Lotus divisa: Raikkonen crede nel titolo, Boullier pensa in piccolo

Formula 1: Lotus divisa, da una parte Raikkonen crede nella lotta al titolo, dall'altra Boullier predica piccoli passi

da , il

    Lotus: Raikkonen vuole che il team pensi in grande

    Siamo obbligati a parlare di Lotus. Abbiamo letto molte considerazioni sul team di Enstone e su un Kimi Raikkonen deluso dopo il Gran Premio di Spagna di Formula 1 2012. Tutte molto vere. Soprattutto quelle che fanno notare due aspetti legati alle prestazioni delle monoposto nero-oro. Primo: in questo clima di incertezza nei valori in campo, con team capaci di alti e bassi sensazionali, solo la Lotus ha denotato una certa costanza di rendimento ad alto livello. Secondo: se gli uomini guidati da Eric Boullier fossero un po’ più accorti sul fronte tattico (e tecnico) e se capissero prima di avere il potenziale per vincere il mondiale, potremmo indicare proprio il biondo di Finlandia, al secolo Kimi Raikkonen, come grande favorito per il titolo di campione del mondo di F1 2012 senza rischiare figuracce. Il punto è che Iceman ha percepito il potenziale e sogna in grande. Boullier predica la politica dei piccoli passi, inconsapevole di cosa sta lasciando per strada.

    Lotus: perché non pensi in grande?

    Se dovessimo fare delle semplificazioni/esagerazioni “giornalistiche” diremmo che c’è una frattura all’interno del team Lotus. Da una parte c’è Kimi Raikkonen che ha capito tutto. Dall’altra c’è un Eric Boullier che non vuole credere ai propri occhi. Il campione del mondo 2007 vuole bruciare le tappe. Sa che la stagione 2012 sarà combattuta gara dopo gara, sempre sul filo di lana. E sa che lui può giocarsi la vittoria finale. Per questo porta a casa con dolore anche due podi di fila se, quando scende dalla vettura, ha l’impressione di non aver massimizzato il potenziale a sua disposizione. In Bahrain poteva vincere e si è dovuto accontentare del secondo posto. In Spagna poteva rifarsi ed ha chiuso addirittura terzo. Le cose sono due: se questo è il margine della Lotus, allora sono stati fatti dei regali agli avversari che, a fine stagione, potrebbero pesare molto; se, invece, la Lotus non sarà facilmente in grado di ripetersi, allora andavano colte al volto queste due occasioni. In entrambe le eventualità, sono più che giustificate le frustrazioni del buon Kimi.

    Eric Boullier predica i piccoli passi

    Quanta poca sintonia ci sia tra il team principal della Lotus e Kimi Raikkonen lo percepiamo in queste dichiarazioni:“Non condivido il sentimento di delusione di Kimi dopo il Gran Premio di Spagna. Siamo qui per vincere ma a volte basta poco per non riuscirci - ha spiegato Boullier - noi abbiamo sbagliato tattica perché con i primi due set di gomme non abbiamo trovato il ritmo che ci aspettavamo. A quel punto era difficile vincere sebbene il nostro passo gara nel finale ci ha stupito e con qualche giro in più ci saremmo probabilmente riusciti”. Il francese non fa drammi per l’errore tattico:“Sono cose che capitano ma penso che prima o poi potremmo rifarci. Penso che sarà possibile fare almeno una vittoria”. Fare almeno una vittoria? Capisco che ad inizio stagione questo poteva essere un obiettivo buono da raggiungere. Ma ora varrebbe la pena rivedere le proprie ambizioni. Si sente spesso parlare, in tante discipline dello sport, del concetto di “mentalità vincente”. Per maggiori info, per carità, non andate a chiedere a Boullier.