Le Pagelle di Paolo Zermiani: Gran Premio del Bahrain F1 2009

Pagelle di Paolo Zermiani dopo il Gran Premio del Bahrain di Formula 1 2009

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    Pagelle dal Gran Premio del Bahrain a senso (quasi) unico per colpa di un grandissimo Jarno Trulli! Sono fazioso, tifoso e squilibrato nei giudizi? Certamente. Di fronte ad un pilota italiano che si candida a terzo incomodo nella lotta al titolo, tutto è concesso. Neanche quando Fisichella guidava la super-Renault, infatti, si era avuta la sensazione che qualcosa di così buono potesse accadere. Peccato solo per la Toyota

    BUTTON. Dice l’inglese essere stata questa la miglior vittoria della stagione. Come negarlo? Dalla sua ha ancora la miglior macchina e la necessaria capacità di tenersi fuori dai guai alla prima curva. Da sbagliare c’era poco come dimostra il numero di auto arrivate al traguardo. Per cui, bene così: Voto 7.

    VETTEL. Sul conto del tedesco si possono mettere due considerazioni sul piatto della bilancia. Male: era attesa una sua vittoria che non è arrivata causa Red Bull ancora acerba. Bene: gli va male e finisce secondo. In prospettiva, non solo questo risultato è eccellente, ma viene da pensare a chi potrà impensierirlo. Già ad oggi, infatti, senza la stupidaggine dell’Australia e la conseguente penalizzazione subita in Malesia, sarebbe col fiato sul collo di Button. Si Trulli chi può (vedi sotto). Voto 7-. Peccato per la partenza. Complimenti per la capacità di non mettersi nei guai.

    TRULLI. Voto 9. Dicevamo: chi può essere l’anti-Vettel? Il pescarese, why not? Si prende una pole con un colpo di magia che ridicolizza quel Glock che poi tanto male non deve essere visto che prende la stessa paga che in passato è toccata ad un certo Alonso… Sul giro secco impressiona il distacco sui rivali, ingiustificato dalla benzina imbarcata. Ma, si sa, questa è la sua specialità. La vera impresa la compie in gara dove combatte col coltello tra i denti contro Vettel e Button ma, soprattutto, contro la sua Toyota. Ci crede e non vuole mollare ma alla fine si deve accontentare della terza piazza. Una volta il podio era per lui un miraggio. Ora ci sale inc..zato nero: buon segno! Ma ci vuole continuità.

    HAMILTON. Parte a tutto Kers e prova a fare l’impertinente. Ci riesce e dà spettacolo. Proprio quello che serve ad un campione del mondo con una macchina di caratura inferiore alle attese. La pista gli si addice e lui tira fuori il meglio. Voto 7+

    BARRICHELLO. Partiamo dalla fine. Le sue ultime parole in Bahrain, dopo aver offeso Nelson Piquet (deve essere stato un regolamento di conti alla “brasiliana”, roba per noi tanto oscura quanto incomprensibile) sono state:”Presto arriverà il mio momento”. Glielo auguriamo. Ce lo auguriamo. Perché di nomi nuovi ce n’è sempre bisogno. Voto 5. In attesa che il mondo lo capisca.

    RAIKKONEN. Kimi Kimi Kimi… Voto 7,5. Miracoli non ne abbiamo visti. Raikkonen fa il suo. Arriva al traguardo. Spinge quando serve. Lotta se lo chiamano in causa. Perfetto. Esageriamo col punteggio in pagella giusto per tenere a memoria che grazie al finlandese si è rotto il digiuno di punti della Ferrari. Dalla prossima, però, si torna seri: per la stessa performance, Alonso non sarebbe andato oltre al 6+.

    GLOCK. Bene, bravo, concreto. Concreto quando, accorgendosi che le gomme dure sono peggio dell’invasione delle cavalette, decide di non strafare e si accontenta. Stessa solfa quando nel finale di gara si intuba negli scarichi di Raikkonen ma non si fa mai minaccioso. Concreto, dicevo: come un bel 6. Il ragazzo non si applica.

    ALONSO. Lo spagnolo tira dentro un tema sul quale vale la pena discutere. Aver livellato le prestazioni della macchine ed aver reso i sorpassi più facili ma non proprio del tutto, comporta che, se prendi il treno buono, finisce in zona punti, se lo perdi, fai ottavo se ti va bene. Dalla Renault ci si aspettava di più. Vedremo in Spagna. Voto 6-.

    PIQUET. No, non ci siamo. Arriva decimo e sembra che ora sia degno di essere chiamato pilota di Formula 1? Voto 5. I progressi ci sono, per carità. Da ormai un anno a questa parte. Quindi, se tutto va bene, verso il 2039, suo figlio sarà campione del mondo.

    MASSA. E’ una mia convinzione che la sfortuna non esista in Formula 1. Felipe Massa mi smentisce. Trovarsi lì alla partenza era probabilmente inevitabile. Finire con l’ala rotta, idem. Da quel momento in poi la sua corsa si trasforma in una sessione di test che, a conti fatti, sarebbe potuta persino rilevarsi più utile di quei 2-3 punti che avrebbe racimolato. Peccato che pure la telemetria lo abbandona. E il Kers fa le bizze. Se non è sfiga questa! Voto: …hem… di stima.

    VOTO ZERO. Voto zero agli alettoni anteriori che con i loro ingombri esagerati,oltre ad essere anti-estetici a livelli supremi, cominciano a rovinare un po’ troppe gare. Voto zero a BMW Sauber, Heidfeld, Kubica, Mario Theissen, Willy Rampf. Ce li mettiamo tutti: ci eravamo illusi che il pilota potesse fare la differenza. Speravamo, quindi, di vedere Kubica fare il Trulli della situazione. Purtroppo anche il polacco non ingrana se la macchina non lo assiste ed i bavaresi vanno sempre più giù. Tra Kers, doppio fondo ed altre diavolerie, sembra abbiano perso la bussola. Ecco un caso emblematico di come la sfortuna si imbatta sempre su chi più la merita! Voto zero anche alla Williams che promette nelle libere ma non mantiene mai in gara. Voto zero, infine, alla McLaren che fa di tutto per affondare Kovalainen: il ragazzo sembra, a volte, tenere il passo di Hamilton e loro che fanno? Gli fanno iniziare il GP con gomme dure. Quanto basta per mandarlo a fine gruppo dopo pochi giri. Non pensate male, però, mi raccomando!