Le pagelle di Paolo Zermiani: GP di Turchia

Le pagelle di Paolo Zermiani: GP di Turchia

pagelle di paolo zermiani dopo il gran premio di formula 1 di turchia, voti positivi per massa e hamilton ma non così alti come potrebbe sembrare in un primo momento

da in Circuito Istanbul F1, GP Turchia F1, Pagelle F1, Piloti F1 2017
Ultimo aggiornamento:

    Pagelle dal Gran Premio di Turchia. Pagelle controcorrente da Istanbul tanto per farci del male e sfatare alcuni tabu. Come quello, ad esempio, che Massa è un pilota trasformato e che Raikkonen è un pilota addormentato. Come quello che Hamilton ha fatto una grande gara e che Kovalainen proprio non ne avrebbe di più…

    • Massa. Attenti alle troppe celebrazioni, il pilotino ha vinto e su questo siamo tutti d’accordo, ma lo ha fatto nel modo più facile. Hamilton aveva una sosta in più e Raikkonen si è beccato dieci secondi abbondanti di distacco stando dietro a Kubica. A differenza di quello visto in Bahrain, questo Massa qui è apparso tutt’altro che imbattibile. Voto 7 per la bella pole ma è da tirata d’orecchie il facile sorpasso subito da Hamilton e da rivalutare il modo in cui Raikkonen lo avrebbe beffato, in virtù di un maggior carico di benzina, se non fosse stato rallentato nel primo stint.
    • Hamilton. Anche per Hamilton vale lo stesso discorso fatto per Massa. Per qualcuno è addirittura lui il vincitore morale della corsa. Per carità, tanto di cappello alla sua gara d’attacco nella quale non sbaglia nulla. Ma quella scelta per certi versi folle di fare 3 soste è la conseguenza della sua incapacità di guidare senza stressare troppo la gomma. Per chiudere il quadretto non dimentichiamoci che in qualifica prende la paga da un Kovalainen più pesante e solo la fortuna di partire in terza posizione gli consente di massimizzare al massimo una strategia che, se solo fosse rimasto intruppato nel traffico o avesse beccato una safety car, lo avrebbe fatto sprofondare in zona Alonso-Webber. Voto 6,5 : solo per lo spettacolo e per non offendere i più sensibili.
    • Raikkonen. Alla luce di quello che si è visto a Barcellona, il finlandese poteva fare la pole anche con due giri in più di benza rispetto a Massa. Per incorniciare l’ennesimo weekend perfetto, in realtà, gli sarebbe bastato andare più veloce di Hamilton in qualifica. La quarta piazzola in griglia, con tutto ciò che prevedibilmente ne sarebbe conseguito, invece, lo condanna ancor prima dello spegnersi dei semafori. Considerando questo un errore imperdonabile per chi è l’unico reale candidato per la vittoria del titolo mondiale, non andiamo oltra al 6+ d’incoraggiamento ma non facciamo drammi: Kimi ha sprecato solo il primo match ball. Il giro più veloce in gara dimostra che il ragazzo non sta affatto dormendo.
    • Kubica. Parte bene sfruttando la parte pulita della pista e fa la sua onesta gara. Di più non ce n’era. Il voto 7,5 dipende in gran parte dalla qualifica dove fa la differenza e tiene a galla una BMW scorbutica.
    • Heidfeld. Vale lo stesso discorso fatto per Kubica. Buona partenza facilitata dal lato giusto della griglia. In gara non ha rivali perché o nettamente superiori o nettamente inferiori. Dopo 20 giri ha già la testa a Monaco. Voto 6 per la costanza
    • Alonso. Non pensa all’exploit ma alla classifica. Il risulato è una qualifica comunque bestiale e una gara concreta che porta nelle sue tasche punti d’oro. Webber è già finito dallo psicanalista perché non riesce a spiegarsi come sia stato possibile finirgli dietro. Voto 8.
    • Webber. Continua a dimostrarsi completo, maturo e veloce.

      Insomma, ogni gara spinge un po’ di più Coulthard verso la pensione. Voto 7,5 per l’one man team della Red Bull. In attesa che arrivi Vettel, si goda pure una stagione da fenomeno.

    • Rosberg. Rischia quando c’è da farlo e si calma quando c’è da portare la macchina al traguardo. Lotta per 58 giri e torna a casa con un punto insperato. Mitico. Voto 8+
    • Coulthard. Non si è capito se a fine gara è più contento di esserci arrivato con la macchina ancora intera o se è dispiaciuto per essere stato battuto da Rosberg ed aver perso un punto importante. Nel caos totale della sua mente, Coulthard mostra qualche segnale di risveglio. Voto 6,5
    • Trulli. La sua corsa è condizionata da una partenza sfavorevole. La sua Toyota fa drammi al via sempre ed il lato sporco della pista suona come una condanna ancor prima dello spegnersi dei semafori. Morale della favola: Jarno si sbatte a centro gruppo impossibilitato a superare macchine talvolta più lente. Voto 7, però, perché se non ci fosse lui, la Toyota sarebbe considerata al pari della Honda. E per i giapponesi questo è tutt’altro che irrilevante.
    • Kovalainen. Ecco il vero vincitore morale della gara. Fa meglio di Hamilton per tutto il weekend nonostante ad ogni passo ci sia qualcuno a guardarlo come un mezzo miracolato. Provano a deconcentrarlo in tutte le maniere ma lui fa una qualifica da urlo. Una partenza di tutt’altro livello dimostra che i disegni della sorte che fino a quel momento sembrava scritta come un copione, sono molto meno prevedibili di quanto a noi piacerebbe. Voto 8,5 per aver buttato dentro aria nuova. Lui lo sa e dichiara:”Avrei vinto io”.
    • Barrichello. Per la legge dei grandi numeri, se si corrono 257 Gran Premi e se ne vincono 9, è altamente improbabile che succeda qualcosa di buono proprio al 257°. Per la legge della fisica, invece, è assolutamente impossibile che succeda qualcosa di decente se si guida una Honda. Rubinho si è consolato con la torta. Quella sì che era buona. Senza Voto.
    • Piquet. Da comico a ridicolo a drammatico. Viene scritta un’altra brutta pagina nella storia di Nelsinho. La Renault fa progressi, Alonso batte e si sbatte per aprire uno spiraglio di sereno nel cielo di Turchia mentre il giovane brasiliano resta sempre lì. Fermo. Voto 4.

    1213

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Circuito Istanbul F1GP Turchia F1Pagelle F1Piloti F1 2017