Le Pagelle di Paolo Zermiani, Gran Premio di Gran Bretagna 2008

pagelle di paolo zermiani dal gran premio di gran bretagna di f1 2008

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    Un Hamilton superlativo lascia di stucco concorrenza, concorrenti, accorrenti e detrattori portando al traguardo di Silverstone la sua McLaren senza quasi accorgersi di ciò che gli sta capitando alle spalle. E’ lui l’eroe del GP di Gran Bretagna 2008.

    HAMILTON. Divide gli errori tra venerdì e sabato pulendo la sua testa da ogni sbavatura proprio quando è più importante. L’amletico dubbio è se sia stato più sublime nel non sbagliare mai nulla o nel girare in tempi strepitosi praticamente per tutta la gara senza mai staccare la spina. Voto 10.

    HEIDFELD. La sua dote migliore è la sparizione. Mette in pratica la disciplina anche stavolta, ricomparendo in tempo per salire sul secondo gradino del podio. Se il trucco riesce, la magia è da applausi. Voto 7,5

    BARRICHELLO. Sul bagnato non si tiene. Ross Brawn avrà fatto una strategia perfetta ma la differenza tra un interprazione da Oscar ed una da miniDV sta tutta nel paragone tra Rubinho e Button. Il primo sospinge la Honda verso vette da tempo inesplorate mentre il secondo sospinto dal pubblico, pensa che la cosa migliore sia iniziare a firmare autografi prima che finisca la corsa. Prima che Hamilton lo offuschi completamente. Voto 9+. A Barrichello, s’intende.

    RAIKKONEN. Voto 9. Mettiamo subito le cose in chiaro. Il finlandese andava-e- come-se-andava! Basti dire che con la pista che tendeva a migliorare lui aveva raggiunto il tubo di scarico di Hamilton con facilità impressionante per le previsioni della vigilia. Poi il patatrac di cui non ha colpe lo ha fatto sprofondare ma lui, nonostante qualche balletto come tutti gli altri, ha raggiunto un quarto posto da redenzione completa.

    KOVALAINEN. E’ lui una delle delusioni di giornata. La pole position, vista col senno di poi, era stata un regalo di Hamilton che prontamente se l’è ripreso senza neanche farsi pregare. Che il finlandese credesse nel colpo gobbo, però, si è capito da come ha rispedito indietro il compagno alla prima curva. Se ti permetti una manovra del genere, devi coerentemente vendere cara la pelle fino all’ultimo. Lui, invece, si arrende dopo 5 giri e poi, tra campi e prati, si comporta come uno qualunque. Voto 5-

    ALONSO. Così come Raikkonen, al primo pit stop tiene i vecchi pneumatici e guarda con superiorità quel mangiagomme di Hamilton pensando di aver fatto la furbata che gli consentirà di restare attaccato al treno della gloria. Anche lui fa i conti senza l’oste ma tiene duro fino alla fine e porta a casa quel qualcosa che è meglio di niente. L’abbiamo visto meglio, ma anche peggio: quest’anno. Voto 6,5

    TRULLI. Eroico in partenza dove si catapulta diretto in zona punti e fenomenale in gara per come resta attacco sempre al treno buono. Nel finale deve fermarsi ma trova comunque il tempo di raddoppiare il suo bottino superando Nakajima. Voto 7,5

    NAKAJIMA. Poco appariscente e per niente scalmanato come piaceva a noi. Per la gioia di Frank Williams port a casa dei punti che fanno morale e dà una lezioncina ad un Rosberg da rivedere. Voto 7

    WEBBER. Nessuno lo aveva preso in conisderazione nonostante la prima file e lui, per non smentire i pronostici, decide di togliere il disturbo prima di qualunque previsione. Fa comunque una mossa decisiva aprendo la strada ad Hamilton e mettendogli davanti il tappeto rosso sul quale poi costruirà una vittoria che sarebbe comunque arrivata. Voto 4,5

    MASSA. All’inizio mi è tornata in mente quella volta che al box Ferrari montarono le gomme da bagnato al contrario sulla macchina di Eddie Irvine. Il risultato fu che l’irlandese non riusciva a tenere la macchina in pista. Avete presente Massa a Silverstone? Ecco, quasi in quel modo ma un po’ meno peggio… Voto 3. Evitiamo di infierire solo perché resta ancora il sospetto che la colpa fosse della macchina. Impossibile ogni altra ipotesi.

    KUBICA. Uno come lui non può permettersi di gettare al vento occasioni come questa. Anche se non ne aveva per vincere o per arrivare secondo, doveva comunque vedere la bandiera a scacchi e mettere altri punti da parte. A quest’ora sarebbe stato di nuovo primo in graduatoria e, invece, si ritrova ufficialmente il primo degli sfigati. Voto 4. Non tutte le ciambelle riescono col cubo.

    Foto | motorsport