Lewis Hamilton, il fenomeno incomprensibile

storia e carriera di lewis hamilton

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    Sarà pur vero che la decisione di penalizzare Lewis Hamilton in Belgio è discutibile. Nell’attesa che arrivi il verdetto finale sulla vicenda, non si può negare, però, che in meno di due anni di Formula 1 il ragazzo, peraltro sospinto da Bernie Ecclestone in persona, è stato al centro dell’attenzione non solo per le vittorie. Insomma: bravo sì, bersagliato pure. Ma dai regolamenti, dalla sfortuna o da sé stesso? Per capire meglio le proporzioni del fenomeno, abbiamo analizzato la sua carriera in Formula 1 gara per gara…

    PERIODO D’ORO. L’approdo in F1 è letteralmente sconvolgente. Come lui nessuno mai. Dopo 5 gare, però, arrivano le prime polemiche. A Montecarlo Ron Dennis decide di congelare le posizioni e privilegiare la vittoria di Alonso. A fine gara il pilota anglocaraibico dirà ai giornalisti che il box gli ha cambiato strategia appositamente per tenerlo lontano dal compagno e renderlo innocuo. La McLaren spiegherà di non aver voluto mettere a rischio la doppietta. La Federazione aprirà un’inchiesta che si risolverà in un nulla di fatto. Ma quanti grattacapi! Hamilton, comunque, è bravo a farsi perdonare e nelle successive due gare ottiene le sue due prime vittorie in F1 prendendo definitivamente il volo verso limiti inesplorati.

    SEGNALI D’AVVERTIMENTO. La striscia d’oro doveva interrompersi per forza. Ci vogliono, però, la bellezza di nove gare consecutive a podio prima che al Nurburgring arrivi la pioggia. Hamilton va in acquaplaning e finisce nella sabbia ma, anziché ritirarsi, tiene il motore acceso e viene rimesso in pista con l’ausilio di una gru. L’episodio entra immediatamente nella storia e dal GP successivo quel genere di manovra verrà vietata dal regolamento. Nonostante l’aiuto, comunque, il pilota non va a punti ma i rumors su presunti favoritismi nei suoi confronti sono ormai all’ordine del giorno. Fuori e dentro la pista è lui il protagonista assoluto ed il gossip comincia ad interessarsi alle sue uscite con modelle e cantanti Vip mentre le sue dichiarazioni lo rendono sempre più spavaldo. Il timido debuttante è morto e sepolto. Lewis è una star. E questo gli piace molto.

    LA GUERRA INTESTINA. Il bello per Hamilton deve ancora arrivare. La tensione nel box con Alonso sale ed in Ungheria viene raggiunta una delle vette più alte. L’inglese non rispetta la strategia che il team gli ha imposto in qualifica e lo spagnolo, per vendetta, lo rallenta nella pit lane impedendogli di fare il giro buono per la pole. A causa di queste scintille il due volte campione del mondo viene retrocesso in griglia e la McLaren perde i punti raccolti come costruttore in quel GP.

    LA PRIMA GOMMA. Nel successivo GP di Turchia accusa un cedimento alla gomma anteriore sinistra. Riesce a non ritirarsi e conclude la gara con un’ottima quinta posizione. Poteva andare molto peggio. Il suo stile di guida è messo in discussione perché, pur se spettacolare e redditizio, sottopone ad eccessivo stress le coperture.

    RUOTA A RUOTA. A Spa-Francorchamps è protagonista al via di un duello ruota a ruota con Alonso. Nel dopo gara, altre polemiche. E’ quella la rottura definitiva tra i due che smetteranno praticamente di rivolgersi la parola. Ed Alonso non nasconde di temere ritorsioni del box nei suoi confronti. Con Dennis è guerra fredda ed Hamilton, suo malgrado, ci va di mezzo per forza.

    TUTTI CONTRO. Al Fuji vince sotto il diluvio ma il suo comportamento durante una safety car viene accusato duramente dai colleghi in quanto un suo movimento anomalo costringe Vettel al tamponamento di Webber quando i due semi-compagni di squadra erano virtualmente su uno stratosferico quanto storico podio. Nonostante un video amatoriale che fa il giro del mondo mostri chiaramente la manovra ai limiti del regolamenti, quella volta viene graziato. Ma sono in molti a chiedere un intervento duro della Federazione. In quel momento, tutto gli sembra consentito.

