Le Pagelle di Paolo Zermiani, Gran Premio del Canada 2008

pagelle dal gran premi del canada di formula 1 edizione 2008 che si è disputato sul circuito di montreal

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    Le Pagelle di Paolo Zermiani, Gran Premio del Canada 2008

    Inutile nasconderlo. Sono sofferte le pagelle di questo Gran Premio del Canada. Sofferte perché due straordinari protagonisti come Raikkonen ed Hamilton mancano all’appello e il voto peggiore del weekend spetta proprio al più grande e straordinario interprete di questa pista ai limiti della praticabilità. Quanto a Kubica: immenso sì, ma da marzo ad oggi. Ieri è stato semplicemente normale.

    Robert Kubica. La mia personalissima opinione è che la vittoria in Canada sia stata una delle gare più facili da qui all’inizio della stagione. Il voto 9 quindi è drammaticamente alto ma è giustificabile se inteso come premio simbolico per l’intera stagione fin qui disputata e per l’atterraggio in vetta alla classifica mondiale. Vince per merito comunque. Il gradino più alto nel podio era ormai nell’aria e nessuno pensa che questa affermazione sia una meteora. Se lui parla italiano, oggi noi andiamo di polacco:POWODZENIA ROBERT, nadal w ten sposób i dołącz nieznajomego czerwony samochód!

    Nick Heidfeld. Secondo per assenza di avversari. Se è facile per Kubica, lo è ancora di più per Heidfeld. Il primo posto è un miraggio dato il carico di benza che si porta in giro. Il secondo è pressoché inattaccabile dopo i forfait dei suoi peggiori clienti. Nick ha il grandissimo merito di tenere alta la concentrazione e di non voler strafare nonostante un tizio arrivato da relativamente poco stia volando verso la storia con la sua stessa macchina. Voto 7.

    David Coulthard. Fortunato più che bravo. E’ al posto giusto al momento giusto. Non va però sottovalutata la scaltrezza dello zio che, a questo punto, può davvero andarsene in pensione sereno. Voto 7+

    Timo Glock. Finalmente riesce a fare meglio di Jarno Trulli. D’accordo che l’osso è duro, ma una volta ci doveva stare. Nel primo stint è l’ultimo a fermarsi e nel finale fatica come e più di tutti a tenere la macchina in pista. La sua è una corsa d’altri tempi. Voto 8

    Felipe Massa. Chi l’avrebbe detto. Non solo il pilotino continua a macinare chilometri di costanza, ma ora si mette a dare pure spettacolo. Non ha colpe nel rifornimento sbagliato che lo costringe ad una gara in rimonta costellata di sorpassi da urlo. Da raccontare ai nipoti il modo in cui supera in un sol colpo Barrichello e Kovalainen. Voto 9+. Ebbene sì: è tutto vero.

    Jarno Trulli. Sbaglia l’assetto in qualifica e ne paga le conseguenze. Anche in gara deve remare molto per tenere a portata di mano la rotta. L’unica cosa da salvare da questa trasferta sono i punti, vale a dire l’unica cosa che conta. Voto 6,5

    Rubens Barrichello. La seconda giovinezza di Rubinho è cominciata da quand ha superato il record di Patrese. Benissimo a Montecarlo. Molto bene in Canada dove è pure infastidito da un forte raffreddore. Lui si beve il catrame sfatto come fosse sciroppo per la tosse e porta la Honda per la seconda volta consecutiva a punti. Vai così. Voto 7,5

    Sebastian Vettel. Sfascia la sua STR3 e le prova tutte pur di farsi perdonare dai meccanici. Alla fine capisce che l’unico vero modo per farsi volere bene è andare a punti e ci riesce tenendosi dietro un bel po’ di gente arrabbiata. Voto 7

    Heikki Kovalainen. Era la sua grande occasione. Nessuna sfiga. Fuori Hamilton e Raikkonen con Massa handicappato. Lui, però, accusa problemi alle gomme e si nasconde per tutta la gara. Spreca un’occasione irripetibile e mostra per la prima volta di essere nettamente inferiore ad Hamilton. La prossima volta meno lodi, please. Voto 5

    Nico Rosberg. Sarebbe da valutare se quello che ha fatto lui è grave tanto quanto quello che ha fatto Hamilton oppure no. La mia impressione è che ce ne passi. Per rendersene conto, basti vedere la differenza di danni tra le due vetture. Ad ogni modo, poteva evitarselo. Più che le dieci posizioni in griglia, la punizione più pesante per Rosberg è quella di non aver concluso bene una gara che lo avrebbe visto probabilmente sul podio. Voto 6-

    Lewis Hamilton. Interpreta la pista come nessun’altro. Prima del botto sembra stia iniziando ad accusare un po’ di stanchezza sulla macchina ma è comunque morto da eroe superlativo e per questo va celebrato. Il voto 4 è persino superfluo ma tutt’altro che eccessivamente basso perché certe cose, a certi livelli, non conoscono perdono. E se a fine stagione gli mancassero 2 o 3 punti, si ricordi dove ne ha buttati via dagli 8 ai 10…

    Kimi Raikkonen. Meriterebbe una lode solo per come si è comportato con Hamilton. Il dubbio è se Kimi sia davvero un gran signore o se abbia dei problemi psichici. D’accordo che guidare una F1 è roba da uomini straordinari, ma un atteggiamento del genere è inumano. Ci mancava solo che si mettesse a chiedergli scusa per essersi trovato lì. Abbiamo scherzato: complimenti vivissimi all’uomo ed al suo psicanalista. Il pilota, invece, lo giudichiamo tra due settimana. Voto senza

    Fernando Alonso. Il suo grave rimpianto non sta nel ritiro che rientra nella sfera dell’imponderabile, ma nell’aver scelto la strategie sbagliata. Finire anzitempo la corsa ha paradossalmente avuto il sapore dello scacciapensieri. Avesse tirato fino alla fine, per colpa dell’ulteriore sosta, sarebbe stato comunque lontano dall’impresa e senza alcun modo per consolarsi dello sbaglio tattico suo e della squadra. Voto 7,5 per come ha portato la Renault impensabilmente avanti.