Loris: “Ovvio che la Ducati non puntasse su di me…lasciarla è stato difficile, non triste”

Loris: "Ovvio che la Ducati non puntasse su di me

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    ducati stoner motor show

    Gira che ti rigira, alla fine spunta sempre la moto di Stoner.

    Quella Ducati numero #27, prodigio della tecnica di Borgo Panigale, che da qualche mese si fregia del titolo Costruttori, insieme al titolo di Campione del Mondo che appartiene al suo centauro di punta, Casey Stoner.

    Peccato che questa volta, non si parli di Casey, ma di Loris.

    Il desmodromico numero #65 che per un lunstro ha costruito pezzo per pezzo la Ducati 1000cc sembra esser stato subito accantonato.

    Ovunque, ad ogni manifestazione, è solo il numero #27. Di Loris si sono quasi perse le tracce.

    Onore al merito dell’australiano, gettare nel dimenticatoio l’italiano non è comunque giusto. Ed è proprio Loris a rimarcarlo, sempre correttamente e senza mai scadere nella retorica. Appuntamento al Motor Show 2007, evento motoristico a cui Loris, neo-acquisto Suzuki, parla di sè, del suo passato e del suo futuro prossimo: “Avevo quattro anni, mio padre mi mise in sella ad una mini moto fatta in casa dicendomi di dare del gas ed andare. Poi, dopo aver debuttato ed aver fatto vedere che potevo emergere, ho iniziato a raccogliere i primi risultati di rilievo. Il passo successivo è stato il più difficile. Nel 1989 dovevo fare l’europeo ma non avevo i 70 milioni necessari. Mio padre ha ipotecato la casa per farmi correre, ho cercato di ripagarlo in pista ed andando in fabbrica a lavorare. Fortunatamente poi questo investimento si è rivelato produttivo. L’anno appena passato è stato difficile per me. Ho patito moltissimo il passaggio tra le 1000 cc. e le 800 cc. Le 1000 cc. avevano molta coppia e tanta potenza, riuscivo a farle scivolare ed a farle girare con il posteriore. La 800 cc praticamente non pattina e non sono riuscito per tutto l’anno a prendere le curve nella maniera più produttiva. Andavo spesso largo e per i miei avversari era naturalmente facile infilarmi. Ho sofferto moltissimo, mentre il mio compagno Casey Stoner andava al massimo, vincendo un Gran Premio dopo l’altro. E’ logico che la squadra lavorasse solamente per lui, o meglio, che cercasse di adattare la moto più alle sue caratteristiche che alle mie.

    Dopo un’attenta analisi delle stagioni passate e dei sogni rimasti chiusi nel cassetto, Loris nell’intervista rilasciata alla Gazzetta, guarda al futuro: “Sono al diciannovesimo anno nel mondiale, ma forse ora come non mai sto aspettando l’inizio dei test e della stagione con grande entusiasmo ed ottimismo. Ho voglia di dimostrare fin dalla prima gara di poter lottare per la vittoria. In Suzuki sono motivatissimi, vogliamo battere tutti, naturalmente anche i piloti Ducati. Perché la Suzuki? Avevo avuto molte proposte, tra queste anche quella da me mai presa in considerazione di una partecipazione con un team privato ed una terza Ducati, ma con i tecnici della Suzuki, fin dall’inizio c’è stato subito feeling. Ho già provato un versione evoluta della moto rispetto a quella che ha corso in questa stagione. Sento che si adatta completamente al mio stile di guida. Ora a Gennaio proveremo la nuova, sono molto fiducioso. Lasciare la Ducati è stato difficile non triste, ma avevo bisogno di nuovi stimoli e li ho trovati in Suzuki. Ci stiamo concentrando su quello che abbiamo, su piccoli a precisi sviluppi, per essere pronti subito. Un piccolo vantaggio ci potrebbe venire dai pneumatici. Il rapporto tra Suzuki e Bridgestone è avviato da tempo e questo può solamente aiutarci. Del resto, amo la battaglia e mi esprimo al meglio quando ho un pilota attaccato dietro (l’abbiamo visto, molte volte, nei duelli con Valentino. ndr). In corsa cerco di studiare meglio gli avversari vedo dove sono in difficoltà e cerco in quel punto di esprimermi al meglio, attaccandoli. Amo comunque rimanere in lotta fino all’ ultimo giro, non mi da alcun tipo di pressione e non incide assolutamente sul mio modo di stare in corsa. Sono molti i piloti forti Valentino, Stoner, Pedrosa, Melandri, mi piacerebbe essere con loro fino in fondo nel primo gran premio“.

    Vedremo il prossimo anno.

    Stoner permettendo.