    LA SECONDA GOMMA. In Cina ha la possibilità di chiudere il campionato ma resta per troppo tempo in pista con gomme da bagnato usurate su asfalto quasi asciutto e, quando è il momento di entrare al box, perde il controllo e si insabbia banalmente su una via di fuga che sembra messa lì apposta dal destino beffardo. Gli avversari Raikkonen e Alonso si avvicinano, ma la vittoria del mondiale sembra ancora saldamente nelle sue mani

    IL DRAMMA. La vittoria sembra ancora saldamente nelle sue mani se non fosse che ad Interlagos ha prima un tentennamento in partenza e poi vede la sua McLaren ammutolirsi per un problema elettronico. Riprende la gara ma è costretto ad una vana rimonta. Il quinto posto che sarebbe valso il titolo è troppo lontano. Chiude settimo e resta il mistero se sia stato un discorso di affidabilità o il pilota sia andato nel panico. La brutta partenza ed il successivo errore di guida avevano già condizionato la sua corsa e qualcuno sospetta che, andato in confusione totale, abbia finito col premere per sbaglio un qualche pulsante del suo volante.

    LA RIPARTENZA. La stagione 2008 prende il via nel migliore dei modi con una comodissima vittoria in Australia ma sul suo conto si comincia a discutere se sia anche un bravo collaudatore o solo un bravo pilota. In questo senso, alcuni esperti pronosticano una stagione difficile per la McLaren, orfana di Alonso, sul piano dello sviluppo. Hamilton sembra viaggiare al di sopra di queste polemiche e col suo atteggiamento sprezzante già prenota la vittoria del mondiale.

    2 BEGLI INCIAMPI. Che la vita sarà dura, però, lo scopre già nella seconda gara, in Malesia, dove si becca 5 posizioni di penalità in griglia per aver ostacolato Nick Heidfeld durante le qualifiche. La stessa penalità tocca anche a Kovalainen il quale, però, gli finirà davanti in gara grazie ad un problema al pit stop dell’anglocaraibico. In Bahrain le cose vanno addirittura peggio: sbatte in prova e condiziona la sua preparazione alla gara. Al via del GP, poi, parte male e tampona Alonso dopo poche curve nel frenetico tentativo di rimontare.

    IL LIMBO. Tra Spagna, Turchia e Principato di Monaco conquista un terzo, un secondo ed un primo posto. Le Ferrari appaiono ancora inarrivabili ma il pilota McLaren sembra aver ritrovato il bandolo della matassa. Il ritorno al successo, però, è solo questione di fortuna: un errore tra i muretti di Montecarlo non lo fa ritirare ma, anzi, andando ai box prima degli altri, si trova in testa alla corsa quando successivamente entra una safety car quanto mai propizia.

    IL PATATRAC E LE CRITICHE. Il brutto deve ancora venire. In Canada non si accorge che Raikkonen è fermo davanti al semaforo rosso all’uscita della pitlane e lo tampona. Gara finita per entrambi e dieci posizioni di penalità per Hamilton, da scontare nel successivo GP di Francia. A Magny Cours la sua McLaren non è in grande forma e, a causa della penalità, lui non riesce neanche ad entrare in zona punti. Piovono critiche, soprattutto dai suoi connazionali.

    DI NUOVO IN ALTO. Oltre alle critiche, in Inghilterra piovono anche dei bei goccioloni d’acqua e il suo GP di Gran Bretagna è da leggenda. Vince e strapazza ogni avversario. L’unico in grado di impensierirlo è Raikkonen ma viene affossato da una strategia sbagliata della Ferrari. Per il 23enne britannico è l’apoteosi. Il momento magico si ripete in Germania dove vince nonostante una safety car lo faccia piombare in quinta posizione quando la gara sta volgendo al termine. La sua rimonta è imperiale.

    LA TERZA GOMMA. Ci voleva una gomma per fermare la sua corsa. In Ungheria si sta arrendendo alla superiorità di Felipe Massa, veleggiando verso un comunque eccellente secondo posto, quando si trova con una gomma afflosciata. Anche stavolta riesce a rientrare al box ed a ripartire ma non va oltre la quinta posizione. La McLaren assicura che la colpa non è del suo stile di guida ma ormai sono in pochi a crederci.

    L’ULTIMA PENALITA’. Mentre in Europa, a Valencia, fa quello che non era riuscito a Budapest, vale a dire arriva secondo dietro ad un perfetto Felipe Massa, in Belgio commette un errore al primo giro e perde la leadership della gara a favore di Raikkonen. Quando a pochi giri dalla fine comincia a piovere, però, rimonta e si porta sul finlandese. Nel tentativo di sorpasso taglia la chicane e, a parer dei giudici, non restituisce correttamente la posizione al ferrarista dato che subito dopo lo infila senza troppi convenevoli. A fine gara si becca 25” di penalità che vogliono dire vittoria sfumata e terzo posto finale. Indipendentemente dalla correttezza o meno della penalità, va sottolineato come Hamilton si sia comportato in modo immaturo per un pilota in lotta per il mondiale. Non a caso, un Massa sornione e calcolatore torna a casa con 10 punti in tasca.

