Losail MotoGp 09: Stoner devastante, solo Rossi non sfigura

casey stoner vince la prima gara della motogp 2009 davanti a valentino rossi

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    Stoner devastante, solo Rossi non sfigura

    L’attesissimo episodio d’esordio di questa nuova fantastica Avventura targata MotoGp 2009, andato in scena qui a Losail ancora in versione notturna, con però l’inedita variante del posticipo, ha visto secondo le previsioni il devastante successo in solitaria del geniale giovane alfiere di Casa Ducati Casey Stoner che cogliendo un formidabile tris su questa bellissima pista ancora una volta ha fatto letteralmente polpette di tutta l’annichilita concorrenza, ad eccezione di Rossi che ha bravamente resistito fino a circa meta gara, dovendo poi fatalmente inchinarsi alla formidabile Classe dell’australiano che ha dominato comunque dal primo metro fino all’ultimo, controllando agevolmente la gara ed evidentemente NON spingendo neppure al massimo.

    La Yamaha ha complessivamente trionfato confermandosi ancora una volta di gran lunga la miglior moto in campo, piazzando ben TRE moto tra le prime quattro, mentre l’assoluto disastro Ducati, geniale Stoner a parte, è stato solo in parte mitigato dal positivo esordio di Kallio in sella a quella GP9 che al pari delle sue illustre progenitrici si conferma nettamente la moto più problematica, ostica, idiosincratica, in una parola decisamente la più inguidabile macchina del lotto.

    Come volevasi dimostrare.

    Nessuna persona assennata avrebbe scommesso un penny sui suoi avversari, ed infatti, puntualmente, un’inesorabile Casey Stoner ha letteralmente massacrato ogni avversario per la terza volta consecutiva qui a Losail, su una delle sue piste preferite, dominando magistralmente un tracciato splendido, vario e moderno, lontano anni luce dai tanti anacronistici, vergognosi e decrepiti kartodromi europei sui quali la FIM e la Dorna ancora si ostinano a far correre moto raffinatissime e strapotenti, assolutamente inadatte a loro.

    Un ispirato, attento e precisissimo Casey come nelle precedenti occasioni ha guidato il gruppo in solitaria fin dal primo metro, andando subito a guadagnarsi un divario incolmabile fin dai primi giri killer (siglando il fastest lap appena alla seconda tornata) che hanno immediatamente stroncato ogni velleità altrui, facendo subito il vuoto dietro di sè, ed inesorabilmente capire come anche stavolta, qui a Doha, in notturna come di giorno, la gara per i suoi avversari fosse aperta SOLO per la seconda posizione.

    La nuova, bellissima ed esordiente GP9 dal rivoluzionario telaio monoscocca quasi interamente in carbonio, equipaggiata con il nuovissimo forcellone dello stesso materiale, sempre con motore portante e stressato come tradizione Desmosedici fin dalla progenitrice GP3, si è rivelata ancora una volta, esattamente come le altre antenate ad 800 cc di Borgo Panigale una cavalcatura terribilmente difficile, problematica, idiosincratica, quasi impossibile da decifrare da parte di chiunque non risponda al nome di Casey Stoner, che compiendo un capolavoro inaudito, trino ed ineguagliabile ha portato al trionfale e vincente debutto TUTTE le versioni della Ducati dell’era MotoGp a cilindrata ridotta.

    La moto, esteticamente se possibile ancora più bella delle progenitrici, sembra “muoversi” molto meno delle invero ballerine versioni precedenti, evidenziando una superiore trazione ed una tenuta di strada migliorata, ma ha causato come sempre enormi problemi e soverchie difficoltà di adattamento per tutti gli altri alfieri Ducati, componendo un autentica debacle globale di squadra a cui si è sottratto solo Mika Kallio, molto bravo oggi a domare al debutto assoluto il suo mostro desmodromico bianco e rosso, che lo ha catapultato ad una positivissima ottava posizione finale, con una corsa tutta ritmo che lo ha quasi portato a raggiungere Vermeulen.

