Le Pagelle di Paolo Zermiani: Gran Premio di Ungheria F1 2009

Pagelle Formula 1 dopo il Gran Premio di Ungheria di Formula 1 edizione 2009 che ha visto Lewis Hamilton grande protagonista e vincitore dopo un digiuno lungo quasi un anno ed una prima metà di stagione nettamente al di sotto delle aspettative

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    Lewis Hamilton è il vincitore del Gran Premio di Ungheria 2009 ed il migliore in pista delle nostre Pagelle. Buona prova anche per Kimi Raikkonen e per uno sfortunato Fernando Alonso. Bene il debuttante Jaime Alguersuari.

    LEWIS HAMILTON. E’ lui l’eroe di giornata. Non sbaglia nulla. Vince e dà spettacolo. Dopo un’ora di gara già ci sembrava impossibile pensare che fino ad un mese prima annaspava tra Force India e Toro Rosso. Da Oscar: Hamilton e la McLaren. Voto 9+.

    KIMI RAIKKONEN. Troppe volte è stata celebrata la rinascita dell’omino di ghiaccio. Stavolta prendiamoci solo il buono, senza pensare di scrivere chissà quale tappa epocale della sua carriera. E’ sempre stato un buon partente, con il KERS anche di più. Probabilmente la Ferrari doveva osare, dandogli un serbatoio più carico. Le sportellate che dà al via esaltano non poco i tifosi ed il fatto di passarla liscia davanti ai severissimi giudici di gara dimostra che Raikkonen ha agito nel giusto. Si arrende solo quando capisce che più del secondo posto nulla può arrivare. Ma rende la vita triste a Webber e difficile ad Hamilton. Voto 8

    MARK WEBBER. E’ questa la forza di Webber. Poteva spaccare il mondo con la sua Red Bull. Doveva splittare in due ogni avversario soprattutto una volta che il grande rivale-amico Sebastian Vettel alzava bandiera bianca. La RB5, però, non mantiene le attese e lui punta al sodo. 6 punti lo mettono al secondo posto con Jenson Button ancora più vicino. Voto 6,5. Con la costanza, si va lontanissimo in questa Formula 1.

    NICO ROSBERG. Non evapora alla distanza e conclude ai piedi del podio. Benone. Voto 7

    HEIKKI KOVALAINEN. Il finlandese rischia il posto. Anch’io ci penserei su nel riconfermarlo. Quando va male, non vede la bandiera a scacchi. Quando va bene conclude anni luce dietro ad Hamilton. Ma per questo genere di prestazioni, tanto vale De La Rosa. Voto 5-

    TIMO GLOCK. La macchina è a posto e lui può permettersi il lusso di guidare per metà gara con le stesse gomme. Interpreta alla grande la strategia che la Toyota gli cuce addosso e prende il massimo per uno che parte dalla piazzola 13. Voto 7

    JENSON BUTTON. Aveva una buona strategia. Doveva solo starsene comodo in coda e poi sfruttare quei giri in più nel suo serbatoio. Non si capisce, però, perché Mr. Brawn sia partito già dal sabato sulla difensiva in una gara che doveva dargli la possibilità di tornare sul gradino più alto del podio. Profondo nero. Voto 5,5. Ha poche colpe, ma non ha nessun merito.

    JARNO TRULLI. Cerca di salvare il salvabile e ci riesce in extremis. Non aveva la strategia di Glock. E si è visto. Voto 6

    RUBENS BARRICHELLO. Prendi Barrichello e la sua preoccupazione dopo l’incidente di Massa. Forse il brasiliano doveva fermarsi una volta accortosi che qualcosa non andava. Il senso di colpa è sembrato reale. Il giocattolo s’è rotto. Perde pezzi la Brawn GP. In tutti i sensi. Fossimo stati con un diverso stato d’animo, avremmo potuto ironizzare sul fatto che il brasiliano è stato vittima dell’ennesimo sabotaggio. Voto 5. In gara, non c’è.

    JAIME ALGUERSUARI. Il ragazzo ci piace. Sembra italiano ma non sembra essersi montato la testa. Poi ha persino un padre che preferisce starsene fuori dal box. Cosa chiedergli di più? In gara fa meglio di Sebastien Buemi mentre in qualifica becca qualcosa ma con appena una giornata di test alle spalle… era il minimo. Voto 8 d’incoraggiamento.

    SEBASTIAN VETTEL. Il tedesco è solo sfortunato al via. Si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Questa battuta a vuoto, l’ennesima, sarà determinante nella sua economia del campionato. Voto 6+. A fine gara dichiarerà:“Anche noi abbiamo un pulsante simile a quello di Ferrari e McLaren, ma se lo premiamo non succede nulla”.

    FERNANDO ALONSO. La pole position era, di fatto, un fuoco di paglia. La Renault ha però dato l’impressione di essere cresciuta e, probabilmente, il podio sarebbe stato molto vicino. Il merito è tutto di Fernando Alonso. Voto 7,5

    FELIPE MASSA. In questi casi non resta che rassegnarsi alla fatalità. Si deve procedere facendo finta di nulla. Non ha senso trovare soluzioni vane per prevedere questo genere di drammi. Casomai vanno punite le squadre che provocano situazioni di pericolo. Questo sì. Nel caso di Felipe Massa, però, non resta che augurarsi di vederlo quanto prima di nuovo in pista, con maggiore smalto di prima. Che l’incidente di Mika Hakkinen del 1995 sia per lui d’esempio. E d’augurio. Noi, nel frattempo, possiamo proseguire all’infinito nel chiderci se il brasiliano sia stato il più sfigato del globo. O il più fortunato di tutti. Mezzo centimetro più in dentro e quel mollone che per nessun motivo doveva stare lì, avrebbe distrutto ogni speranza.