    MONZA ANOMALA. Sbagliare così drammaticamente la qualifica è un errore che probabilmente va condiviso con il team. La tentazione di montare gomme intermedie, però, è un tranello nel quale non cade Kovalainen. In gara poi effettua una grande rimonta alla molto fumo e poco arrosto visto che se ne torna a casa con due soli punticini e con un paio di piloti in più (Webber e Glock) dai quali non otterrà più favori almeno da qui alla fine della stagione a causa di due corpo-a-corpo piuttosto rischiosi.

    L’INCOGNITA. Siamo adesso a tirare le somme. Cercare l’Hamilton degli esordi è utopia? Secondo alcuni è solo quello il vero Hamilton e non appena ci saranno le condizioni lo ritroveremo a dominare in lungo e in largo gare su gare. Secondo altri, invece, quella è stata una straordinaria quanto irripetibile parentesi del ragazzo prodigio. Distratto dal proprio egocentrismo e dalla popolarità, Hamilton non riesce a mantenere la stessa concentrazione per tutto il campionato ed in alcune gare spreme troppo il suo talento andando semplicemente oltre il limite. Imparasse ad accontentarsi, tornasse l’umile apprendista conosciuto ad inizio 2007, forse ci regalerebbe altre infinite strisce di risultati utili, tali da impallidire qualunque avversario. Voi come la pensate? Qual è la regola e quale l’eccezione tra queste due versioni del pilota McLaren?

    Per rendere comprensibile anche visivamente la densità di episodi degni di nota nella breve carriera di Hamilton e la sua alternanza tra alti e bassi, riportiamo un piccolo specchietto conclusivo. Si noti bene come il pilota McLaren sia talvolta vittima, talvolta carnefice, talvolta protagonista suo malgrado.

      Anno 2007:
    • Australia: Terzo
    • Malesia: Secondo
    • Bahrain: Secondo
    • Spagna: Secondo
    • Monaco: Secondo. A fine gara polemizza con il team ammettendo che gli ordinato di non attaccare Alonso
    • Canada: Primo
    • Usa: Primo
    • Francia: Terzo
    • Gran Bretagna: Terzo
    • Europa: Nono. Esce di pista ma viene rimesso dentro con l’aiuto di una gru
    • Ungheria: Primo. Non rispetta l’ordine del box in qualifica e Alonso viene penalizzato dai commissari per essersi “vendicato”
    • Turchia: Quinto. Primo problema ad una gomma
    • Italia: Secondo.
    • Belgio: Quarto. Sportellate al via con Fernando Alonso.
    • Giappone: Vittoria. Polemica per frenata brusca con safety car che costringe all’incidente Vettel e Webber che lo seguono
    • Cina: Ritirato. Gomma troppo usurata e insabbiamento all’entrata box
    • Brasile: Settimo. Brutta partenza e momentaneo black out della macchina
      Anno 2008:
    • Australia: Primo
    • Malesia: Quinto. Penalzzato in qualifica per aver ostacolato Heidfeld
    • Bahrain: Tredicesimo. Sbatte nelle prove libere ed in gara parte male e poi tampona Alonso
    • Spagna: Terzo
    • Turchia: Secondo
    • Monaco: Primo. Sbatte contro le barriere ma riesce comunque a raggiungere il box per cambiare la gomma esplosa. Grazie a ciò, vince la gara
    • Canada: Ritirato. Tampona Raikkonen all’uscita box
    • Francia: Decimo. Non entra in zona punti partendo dieci posizioni arretrato in griglia come penalità
    • Gran Bretagna: Primo
    • Germania: Primo
    • Ungheria: Quinto. Vede sfumare il podio a causa di un cedimento ad una gomma. E’ il terzo episodio simile in carriera
    • Europa: Secondo
    • Belgio: Terzo. Retrocesso al terzo gradino del podio dopo aver tagliato una chicane e non aver correttamente restituito la posizione
    • Italia: Settimo. Sbaglia scelta delle gomme in qualifica e parte quindicesimo. Rimonta ma prende solo due punti. Polemizzano con lui a fine gara Webber e Glock