Lewis Hamilton, Montecarlo o mai più

lewis hamilton, pilota mclaren parla delle sue aspettative sul gran premio di monaco edizione 2008 che si correrà domenica prossima nel circuito di montecarlo e dice di amare molto questa pista dove ha sempre ottenuto grandi risultati

da , il

    Lewis Hamilton, Montecarlo o mai più

    McLaren in crescita, pista favorevole e doti indiscusse. Ci sono tutti gli ingredienti affinché Lewis Hamilton riesca ad imporsi nel Gran Premio di Monaco edizione 2008. Così facendo il pilota anglocaraibico darebbe un segnale forte, soprattutto a chi pensa che la stagione sarà una lotta in famiglia tra i piloti Ferrari.

    QUESTIONE DI FEELING. Lewis Hamilton ed il gradino più alto del podio del circuito di Montecarlo hanno un rapporto molto stretto. Già nel 2005 ci salì con la F3 Euroseries e l’anno seguente si ripeté con la GP2. Nel 2007 ci andò vicinissimo, tanto che si permise addirittura il lusso di polemizzare con la squadra per aver ricevuto l’ordine di non attaccare Alonso e accontentarsi della seconda piazza.

    MCLAREN IN FORMA. Sempre a suo favore gioca il fatto che storicamente la Ferrari non è mai stata fortunata in quel di Monaco e le generazioni più recenti delle vetture di Maranello hanno patito un po’ tra gli stretti tornanti del Principato. Quest’anno i tecnici delle rosse dichiarano che la musica sarà diversa, ma una McLaren che sembra tornata in salute potrebbe rappresentare una seria minaccia.

    SITI PREFERITI. Non inganni il fatto che, a differenza di molti suoi colleghi che si sono dimorati alla corte del Principe Ranieri, il pilota McLaren abbia preso la residenza in Svizzerà. Tra i luoghi sulla Terra amati da Hamilton, Montecarlo è sicuramente in cima alla lista:“Questa pista è la mia preferita. L’atmosfera è fantastica ed è una corsa che ogni pilota vorrebbe vincere perché non c’è spazio per l’errore e pure poco per pensare. Arrivare in fondo vuol dire essere stati perfetti”.

    STRADE ANGUSTE. “Per essere veloci si deve sfruttare ogni centimetri della pista. La guida deve essere millimetrica - prosegue il pilota McLaren – e a volte si deve anche toccare le barriere. Spesso non vediamo più in là di 50 metri e praticamente si può dire che le curve e le frenate avvengano ad intuito, immaginandoci dove dovremmo essere”.

    RIVALI. Vincere vorrebbe dire soprattutto interrompere la marea rossa che ha invaso i podi di tutte le gare ad eccezione dell’Australia. Dal punto di vista simbolico soprattutto, quindi, Hamilton è chiamato a compiere un’impresa che segnerà anche il prosieguo della stagione. Se la Ferrari, invece, si ripetesse anche nella tana del nemico, allora diventerebbe davvero dura per i rivali tenere accesa la speranza. Hamilton, però, non si dovrà guardare solo da Raikkonen e Massa. Ricordiamo che al suo fianco c’è un certo Kovalainen che, sfortuna permettendo, si è mostrato più volte capace di rompergli le uova nel paniere.