Lewis Hamilton: io ho mandato via Alonso

Lewis Hamilton compie 25 anni ed il quarto di secolo è il pretesto per fare un bilancio della propria carriera

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    Lewis Hamilton è carico a mille. In una lunga intervista audio riportata sul sito dello sponsor McLaren Johnnie Walker, il campione del mondo 2008 si dice convinto di aver battuto Fernando Alonso e di essere stato lui a farlo scappare a gambe levate dalla scuderia di Woking. E, sempre in merito alla stagione 2007, la sua prima in Formula 1, dice di non aver alcun rimpianto per aver perso il titolo all’ultima gara, quando aveva 17 punti di vantaggio su Kimi Raikkonen a due Gran Premi dalla conclusione.

    LEWIS HAMILTON. Gennaio è il mese dei fenomeni. Il giorno 3 spegneva 41 candeline Michael Schumacher. Ieri, giorno 7, Lewis Hamilton ne finiva 25. Il quarto di secolo compiuto è stata l’occasione giusta per raccontarsi in una lunga intervista sul sito dello sponsor Johnnie Walker. I passaggi più importanti riguardano il rapporto con il padre e la convivenza con Fernando Alonso. Per Anthony, il figlio ha solo parole di stima. Secondo il pilota McLaren è merito del padre se lui adesso è arrivato a questi livello di competitivià in quanto è stato lui a spingerlo fino al limite ed oltre pur di diventare il migliore di tutti. Nonostante il “telefono azzurro” possa storcere il naso, il campione del mondo 2008 fa sapere che, quando avrà dei figli, si comporterà con loro allo stesso modo:“E’ stato duro ma ha sempre cercato di fare il meglio per me. Questo mi ha fatto diventare così forte. E’ sempre stato al mio fianco. Era il mio eroe”.

    FERNANDO ALONSO. Hamilton racconta anche di non essere troppo dispiaciuto per il mondiale perso al suo primo anno in Formula 1. Sta anche qui la grande forza dei campioni. Sta nel saper voltare pagina e nel continuare a credere nelle proprie potenzialità. “Ho corso accanto ad un due volte campione del mondo e l’ho mandato via. L’ho battuto – dichiara sprezzante Hamilton riferendosi al celebre duello in famiglia con AlonsoNessuno arriva il primo anno e sale al vertice”, fa notare l’inglese per enfatizzare il suo debutto, ricordando come si sia distinto sin da subito per una grande forza mentale e per un’ottima capacità di amministrare le gare. Capacità che, ironia della sorte, è mancata proprio quando i giochi sembravano fatti. “Sono orgoglioso del fatto che per la maggior parte dell’anno mi sono comportato da leader del campionato del mondo ed è nauseante pensare che abbiamo perso nelle ultime due gare. Una volta sono andato fuori ed un’altra la macchina si è fermata dopo che non mi aveva dato problemi per tutto l’anno. Sono comunque esperienza che maturano”, ha concluso un Hamilton già pronto a polverizzare il compagno Jenson Button ed a riprendere le fila di un duello senza tempo, da enciclopedia, con Fernando Alonso. Il pilota Ferrari, per il momento, non ha voluto tornare sopra l’argomento e ribadire la propria versione dei fatti. Se ha scelto di far parlare solo la pista, non ha sbagliato una virgola.