

    8. Gran Premio di Francia 2003

    Il 2003 vide il debutto del primo tentativo di cambiamento del format delle qualifiche, con un giro secco per ciascun pilota. Per determinare l’ordine di discesa in pista al sabato, ciascun pilota doveva fare un giro al venerdì. Ma a Magny Cours le condizioni meteo imprevedibili favorirono il duo della Minardi, JosVerstappen e Justin Wilson, ritrovatisi in testa alla lista dei tempi per la prima e unica volta nella loro storia. Purtroppo era solo il venerdì: il giorno dopo la situazione tornò alla normalità e il team italiano in fondo alla griglia di partenza.

    7.Gran Premio di Gran Bretagna 2004

    L’anno successivo le prove per decidere l’ordine di discesa in pista furono spostate dal venerdì al sabato, ma questa soluzione non impedì a questo format impopolare di produrre situazioni farsesche. Per evitare la pioggia che sarebbe dovuta arrivare a fine qualifiche, infatti, la maggior parte dei piloti girarono lenti per cercare di scendere in pista per primi nella sessione decisiva. Alcuni provocarono deliberatamente dei testacoda per perdere tempo. Questo fatto costrinse la FIA a ripensare di nuovo le regole delle qualifiche

    6. Gran Premio d’Australia 2005

    Nel 2005 fece il suo debutto un’altra sfortunata soluzione: le qualifiche a somma dei tempi, in virtù delle quali le posizioni in griglia erano decise solo alla domenica mattina. Per la prima gara dell’anno, l’ordine di uscita era deciso dal risultato finale della precedente gara del campionato, avvenuta ben sei mesi prima in Brasile. Nel bel mezzo della sessione scese un acquazzone, con il risultato che i piloti giunti a metà classifica in Brasile si trovarono ad occupare le prime file in Australia: Giancarlo Fisichella, Jacques Villeneuve, David Coulthard, Jarno Trulli e Christian Klien.

    5. Gran Premio di Monaco 2006

    Nel 2006, la F1 introdusse il suo settimo diverso sistema di qualifica in quattro anni: finalmente quello meglio riuscito. Il format a eliminazione in tre parti è quello messo in atto ancora oggi. Ma la sua concezione prevede che il tempo a disposizione per giocarsi la pole sia solo di 20 minuti: forse troppo poco in una pista come Montecarlo dove partire davanti a tutti è decisivo per il risultato della gara. Così, mentre tutti i leader di campionato erano in pista per contendersi la piazzola migliore, Schumacher (in quel momento in testa ma nel corso di un giro più lento) allargò smisuratamente la traiettoria alla Rascasse, fermandosi in modo sospetto a bordo pista. I commissari esposero le bandiere gialle e il suo rivale Alonso non potè migliorare. Il sette volte campione del mondo fu riconosciuto colpevole di una manovra deliberata e arretrato a fondo griglia.

    4. Gran Premio di Francia 2006

    Un altro problema del suddetto format di qualifica era che all’inizio della Q3 costringeva tutti i piloti a girare senza motivo, solo per consumare carburante e avere la monoposto più leggera possibile (ci vollero due anni per liberarsi di questa assurdità). Tuttavia, a Magny Cours questo provocò un inatteso colpo di scena: Alonso e Schumacher, ancora in lotta per il titolo, si ritrovarono impegnati in uno scontro diretto a suon di sorpassi per mezza sessione. Ad emergere davanti a tutti fu lo spagnolo, ma i cronometri a fine qualifiche premiarono il tedesco con la pole position.

    3. Gran Premio d’Ungheria 2007

    Spy story a parte, il Mondiale 2007 fu dominato dalla lotta intestina alla McLaren tra Alonso e Hamilton. Nelle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria la lotta esplose. Prima della sessione, il team aveva deciso che l’inglese avrebbe ceduto pista libera al suo compagno di squadra, ma Lewis si rifiutò. Così, al rientro ai box, Alonso (che era davanti al suo compagno di squadra) si vendicò aspettando l’ultimo secondo utile per lasciare la sua piazzola di sosta, in modo che non ci fosse più tempo perché Hamilton staccasse un giro veloce. Anche in questo caso intervennero i commissari con cinque posizioni di penalità per Alonso e la privazione di tutti i punti della McLaren.

    2. Gran Premio del Giappone 2009

    Nel 2009 Suzuka tornò in calendario dopo due anni di assenza. E ospitò una vera qualifica a eliminazione. Nell’ordine: Mark Webber fu vittima di un incidente nelle libere e non potè parteciparvi, poi Sebastien Buemi andò in testacoda alla Degner, Jaime Alguersuari finì fuori alla stessa curva e andò contro il muro, Timo Glock si schiantò all’ultima curva infortunandosi alla gamba, Buemi colpì di nuovo il muretto all’uscita della Spoon, poi HeikkiKovalainen finì di nuovo contro le barriere alla solita Degner. E, dulcis in fundo, a fine prove ben sette piloti vennero penalizzati.

    1. Gran Premio di Malesia 2010

    Erano i piloti in lotta per il titolo, ma né Ferrari né McLaren a Sepang riuscirono a prevedere l’acquazzone negli ultimi minuti della Q1. Così non pensarono di far scendere in pista i propri piloti per far segnare un tempo e il risultato fu che tutti e quattro i loro portacolori si qualificarono a fondo griglia: Button 17°, Alonso 19°, Hamilton 20°, Massa 21°.

    MANUEL CASALI