Le Pagelle di Paolo Zermiani: Gran Premio della Cina F1 2009

Pagella del Gran Premio della Cina di Formula 1 2009

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    Gran Premio della Cina di Formula 1 2009, cerchi la salsa di soia e trovi un fantastico Sebastian Vettel che dà un senso, un gusto, una dimensione, una cifra letteralmente strepitosa ad una corsa che, altrimenti, sarebbe stata l’ennesima lotteria fra disperati.

    VETTEL. In questo weekend fantastico, memorabile per tutti gli amanti dello sport, Sebastian Vettel regala un’impresa che dovremo inserire quanto prima negli annali della Formula 1. In qualifica si prende il lusso di uscire, fare il miglior tempo con un solo tentativo e rientrare fumandosi una sigaretta. In gara prova col sigaro ma la pioggia glielo spegne. Allora decide di divertirsi con la sorella di Kate nella sua specialità: guida sicura su manto impossibile mentre, uno ad uno, gli inseguitori lo perdono di vista. 10. Sfido chiunque a fare meglio di lui quest’anno. Impresoico!

    WEBBER. Questo non molla. Non è ancora al top della forma ma ce la mette tutta per non sfigurare. Non è un tipo abituato ai podi, per cui il secondo posto stavolta non ha un sapore amaro. Vediamo, però, cosa succederà in futuro quando dovrà mettere in discussione reputazione, ambizioni e carriera per colpa di un compagno di squadra che si muove da campione consumato. Voto 8

    BUTTON. Effettivamente Jenson Button ha una dote che avevamo sottovalutato. Sa resistere, calcolare, tenere botta. La coerenza è una grande arma se si lotta per il mondiale in una stagione ancora incerta. Lui è uscito indenne da due nubifragi e si è messo costantemente dietro uno specialista come Barrichello. Ebbene sì: il suo 2009 potrebbe essere come il 2008 di Kubica se avesse avuto tra le mani una Ferrari. Voto 8. Come Webber. Fantastico il loro duello.

    BARRICHELLO. Effettivamente Rubens Barrichello non ha una dote che avevamo dato per scontato: vedi Button e capovolgi il concetto. E pensare che, sotto sotto, qualcuno c’aveva persino creduto quando lui sosteneva che, se non fosse stato per Shumacher, ai tempi della Ferrari Barrichello sarebbe stato campione del mondo. Voto 6,5. Sufficienza piena, ci mancherebbe altro. Non fa errori e porta la macchina in fondo con soli 3 freni su quattro. Ma Se Vettel è stata la salsa di soia del GP di Cina, Rubinho è come quell’involtino primavera che resta lì, freddo sul vassoio, e nessuno lo vuole più mangiare.

    KOVALAINEN-HAMILTON. Chi la dura la vince. Almeno una volta. Kovalainen arriva davanti al caposquadra dopo essere stato ridicolizzato in pista. A conti fatti, però, viene da chiedersi se il finlandese non sia stato semplicemente più saggio a risparmiare la vettura ed a risparmiarsi brutte figure. Voto 6,5 a lui. 5 secco ad Hamilton che stressa troppo gli pneumatici nel tentativo di far vedere chi è. O chi era. Ansia da prestazione?

    GLOCK. Parte arretrato, va in testacoda con Nick Heidfeld, si ferma a cambiare il muso, naviga a vista nel pulviscolo d’acqua lasciato dagli altri. Copione già visto. E’ bravo a non mollare mai ed a spingere quando possibile. Alla fine arrivano pure 2 punti preziosi. Voto 7-. Con quella macchina ed un po’ di saggezza poteva certamente fare meglio

    BUEMI. Chiariamo subito che è stato proprio lui, Sebastian Buemi, a tamponare Vettel. L’incidente non ha scalfito la marcia trionfale del pilota Red Bull semplicemente perché essere dotati di talento ed essere dei predestinati comporta anche cavarsela sempre e comunque. Quanto allo svizzero, basti dire che vince la sua gara. Come fosse primo. Voto 7,5

    ALONSO. Ultimamente lo spagnolo ci ha fatto vedere che quando le cose non girano alla perfezione, stacca la spina. In Cina sembra accaduto proprio questo. C’avesse creduto un po’ di più poteva comunque portare a casa qualcosa. Voto 5,5

    HEIDFELD. Ha sempre fatto della regolarità la sua forza. Stavolta sbaglia troppo compreso quando si becca i detriti di Sutil e rovina la BMW. Voto 5

    RAIKKONEN. Non è bello sparare sulla croce rossa. Neanche su quella celeste posta sulla rossa di Maranello. Senza dare voti, diciamo solo che la sufficienza è lontana ed aspettiamo una gara normale per capirci di più

    KUBICA. Voto 4. Lo abbiamo esaltato nel 2008. Stavolta possiamo andarci pesanti con il polacco che, in fatto di spalle larghe, non ha problemi. Sin dalle qualifiche risulta assente. In gara, al di là del tamponamento a Trulli, ricorda un Fisichella qualunque.

    PIQUET. Cito il brasiliano solo per dire che: 1 il tempo dell’apprendistato è finito. 2 fare peggio è impossibile. Perché, quindi, tenerlo ancora in Renault? Hanno tanti giovani talenti quali Di Grassi o Grosjean. Meriterebbero una chance. E’ un cambio senza rischi.

    MASSA. Innanzitutto, smettiamola col dire che non sa andare sul bagnato. La sfortunata Silverstone è ormai sepolta. Le sue imperfezioni di guida pesano sulle mancate qualifiche in Q3 ma da uno come lui ci se lo può aspettare. E lo si può perdonare nel momento in cui riesce a raddrizzare le corse in gara. Voto 7, d’incoraggiamento.