    Gli altri piloti di Borgo Panigale infatti, a cominciare dal povero Canepa che ha esordito in modo addirittura miserando rimediando una vergognosa ultimissima posizione, pagando decisamente oltremisura lo scotto del noviziato, proseguendo poi con gli infortunati Gibernau ed Hayden, quest’ultimo eroico a finire comunque dignitosamente la gara in dodicesima posizione dopo le ammaccature riportate nella caduta susseguente l’impressionante high side a 200 Km all’ora di sabato, hanno ancora una volta drammaticamente subito le tremende difficoltà di adattamento che tutte le Desmosedici, ma le 800 in particolare hanno sempre evidenziato ed inflitto ai propri malcapitati piloti, a parte ovviamente il fenomenale Stoner che quasi per magia, o meglio per suo ineffabile Genio ha perfettamente, mirabilmente “capito” al volo la terribile GP7 immediatamente dopo esservi salito in sella la primissima volta, annichilendo il team mate Capirossi che invece non decifrò MAI quella stessa moto, pur possedendo un preziosissimo patrimonio quinquennale di esperienza in Ducati sulle precedenti Desmosedici che Casey non poteva certo vantare

    Come detto sopra, il solo Rossi non ha sfigurato di fronte ad una simile dimostrazione di devastante forza ed inesorabile precisione, sfoggiata con formidabile sicurezza dal suo giovane rivale australiano. Dopo una partenza mediocre, Valentino infatti si è quasi subito liberato di chi lo precedeva ed immediatamente posto all’inseguimento, martellando alcuni giri velocissimi, fino a dover cedere vistosamente poco oltre metà gara, causa il precoce logorio delle coperture che comunque ha afflitto anche il suo ormai lontano battistrada, più bravo di lui anche nell’amministrare saggiamente le coperture (con un occhio attento anche al consumo di carburante), spingendo solo quel tanto che gli bastava per mantenere ed incrementare un vantaggio poi ingigantitosi nelle ultime tornate ed arrivato a sfiorare quasi i dieci secondi, vale a dire un’autentica eternità, prima di rallentare decisamente all’ultimo giro per meglio godersi il meritato trionfo con una lunghissima wheelie con cui Casey ha percorso praticamente tutto il rettilineo finale.

    Rossi a suo stesso dire, dopo un grosso spavento in cui è appena appena riuscito a riprendere in extremis la moto appoggiando un gomito in terra “alla Spies”, ha saggiamente deciso, esattamente come avrei fatto al suo posto, di accontentarsi nell’occasione del miglior piazzamento possibile oggi per lui, raggranellando venti preziosi punti, vale a dire molto più di quelli che guadagnò in Qatar esattamente un anno fa, quando arrivò solo quinto. Dunque, storicamente il Campionato per lui si è comunque aperto in modo migliore della stagione passata, cosa ovviamente da non sottovalutare.

    La splendida M1 a scoppi irregolari di Rossi, agile, versatile, facile e velocissima, ha tuttavia dimostrato ancora una volta di essere di gran lunga la migliore cavalcatura sulla piazza, componendo un trionfo triplice e formidabile con appunto ben TRE moto tra le prime quattro, pilotate, badate bene, da altrettanti piloti decisamente diversi tra loro per stile, personalità e caratteristiche di guida, alas appunto Valentino, Lorenzo – oggi bravo e regolare ma a suo dire deluso dalla gara – ed un incredibile Edwards, cosa che incidentalmente prova una volta di più le fantastiche doti di versatilità e facilità di pilotaggio della quadricilindrica di Iwata, sia in versione ufficiale che in quella clienti.

    L’eterna rivale a Honda non ha certo brillato, ma neppure demeritato con un regolare Dovizioso, finito al quinto posto penalizzato alla fine da un’anomala vibrazione all’anteriore, e con un positivissimo De Angelis, arrivato alle sue spalle, mentre un sorprendente Pedrosa, nonostante le proprie menomate condizioni si è trovato ad un certo punto in piena rimonta addirittura in sesta posizione, venendo poi risucchiato in basso per stanchezza ed anche a causa dell’assolutamente involontario (e dunque, giustamente NON da punire: una volta tanto, sono d’accordo con la Direzione Corsa) danneggiamento appioppatogli da De Angelis, che per un pelo non lo ha mandato a gambe all’aria.

