Lewis Hamilton: è lui il traditore?

diatriba tra alonso , hamilton e ron dennis

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    Lewis Hamilton: è lui il traditore?

    Fernando Alonso e Lewis Hamilton. Chi è Caino e chi è Abele?

    Che concetto grosso quello di “verità”. Un concetto che vola ad anni luce lontano dalle nostre conoscenze. Almeno per quanto riguarda la polemica interna al team McLaren.

    Non parliamo più della penalizzazione. Ma cerchiamo di elencare fatti (e indiscrezioni) note al momento. Giusto per farci un’idea,

    Il pilota spagnolo, da farabutto in mondovisione sembra ora la vittima dei capricci dell’inglese che con la sua faccetta da angelo faceva finta di niente e si atteggiava ad innocente. Ora si intuisce come mai non abbia protestato più di tanto nei confronti di Alonso, a differenza di quello che avrebbe fatto chiunque di noi in quella situazione.

    Ripeto. La verità è lontana da noi. Ma tra rumors e notizie vere si è capito che Alonso doveva fare un giro in più e che questo gli è stato impedito da Lewis Hamilton il quale ha letteralmente fatto di testa sua. Un giornale inglese ha pubblicato anche uno stralcio di battibecco via radio tra Dennis e Hamilton, poi smentito, dove volano parole grosse tra i due sul genere.

    Hamilton: “io faccio come ca**o mi pare”

    Dennis: “tu non ti rivolgi in questo ca**o di modo a me!”

    Tra le tante beghe alla McLaren non ci voleva anche questa. Ad un Alonso scontento e deluso per il trattamento si affianca un Hamilton sempre meno bambino prodigio sulla nuvoletta e sempre più campione pretenzioso con un entourage scomodo ed antipatico capitanato dal padre Anthony. L’impressione, in realtà, è che Hamilton sia sempre lo stesso. Veloce in pista e acqua e sapone fuori. Un po’ meno bene,. invece, sembra si stia comportando il padre che batte i pugni sul tavolo e crea tensioni che, in fin dei conti, non giovano neanche al figlio.

    Certo è che, se le cose stanno davvero così, Alonso non è più l’orco cattivo e la vicenda diventa sempre più intricata.

    Pare che Ron Dennis abbia detto che neanche ai tempi di Prost e Senna era così dura. Possibile, però, che ancora non abbia capito come gestire due campioni contemporaneamente?

    Per adesso ha fatto sapere che vuole continuare a dare le stesse possibilità ad entrambi i piloti. Bravo. Peccato che è proprio per questo motivo che è nato questo putiferio. Sembra difficile, quindi, che la causa del male possa fungere anche da soluzione.