Le Pagelle di Paolo Zermiani, GP d’Italia 2008

pagelle di paolo zermiani per il gran premio d'italia di formula 1 2008

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    Dopo le prima gare del 2007 dicemmo di Hamilton, applaudiamolo adesso, prima che vinca troppo e cominci a farsi un po’ antipatico. Niente contro di lui. Ma Prost, Senna, Schumacher, Alonso… insegnano: chi vince piace a molti ma viene altrettanto detestato da molti altri. Sul fatto che Vettel diventerà un vincente ci sono pochi dubbi. Sembra impossibile, però, che un giorno pure lui possa restarci indigesto. E nell’attesa che si compia il destino, gli applausi nelle pagelle di questo Gran Premio d’Italia 2008 sono tutti per lui.

    VETTEL. Il dubbio è solo se sia più bello quando parte con la sua Toro Rosso a forma di motoscafino e naviga sul bagnato dando secondi su secondi di distacco alla McLaren di Kovalainen ed all’allegra comitiva di colleghi perduta nella nebbia. Oppure quando taglia il traguardo e si mette a ringraziare i suoi tecnici in italiano. Voto stra10. La notizia che non tutti sanno è che questa Toro Rosso va forte per davvero. In qualifica fa la pole con assetto da asciutto. In gara controlla e comanda senza mai una sbavatura. E’ imperiale.

    KOVALAINEN. Prima della gara sI credeva che il valore della sua McLaren gli avrebbe consentito di sbarazzarsi in fretta di Vettel e andare a vincere indisturbato. Invece riesce solo a difendere la posizione. Là davanti, per sua stessa ammissione, c’è un ragazzino che fa un altro sport. Voto 6. Meno di così era difficile fare. Di più, auspicabile.

    KUBICA. Questo ragazzo rischia di diventare un caso. Ha una macchina inferiore, un talento non superiore, conosce pochissime giornate negative e quasi sempre capitalizza al massimo. Morale della favola: è ancora in corsa per il mondiale e più casino c’è e più le sue quotazioni salgono. Io tifo per lui! Voto 8+. E’ fortunato col pit stop perché il suo momento arriva proprio quando sono maturi i tempi per il cambio gomme. Lo stesso dicasi per Alonso ed Heidfeld che, però, finiscono negli specchietti.

    ALONSO. Non inganni la sua arrendevolezza. Chi si aspettava scintille nel duello con Hamilton deve fare due considerazioni. I mezzi a disposizione erano troppo diversi. Lo spagnolo ci prova comunque a rendere la vita difficile all’ex compagno-rivale. Prendere 5 punti tutti in una volta, però, è una possibilità talmente ghiotta che per nessun motivo al mondo può andare sprecata. Voto 6,5. Vedi Heidfeld.

    HEIDFELD. E’ il solito Nick, poco Quick ma molto Chic. Non si scompone più di tanto e porta la vettura un’altra volta al traguardo. Voto 6,5. Si lasci stare ormai il confronto con Kubica. Heidfeld è così: prendere o lasciare? La parola spetta alla BMW.

    MASSA. Chiariamo subito che la sufficienza ci sta tutta. Non mette sul piatto nessun numero da circo per cui il voto si limita ad un 6+. Con questo non si vuol giudicare negativamente una gara dove il brasiliano fa veramente tutto al meglio, viste le circostanze. Probabilmente rischiando qualcosa in più avrebbe dimostrato di avere il guizzo del campione. Ma aver pensato alla classifica, portando a casa 3 solidi punti, può comunque essere un ragionamento valido. Solo dopo Interlagos avremmo le idee più chiare al riguardo.

    HAMILTON. Non è mai domo. E’ folle, però, per come si butta ruota a ruota contro Webber. E’ un miracolo che non finisca con la sospensione sgangherata. Ma Lewis è così: prendere o lasciare. Gli infarti che fa venire ai suoi tifosi sono ripagati dalle soddisfazioni dei sorpassi con i quali infila gli avversari. Non è tutta farina del suo sacco ma poco importa: il mezzo lo aiuta, altrimenti come mai ci mette un bel po’ di giri prima di darsi una svegliata? Non è un mago che riscrive le leggi della fisica, è solo un fantastico interprete con l’intraprendenza e la scelleratezza giusta. Non mi pare poco. Voto 8. Se non arrivano più di due miseri punticini, non è per colpa sua. Ce la mette veramente tutta ma, ripeto, rischia troppo per la posizione che occupa.

    WEBBER. Non gli dice bene il rientro dopo il primo pit stop dove perde terreno da quelli davanti per via del traffico e vede sfumare il sogno del podio. Nell’episodio con Hamilton sembra non aver colpe. Per fortuna anche a Monza un po’ d’erba c’è rimasta (ai lati del rettilineo). Più di tanto non può spostarsi, quindi, quando Hamilton allarga a sinistra per rintuzzare l’attacco dell’australiano e impostare l’entrata alla prima variante. Voto 6+. Per le telecamere si limita ad alzare il braccio contro Hamilton. Il team radio, invece, viene censurato! Avesse dovuto accomodarsi sul prato, col caratterino che si ritrova, si sarebbe trasformato nell’incredibile Hulk. Peccato, buona la prossima.

    RAIKKONEN. Vince il Gran Premio della frustrazione. Tra chi si accontenta per aver guadagnato un punticino su Hamilton e chi fa altrettanto per aver limitato i danni su Massa, sbuca pure Kubica che si gasa per aver consolidato la sua terza posizione nel mondiale. Raikkonen, invece, è nero. Ancora 0 punti. La cosa ha il sapore della maledizione. La macchina era buona ma sul bagnato non andava. Massa lo conferma. Gli sarà mica ritornata addosso la sfiga storica? Voto, senza! Lasciamo stare, dai.