Le pagelle di Paolo Zermiani: Gran Premio di Singapore 2008

pagelle di paolo zermiani dopo il gran premio di singapore di formula 1

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    Fernando Alonso superstar! Sono giustamente tutti suoi i riflettori del GP di Singapore edizione 2008. Il pilota spagnolo non ha il merito di approfittare della situazione. Troppo facile. Ha il merito di andare forte per tutto il weekend e di riuscire persino ad indovinare la strategia giusta dopo una qualifica beffarda. Pagelle positive anche per Rosberg, Hamilton e Massa.

    ALONSO. Se l’idea di partire con poca benzina era quella dichiarata, cioè di rimontare in fretta, allora possiamo apertamente parlare di colpo di fortuna. Briatore, però, sa vederci lungo in questo genere di situazioni e non ci sarebbe da stupirsi se avesse previsto esattamente quello che sarebbe accaduto. Alonso fa pochi giri e poi mette dentro più benzina possibile. Dopodiché non gli resta che attendere che uno ad uno quelli davanti a lui si facciano da parte. Con pista libera, infine, può spingere e prendere vantaggio su inseguitori più o meno illustri. Voto 9+. Alla fine la ciambella gli viene col buco pure quest’anno.

    ROSBERG. Anche lui riesce a fare di necessità virtù. Avesse aspettato la pit lane aperta, avrebbe fatto il pit stop assieme agli altri e sarebbe finito in zona Nakajima. Anticipa per necessità (o per scaltrezza del box?) e quando rientra, grazie a Fisichella che fa un tappo sigillato al silicone sul resto del gruppo, prende un margine importantissimo su tutti. Hamilton compreso. E’ più forte della sfiga: voto 10.

    HAMILTON. Rischia pochissimo ed è questo che fa la differenza. Riesce a sbarazzarsi di Coulthard solo dopo averlo cotto a fuoco lento e poi si prende i 6 punti del terzo posto mettendosi rapidamente l’animo in pace. Questa inedita versione del pilota inglese dà frutti buonissimi. E con 7 punti di vantaggio fa paura sul serio. Voto 7,5

    GLOCK. Il tedescotto si trasforma sempre più nel Trulli della situazione. Si era imposto di arrvare almeno a 20 punti in stagione e, dopo un avvio traballante, raggiunge l’obiettivo con 3 gare d’anticipo. Champagne. Voto 7+

    VETTEL. La safety car prima lo ingabbia e poi lo premia. Perde una posizione su Glock per un errore ma comunque resta sempre lì in zona punti. Nelle ultime 4 gare solo Hamilton e Alonso hanno fatto meglio di lui. E solo di un paio di punti. Voto 6,5

    HEIDFELD. Resta invischiato nel traffico della safety car. Sulla sua brutta prestazione pesa la pessima qualifica. Ad ogni modo il tedesco non si ferma mai. Neanche stavolta. Da questo punt di vista è meglio di Schumacher tant’è che batte il suo record di arrivi in fondo alle gare nonostante i tanti imprevisti di queste ultime due annate. Voto 6

    COULTHARD. E’ un po’ più sveglio di Massa nel capire che qualcosa non sta andando per il verso giusto durante il pit stop. Anche lui manda un meccanico al centro medico ma, perlomeno, non se ne parte col serpentone ancora infilato nel bocchettone! Lo scozzese dimostra che con o senza semaforo certe cose possono capitare! E’ il suo secondo arrivo a punti in tutta la stagione. Probabilmente l’ultimo della carriera. Siamo magnanimi: voto 7 perché tiene dietro Hamilton e gli fa pure prendere un mezzo spavento durante il sorpasso.

    NAKAJIMA. Dà un po’ di spettacolo cercando di non strafare. Alla fine Raikkonen gli regala un punticino mondiale che fa bene alla classifica ed al morale. Per il resto diventa difficile giudicarlo in una corsa dove ha sorpassato più di tutti gli altri ma è comunque stato condizionato dal traffico. Voto 7+

    BUTTON. Il grande mitico imperiale Ross Brawn stecca anche stavolta. Dimostrazione ne è che la sua punta di diamante, Jenson Button, non va oltre il nono posto in una gara dove un colpo di genio del suo stratega avrebbe potuto far approdare la Honda verso lidi ben più dignitosi. Il messaggio è per i ferraristi nostalgici: guai a mitizzare il passato solo perché è meno vivido del presente. Voto 6- all’inglese che almeno arriva nella top ten.

    KOVALAINEN. Gara apatica per il finlandese di casa McLaren. Non è la prima. Come in altre occasioni manca di lucidità in partenza e non mostra mai un guizzo in qualifica. Il resto è ingiudicabile per il semplice fatto che passa il tempo come la maggior parte dei suoi colleghi in balia degli eventi. Voto 5

    MASSA. La corsa del brasiliano finisce nella pit lane del primo pit stop. Si può rimproverargli il non aver guardato negli specchietti prima di ripartire ma va detto che a quei livelli è anche giusto fidarsi della propria squadra. Insomma, il suo compito era scattare a luce verde e lui, per non perdere tempo prezioso, ha eseguito l’ordine alla perfezione. Fino a quel momento era stato perfetto così come la macchina e l’intero team. Il voto non può risentire di colpe non sue ed un 9 è francamente il minimo proponibile. Nel calderone, infatti, ci va messa dentro anche la super pole e l’esperienza di altre gare simili dove, una volta primo dopo la prima curva, nessuno l’ha più ripreso.

    RAIKKONEN. Voto 4. Quei 4 punti buttati via potrebbero pesare in ottica campionato costruttori. Fosse stato il primo errore dell’anno saremmo potuti persino essere indulgenti e giustificarlo dicendo che almeno aveva mostrato grinta e giri record. Non stavolta.

    KUBICA. Soffre più degli altri gli avvallamenti del terreno. A fine gara dichiarerà di aver avuto un tremendo malditesta. Nonostante ciò continua stoicamente fino alla fine nonostante la sua corsa sia terminata per colpa della penalità subita quando è stato obbligato a fare rifornimento. Con un pizzico in più di fortuna avrebbe potuto imitare Rosberg e restare ancora in corsa per il titolo. Peccato. Senza voto.

    Foto | gpupdate