Loris Capirossi: “non derapiamo più come una volta”

Loris Capirossi critica la continua evoluzione elettronica delle moto che partecipano alla Motogp

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    loris capirossi

    La polemica è sempre la stessa: elettronica si, elettronica no.

    Un pò tutti hanno detto la loro, tirando ognuno l’acqua al proprio mulino. I tecnici e i piloti delle squadre che vincono sono soddisfatti, quelli che perdono lamentano i bei tempi andati, quando c’erano più sorpassi, quando contava solo il manico, quando le gomme non facevano la differenza,etc.,etc,…

    L’ultima voce in ordine di tempo è quella di Loris Capirossi: “si parla molto dei controlli elettronici, e di come questi abbiano reso le moto più sicure, ma credo che anche tutti questi aiuti al pilota abbiano anche i loro lati negativi. Non derapiamo più come facevamo una volta. Credo che lo sport abbia perso molto, quanto a spettacolarità. La MotoGP dev’essere il meglio del meglio delle competizioni motociclistiche, dove i migliori piloti del mondo devono mostrare quanto valgono e lottare per la vittoria. Se non mettiamo un freno agli ausili elettronici, guidare queste moto non sarà più divertente. E succederà nel giro di cinque anni al massimo.

    Potrebbe essere una previsione azzeccata quella del portacolori Suzuki, anche se bisogna ricordare che la Motogp, come d’altronde la Formula 1, è l’espressione massima della tecnologia motoristica, e una limitazione sembrerebbe essere inopportuna.

    Tutto questo però fino ad un certo limite, che nel caso della Motogp non è ancora stato raggiunto. L’esperienza della Formula 1 deve essere un monito per l’esasperazione dell’assistenza alla guida, ma senza allarmismi. Se le gare sono tutte come quella del Qatar, con sorpassi mozzafiato e bagarre fino all’ultimo giro, non credo ci sia bisogno di cambiare il regolamento.

    Se Capirossi vuole un campionato dove la gomma non fa la differenza, dove il manico e il coraggio contano tantissimo, dove l’elettronica non la fa da padrone, il campionato giusto per lui è la Superbike.