Lewis Hamilton:”Massa mi ha buttato fuori”

lewis hamilton dimsotra ancora immaturità dopo il gran premio del giappone dove rinuncia ad un secondo posto comodo per andare a rischiare alla partenza con kimi raikkonen

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    Lewis Hamilton:?Massa mi ha buttato fuori?

    Per sua fortuna fra 7 giorni ci sarà già un altro Gran Premio e potrà prontamente rifarsi nonché rendere queste considerazioni totalmente inutili. Fatto sta che, memore di quanto accaduto nel 2007, il Lewis Hamilton che esce dal GP del Giappone è un pilota che sta vivendo un drammatico equilibrio psicologico. Lo dimostra il modo in cui attacca Felipe Massa anziché fare una pesante quanto doverosa autocritica

    ERRORE IMPOSSIBILE. Si stenta a crederci. La mazzata tremenda del 2007 avrebbe steso anche un bue. Lui si riprende come se niente fosse. Poi sbaglia ancora. Poi si riprende ancora. E così via. Prima del GP del Giappone aveva fatto i conti benissimo. Sapeva che, in caso la vittoria gli fosse sfuggita, un secondo posto dietro a Raikkonen gli sarebbe andato alla perfezione. E, invece, nonostante una brutta partenza facesse supporre l’entrata in campo del piano B (secondo posto comodo), lui si sopravvaluta in frenata ed arriva lungo rovinando (un’altra volta) la gara di Raikkonen. Non contento, si butta a capofitto in rimonta e va a cozzare con un Massa che, prima di farlo passare, avrebbe scuoiato viva la madre. Alla McLaren Mercedes gli faranno una bella tirata d’orecchie, rassegnati e consapevoli che non servirà a niente. Lui tira fuori le parole con contagoccie e si giustifica:“Sì ho sbagliato in partenza perché sono arrivato un po’ lungo. Sono cose che capitano. Potevo comunque fare ancora molto ma Massa mi ha buttato fuori e ha rovinato la corsa di entrambi”.

    TIFOSI IMBESTIALITI? Se a fare una partenza così scellerata fosse stato un Massa o un Raikkonen a quest’ora molti ferraristi chiederebbero la loro testa appesa ad un palo. Con Hamilton le cose andranno diversamente. Per sua fortuna, infatti, il popolo McLaren gli si stringerà ancor più vicino. Impossibile voler male ad un ragazzo così giovane e con un cuore, ed un fegato, grandi così. Lui è un istintivo. Inutile dargli regole. Subire o godere. Niente vie di mezzo. A chi piace, piace anche per questo. Stia tranquillo Hamilton. Qualche giornale inglese gli sputerà addosso sentenze velenose, ma l’affetto della gente sarà come e più di prima. Ed in un momento difficile come questo, il fatto è tutt’altro che irrilevante.

    GENIO E SREGOLATEZZA. A dirla tutta, si deve ammettere che questa performance dell’inglese sorprende solo chi non lo conosce bene. Non basta il 2007. Anche quest’anno si è reso protagonista a fasi alterne di giornate memorabili e giornate drammaticamente negative. Chi volesse, può riprendersi l’analisi della sua carriera fatta non più di un mese fa. Guardando i suoi dati, i suoi grandi numeri, si scopre senza tema di smentita che il ragazzo, perlomeno ad oggi, non è quello che sono stati prima di lui Schumacher o Senna. O prost, il professore (un soprannome che la dice lunga) se n’è messi in bacheca 4 e mezzo di titoli. Mansell, il leone, 1 solo e con una Williams stratosferica. Anche Hamilton è un animale da velocità pura, da solo istinto. Sa scavarsi la fossa da solo salvo poi risalire in cielo come solo gli immensi in una certa disciplina possono. Come detto, è un Mansell, un Maradona, che dà tanto spettacolo quanta sregolatezza. Ce ne fossero, bofonchia Ecclestone. Per vincere un mondiale, però, ci vuole a volte più testa che piede. Hamilton è di un’altra pasta rispetto a Raikkonen, Alonso o lo stesso Massa: prendere o lasciare. Lo abbiamo constatato tra Fuji e Singapore. Se si prova a tenerlo a bada come ha fatto la McLaren due settimane fa, nell’occasione successiva sa riproporre in pista quello che si è tenuto dentro… e con gli interessi!

    REBUS PSICOLOGICO. La domanda che ci siamo posti all’inizio è se questa battuta d’arresto avrà ripercussioni psicologiche sul leader del mondiale. Io dico Nì. C’è da scommetere che a Shangai Hamilton riprenderà come se niente fosse. Sa di essere il migliore. E’ convinto di essere il più forte. Tanto adesso che è in Formula quanto a 8 anni quando correva sui kart o nelle Formula minori dove andava in testacoda, si trovava ultimo e poi li risorpassava tutti. Alla luce di queste considerazioni, parlare di pressione psicologica su di lui è veramente un rebus perché Hamilton affronta tutto e tutti con arci-sicurezza e con la massima tranquillità da una parte mentre, dall’altra, vedi Fuji 2008 o Interlagos 2007, riesce comunque ad incespicare inspiegabilmente sul più bello.

    Foto: gpupdate