Le Pagelle di Paolo Zermiani: Gran Premio di Germania F1 2009

Pagelle di Formula 1 da parte di Paolo Zermiani dopo il Gran Premio di Germania sul circuito del Nurburgring

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    Pagelle del Gran Premio di Germania nel segno di Mark Webber. Il pilota australiano fa tutto bene. Si vede che era la sua giornata. Non lo fosse stata, la conseguenza di quel raptus di violenza al via nei confronti di Rubens Barrichello gli sarebbe costata molto. Molto più cara.

    MARK WEBBER. Voglio restare sull’episodio della sportellata a Rubens Barrichello. Lì c’è rappresentata tutta la grinta e la rabbia di un pilota che ha nel DNA ben più fame di vittoria di quella che si è pensato sino ad ora. Apparentemente il suo potrebbe sembrare il gesto di uno che è andato nel pallone poiché non abituato a lottare per primeggiare. La mia impressione è del tutto contraria. Quello che ha fatto Mark Webber è la dimostrazione di quanto sia gasato e pronto a tutto pur di vincere. La gara. E forse il campionato. Campionato che, a ben vedere, se lo merita più del pasticcione Vettel e più di Mr. Little Help. Voto 9. Senza remore.

    SEBASTIAN VETTEL. No, non ci siamo. Questo personaggio dalle possibilità sterminate e che di talento ne ha da vendere in quantità industriali, non è ancora a livello “campione tipo Schumacher”. Per fortuna, verrebbe da dire per il bene di tutti, sta ancora nella fase di maturazione “Hamilton up & down”. Un vero cannibale avrebbe lasciato anche stavolta le briciole al suo compagno di squadra. Sebastian, invece, lo invita a nozze e gli paga pure il conto. Voto 6,5. Con questa Red Bull un secondo posto è il minimo che si può fare.

    FELIPE MASSA. Da quando ha capito che non deve lottare per il mondiale, Felipe si è messo in testa la strana idea di essere costante a livelli mostruosi. Son due volte su due che tira fuori il 110% dai propri nervi e dalla Ferrari F60. Voto 7,5. Bello bello come si difende da Vettel nelle prime fasi di gara.

    NICO ROSBERG. Strepitoso. Era 15° nel giro di formazione. Finisce quarto davanti a due bianconi che fino ad un mese fa erano di un altro pianeta. Qui non è solo questione di strategia giusta. Voto 8

    JENSON BUTTON. Ci risiamo. Prende paga da Rubens Barrichello. Purtroppo un pretendente al titolo mondiale non può regalare punti alla concorrenza perché non è capace a mandare in temperatura le gomme. A ripensarci ora: ma come ha fatto ‘sto qua a vincere tutte quelle gare ad inizio stagione? Voto 4

    RUBENS BARRICHELLO. Chiariamo subito che non ne aveva abbastanza per vincere. Il podio, però, sarebbe stata una piccola impresa, sufficiente ad illuminargli il volto ed a mettere un po’ di pepe in più nella seconda parte di stagione. Negli annali, però, resterà scritto che è finito dietro una volta di più. Per evitare altre indignazioni urge che, come ai tempi della Ferrari, Ross Brawn chiarisca al mondo che Rubinho è destinato a fare il secondo. Con o senza merito. Altrimenti si rischia il travaso di bile. Voto 7.

    FERNANDO ALONSO. Ad un certo punto si accorge che la sua Renault è tornata una macchina di Formula 1. Pinta che ripinta mette il nome nell’albo dei giri veloci e fa paura alla truppa Brawn GP. Voto 7+

    HEIKKI KOVALAINEN. Tra un punto e zero ci passa una vita dentro se siamo in Formula 1. E mentre Hamilton saluta la festa senza passare dal via, Heikki Kovalainen fa il massimo per rompere un digiuno storico. Voto 7

    KIMI RAIKKONEN. Che cosa voler di più da lui? Che almeno vada più forte di Massa. E, invece, no. Voto 5,5

    SEBASTIEN BOURDAIS. Lascia la Formula 1 con l’amaro. Lo Schumacher della Champ Car ha fallito senza mezze misure ed ha concluso la sua esperienza in modo invisibile come, del resto, tutto il suo anno e mezzo in Toro Rosso. Voto 5. Al suo posto arriva un giovane 19enne che vorrebbe essere un altro fenomeno. Alla capacità di veder lungo degli uomini Red Bull si alternano invenzioni fantastiche, vedi Vettel, e tentativi meno esaltanti, vedi Klien o Speed. Alguersuari ci dimostrerà presto di che pasta è fatto.