    La Suzuki, da quell’ottima macchina che sembra diventata grazie allo sviluppo cui è stata sottoposta quest’inverno per merito di Capirossi, dopo le ottime prove della vigilia poteva dire la sua proprio con Loris che putroppo mentre si trovava in quinta posizione ha vanificato con una caduta una corsa fin lì splendida, dopo essere stato all’inizio addirittura il più lesto dietro all’imprendibile Stoner. Sono certo che le bellissime moto azzurre, in settima posizione con Vermeulen che ha eguagliato oggi il suo personal best in MotoGp qui a Losail, non mancheranno di sorprenderci in futuro, magari in circuiti più adatti alle loro caratteristiche.

    Buono invece l’esordio di Melandri con la cenerentola e derelitta Hayate (non nomino la marca apposta: visto che ha voluto risparmiare ritirandosi dalla MotoGp, NON lo merita), precoce dritto a parte che gli ha fatto perdere un sacco di tempo prezioso, e senza il quale Marco avrebbe potuto regalarsi un debutto ancora più brillante.

    Le mie previsioni per la Vittoria finale in Campionato sono ancora una volta nettamente per Stoner vincente già prima dell’ultimo Gp, con Rossi secondo a buona distanza. Come tutti possono controllare puntai su Hayden nel 2006 ben prima di metà Campionato (fui chiamato a commentare quell’anno la MotoGp solo a partire dal disastroso Gp della Catalunya) e guarda caso Nicky contro ogni pevisione vinse il Titolo, poi profetizzai senza alcun dubbio o rischio (cioè ben PRIMA delle ultime prove in calendario) Stoner vincitore nel 2007 addirittura APPENA DOPO IL PRIMO GP vittorioso di Losail 2007. Ebbene, come tutti sanno Stoner vinse con oltre CENTO punti di distacco, altro particolare da me profetizzato con sicurezza – ed anche questo perfettamente centrato – a circa metà Campionato.

    Nel 2008 ci avrei ugualmente azzeccato, SE non fosse stato per fattori del tutto anomali ed imprevedibili, come la assoluta mancanza di competitività della GP8 nei SEI Gp successivi al Qatar (vale a dire quelli senza dubbio psicologicamente più importanti per definire la classifica), cioè prima che venissero finalmente risolti i problemi elettronici di software che la affliggevano, poi la trascuratezza dimostrata più volte nei fatti dalla Bridgestone nei confronti di Casey e ovviamente il suo infortunio al polso drammaticamente riacutizzatosi con le conseguenze ben note a tutti, tanto è vero che l’australiano continua ancora adesso a soffrirne, dopo averne pesantemente condizionato e limitato la basilare preparazione invernale, e che potrà forse risolversi solo con una nuova operazione chirurgica già annunciata e programmata a fine stagione.

    La prossima puntata di questa nuova Saga MotoGp 2009 andra in onda a Motegi, tradizionale tana della Honda ma che ha visto in tempi recenti, nonostante caratteristiche NON certo adatte alle moto di Borgo Panigale, la fantastica e triplice striscia vincente di Capirossi con la Ducati nel triennio 2005-07 (l’ultimo anno, nel medesimo bagnatissimo Gp che vide anche il matematico trionfo di Stoner nel Campionato Mondiale, poi concluso splendidamente a quota 10 vittorie) e successivamente il successo di Rossi la scorsa stagione.

    Dunque, una pista tutta rampini strettissimi e curve lente, caratterizzata da staccate mozzafiato e forti accelerazioni, che a prima vista favorisce nettamente le agili Yamaha e le padrone di casa Honda, ma per i precedenti storici appena citati aperta ad ogni possibile risultato. Staremo a vedere.

    Dunque, occhio al calendario: segnatevi l’ultimo week end di Aprile come irrinunciabile appuntamento per il proseguimento di questa appassionante Avventura agonistica, e come al solito non ve ne pentirete, le lo assicuro.

    Appuntamento quindi nel lontano Giappone per il secondo episodio di questa adrenalinica Saga MotoGp 2009!

    DONOVAN

    Foto. Motoblog.it