Lewis Hamilton dalla FIA:”Non sono un idiota”

lewis hamilton si difende dalle accuse durante l'appello mclaren alla corte della fia di parigi e spiega che solo lui può essere in grado di capire cosa è veramente successo

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    Nell’attesa che la Federazione si pronunci sul ricorso McLaren, Lewis Hamilton torna sull’argomento non appena uscito dalla storica sede parigina di Place de la Concorde. La squadra, infatti, ha voluto che anche il suo pilota fosse presente, al fine di render ancor più consistente la ricostruzione dei fatti.

    IN VOLO PER SINGAPORE. Per Hamilton il verdetto arriverà mentre sarà in volo verso Singapore. Comunque vadano le cose, però, lui ha già espresso la sua opinione:“Non sono preoccupato, in nessun caso. Sono contento che mi abbiano voluto ascoltare e spero che i giudici vedano la verità. Per quanto mi riguarda, sono già concentrato sulla prossima gara dove spero di vincere perché al momento ho solo un punto di vantaggio e voglio incrementare il mio bottino per ringraziare la squadra del lavoro che sta facendo per me”

    TU SEI UN PILOTA? Mentre il nodo della questione sembra focalizzarsi sull’ammissibilità o meno del ricorso, il pilota di Ron Dennis prosegue nella sua pubblica difesa:“Non sono un idiota. Sono un pilota da quando ho 8 anni e conosco benissimo le manovre che sono consentite e quelle che non lo sono. Mi chiedo, invece, se chi mi giudicherà sia mai stato un pilota e sappia cosa vuol dire prendere decisioni importanti mentre guidi sotto pressione ed hai solo qualche frazione di secondo per pensare. Quando ho visto che tra me e Raikkonen poteva esserci un incidente, ho preferito tagliare la chicane per non rovinare la corsa di nessuno, dopodiché posso dire con tutta la mia onestà di aver reso il vantaggio al mio avversario”

    I GIUDICI. I nomi chiamati a pronunciarsi sono lo spagnolo Xavier Conesa, il monegasco Philippe Narmino, l’austriaco Erich Sedelmayer, l’olandese Harry Duijm e lo svizzero Thierry Julliard. La decisione sarà presa verosimilmente in tarda mattinata ed il primo punto sul quale verterà la discussione del caso è quello sull’ammissibilità o meno del ricorso.

    RICORSO AMMISSIBILE? Secondo le regole della Federazione, infatti, le penalità come il drive through non sono appellabili. La difesa della McLaren, però, punta sul fatto che in questo caso siamo di fronte ad una penalità che non è stata scontata con il sistema del passaggio a velocità controllata nella pit lane. Solo se questo scoglio verrà superato, quindi, i giudici dovranno entrare nel merito della manovra di Hamilton e dovranno mettersi ad analizzare i filmati e ascoltare le testimonianze dei diretti interessati per valutare se il pilota McLaren abbia o meno tratto vantaggio da quel taglio di chicane.