Le Pagelle di Paolo Zermiani: Gran Premio del Brasile F1 2009

Pagelle del Gran Premio del Brasile di Formula 1 edizione 2009

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    Sarò fuori di testa ma do a Kamui Kobayashi il voto più alto dell’intero GP del Brasile. Giudizi positivi anche per Lewis Hamilton e Jenson Button con quest’ultimo che regala sprazzi di grinta e spettacolo nel giorno in cui ci si sarebbe aspettati la massima cautela. Bene così.

    WEBBER. Piedone l’australiano regala al suo continente una domenica bestiale dal punto di vista motoristico. La sua Red Bull è sicuramente la più veloce in pista e Webber capitalizza al meglio la superiorità sbarazzandosi con facilità di Barrichello alla prima sosta e controllando gli inseguitori. Innocui. Voto 7. Da moviolare all’infinito il contatto con Raikkonen al primo giro.

    KUBICA. Riecco il polacco in versione superman. Quello capace di tirare fuori il massimo dalla propria macchina indipendentemente dai limiti tecnici e di far girare la fortuna a proprio favore. Voto 8+

    HAMILTON. Grande prova del campione del mondo che per la prima volta davanti al pubblico di Interlagos corre senza pressione e dimostra il proprio vero valore con una rimonta figlia della concentrazione totale e della perfetta strategia. Voto 8,5

    VETTEL. Vorrei ma non posso all’ennesima potenza. Il tedesco non può dirsi deluso perché semplicemente non è mai stato in gara. Webber ha però dimostrato che il potenziale c’era. Voto 5

    BUTTON. E’ qui la festa? Voto 9. Non tanto perché è diventato campione del mondo ma perché ha disputato una gara, pur con qualche alto e basso (vedi le pessime qualifiche), di grande concretezza e spettacolo. Poteva accontentarsi di raccogliere quello che capitava ma nel giorno della propria consacrazione decide di dimostrare qualcosa in più. Il ragazzo è cuore oltre che testa. Congratulations!

    RAIKKONEN. E’ già da qualche tempo che disputa delle gare a tutto gas. Quando può correre senza fare troppi calcoli, il finlandese tira fuori l’anima da combattente e regala sprazzi di spettacolo assoluto. E rimpianti. Voto 7,5. Si potrebbe accusarlo di essere stato troppo impulsivo al via. Ma era quello che ci voleva. La sua giusta dimensione adesso è da “o la va o la spacca”. Freddissimo in occasione dell’abbrustolita al box firmata Kovalainen-McLaren.

    BARRICHELLO. In Brasile cala il sipario definitivamente sulla sua avventura. Proprio in Brasile raccoglie l’ennesima delusione vedendo svanire le possibilità di lottare per il titolo e rinunciando ad una importantissima vittoria davanti al pubblico di casa. Non ce la fa come prestazione. Non ce la fa come sfortuna. Cosa dire di più? Che c’abbia fatto il callo ad essere uno sconfitto lo dimostra il modo in cui ha voglia di esultare a fine gara per la vittoria di un altro. Non la sua. L’impressione è che il ragazzo sia nato con il DNA da seconda guida e che neanche il ciclone F1 2009 con tutte le sue stranezze sia riuscito ad invertire la rotta. Voto 7+ all’intenzione.

    KOBAYASHI. Sogno o son desto? Perché abbiamo sprecato fiato a difendere gente come Alguersuari, Grosjean, Badoer, Liuzzi, Fisichella quando poi un Kobayashi qualunque si prende il lusso di tenere dietro il campione del mondo per un numero sterminato di tornate pur avendo una macchina nettamente inferiore e un po’ di benzina in più nel serbatoio? Voto 9++. Grinta e determinazione. Troppo veloce per essere vero.

    FISICHELLA. Voto 4. Ad Interlagos va in scena la sua ennesima umiliazione. A fine gara è veramente triste. Affranto. Senza parole. Noi pure.

    NAKAJIMA. Non mettere Nakajma tra i piazzati se sai che c’è in corso una gara dall’esito incerto. Bim Bum Bam e anche stavolta finisce sbatacchiato da qualche parte. Interessante come. Mentre con Kobayashi se le danno di santa ragione. Mai più senza. Voto 4+

    ROSBERG. Sale sul podio virtuale. Quello dei rimpianti. Assieme a Barrichello ovviamente. Voto 8 per il potenziale e per come era stato sul pezzo fino all’intervento delle cosiddette cause di forza maggiore.